{"id":12875,"date":"2026-07-15T09:22:19","date_gmt":"2026-07-15T08:22:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/?p=12875"},"modified":"2026-07-15T10:40:43","modified_gmt":"2026-07-15T09:40:43","slug":"ray-barretto-il-gigante-delle-congas-che-uni-il-jazz-alla-salsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/2026\/07\/15\/ray-barretto-il-gigante-delle-congas-che-uni-il-jazz-alla-salsa\/","title":{"rendered":"Ray Barretto: Il Gigante delle congas che un\u00ec il Jazz alla Salsa"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>A cura della Redazione LaSalsaVive<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se si dovesse scegliere un\u2019immagine per descrivere l\u2019impatto di Raymond Barretto Pag\u00e1n sulla musica del XX secolo, sarebbe quella delle sue mani: enormi, callose, instancabili, capaci di abbattere le barriere tra il jazz afro-americano e i ritmi caraibici. Nato a New York (nel Bronx) il <strong>29 aprile 1929<\/strong> da genitori portoricani, Barretto ha incarnato alla perfezione l&#8217;identit\u00e0 del <em>Nuyorican<\/em>: radici nell&#8217;isola, testa e cuore nell&#8217;asfalto della Grande Mela.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"534\" src=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Ray_Barretto_Roberto_Roena_Fania_All_Stars-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12970\" srcset=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Ray_Barretto_Roberto_Roena_Fania_All_Stars-1.jpg 736w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Ray_Barretto_Roberto_Roena_Fania_All_Stars-1-300x218.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ray Barretto con Roberto Roena<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>1. Le Origini: Il Jazz come ancora di salvezza <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Crescere a New York negli anni &#8217;30 e &#8217;40 per un ragazzo latino non era facile. Ray trova il suo rifugio nella musica che la madre ascolta alla radio: i dischi di Duke Ellington, Count Basie e Benny Goodman.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vera folgorazione, per\u00f2, arriva alla fine degli anni &#8217;40, mentre si trova in Germania con l&#8217;esercito statunitense. L\u00ec ascolta alla radio militare <strong>&#8220;Manteca&#8221;<\/strong> di Dizzy Gillespie, con il leggendario percussionista cubano <strong>Chano Pozo<\/strong> alle congas. In quel preciso istante, il giovane Barretto capisce che il jazz e il tambor della sua terra d&#8217;origine possono fondersi in qualcosa di dirompente. Torna a New York con una missione: dominare le congas.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>2. Gli anni &#8217;50: La gavetta nel tempio del Jazz <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al suo ritorno, Barretto comincia a frequentare le <em>jam sessions<\/em> di Harlem. Ha un senso del tempo micidiale e una potenza fisica fuori dal comune, che gli valgono presto il soprannome di <strong>&#8220;Manos de Duro&#8221;<\/strong> (Mani dure).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1957 sostituisce Mongo Santamar\u00eda nell&#8217;orchestra di <strong>Tito Puente<\/strong> (dove rimarr\u00e0 per quattro anni) e diventa il percussionista di riferimento per le etichette jazz pi\u00f9 prestigiose, come la Blue Note e la Prestige. In quegli anni incide con Puente l\u2019album \u201cDance Mania\u201d (una raccolta di classici e successi di Tito Puente), pubblicato nel 1958, che consolida definitivamente la sua reputazione internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Suona con giganti del calibro di Lou Donaldson, Red Garland, Gene Ammons e persino con il leggendario <strong>Art Blakey<\/strong>. Barretto non \u00e8 solo un percussionista latino prestato al jazz; \u00e8 un musicista totale che capisce l&#8217;improvvisazione come pochi altri.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>3. Gli anni &#8217;60: Dal &#8220;Watusi&#8221; all&#8217;esplosione della Fania <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1961, Barretto decide che \u00e8 ora di mettersi in proprio e fonda la sua prima orchestra, la <em><strong>Charanga Moderna<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Note: &#8220;La <strong>charanga<\/strong> \u00e8 un formato orchestrale cubano nato alla fine dell&#8217;Ottocento, caratterizzato da un organico tipico che comprende <strong>flauto traverso<\/strong> (spesso in do, dal suono brillante e penetrante), <strong>sezione di archi<\/strong>, <strong>piano<\/strong>, <strong>timbales<\/strong>, <strong>g\u00fciro<\/strong> e <strong>contrabbasso<\/strong>. A differenza dei conjuntos \u2014 che puntavano su trombe e voce \u2014 la charanga aveva un suono pi\u00f9 morbido ed elegante, ideale per il <strong>danz\u00f3n<\/strong> e poi per il <strong>chachach\u00e1<\/strong>. Negli anni &#8217;60, band come l&#8217;Orquesta Arag\u00f3n ne erano il simbolo per eccellenza. Quando Barretto battezz\u00f2 la sua orchestra Charanga Moderna, stava dichiarando apertamente la sua appartenenza a questa tradizione cubana, pur aprendola alle influenze del jazz e del nascente boogaloo&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1963 arriva il primo colpo commerciale devastante: <strong>&#8220;El Watusi&#8221;<\/strong>. Il brano, un boogaloo trascinante e scanzonato, entra dritto nella Top 20 pop degli Stati Uniti. \u00c8 un successo enorme, ma rischia di intrappolarlo nel clich\u00e9 della musica &#8220;da ballo commerciale&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"El Watusi\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3R1XoAk_-Xo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Barretto, che mira a qualcosa di pi\u00f9 profondo, capisce che il vento sta cambiando. Nel 1967 firma per una neonata etichetta discografica guidata da Jerry Masucci e Johnny Pacheco: la <strong>Fania Records<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo debutto con la Fania, <strong>&#8220;Acid&#8221;<\/strong> (1968), \u00e8 un capolavoro assoluto. \u00c8 un album cerniera in cui convivono il boogaloo, il soul-jazz e la nascente <em>Salsa<\/em>. Brani come <em>&#8220;A Deeper Shade of Soul&#8221;<\/em> e <em>&#8220;Soul Drummers&#8221;<\/em> diventano inni generazionali per i giovani latini di New York.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Ray Barretto - Acid\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Mhq5cmJG61Y?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>4. Gli anni &#8217;70: L&#8217;era d&#8217;oro della Salsa Dura <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entriamo negli anni &#8217;70, il decennio d&#8217;oro. Barretto \u00e8 uno dei pilastri inamovibili delle <strong>Fania All-Stars<\/strong>, il supergruppo che porta la salsa negli stadi di tutto il mondo (indimenticabile la sua performance nel 1974 nello Zaire, prima del match tra Ali e Foreman).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Nicky Marrero  &amp;  Ray Barretto .......  Se Soltaron Los Anormales\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/UrxXyhmPlPY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u00e8 con la sua orchestra che firma i manifesti della <strong>Salsa Dura<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>&#8220;The Message&#8221;<\/strong> (1971)<\/li>\n\n\n\n<li><strong>&#8220;Que Viva la M\u00fasica&#8221;<\/strong> (1972) \u2013 Un album monumentale, tragicamente segnato dalla morte prematura del suo straordinario cantante, <strong>Adalberto Santiago<\/strong>, che poco dopo lascer\u00e0 la band insieme ad altri musicisti per fondare la <em>Tipica 73<\/em>.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>&#8220;Indestructible&#8221;<\/strong> (1973) \u2013 La risposta di Barretto alla crisi della band. Con una nuova formazione (tra cui spicca Tito Allen alla voce) e una copertina iconica in cui Ray si trasforma in Clark Kent\/Superman, l&#8217;album dimostra che il leader \u00e8, appunto, indistruttibile. Il brano omonimo resta uno dei pezzi di salsa pi\u00f9 potenti e suonati di sempre, un manifesto di resilienza e purezza ritmica.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Ray Barretto - Indestructible\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZCLeS1ICPuo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Verso la fine del decennio, stanco delle dinamiche commerciali della salsa commerciale, Barretto torna al suo primo amore e fonda la band <strong>New World Spirit<\/strong>, un progetto di Latin Jazz straordinario con cui continuer\u00e0 a registrare album di altissimo livello per tutti gli anni &#8217;80 e &#8217;90.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Guaji-Rita (Album Version)\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/b2RKM9SiEdM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>5. L&#8217;eredit\u00e0 e gli ultimi anni <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1990 vince finalmente un Grammy Award per l&#8217;album <strong>&#8220;Ritmo en el Coraz\u00f3n&#8221;<\/strong>, registrato insieme alla &#8220;Reina de la Salsa&#8221;, <strong>Celia Cruz<\/strong>. Nel 2006 riceve il prestigioso titolo di <em>NEA Jazz Master<\/em>, il massimo riconoscimento statunitense per un musicista jazz.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"700\" src=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13710\" srcset=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon.jpg 700w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon-120x120.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poche settimane dopo, il <strong>17 febbraio 2006<\/strong>, Ray Barretto si spegne a causa di complicazioni cardiache all&#8217;et\u00e0 di 76 anni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>Espa\u00f1ol <\/h2>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>Ray Barretto: El Gigante de las congas que uni\u00f3 el Jazz con la Salsa <\/h1>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Por la Redacci\u00f3n de LaSalsaVive<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si hubiera que elegir una imagen para describir el impacto de Raymond Barretto Pag\u00e1n en la m\u00fasica, ser\u00eda la de un puente: un puente tendido entre el jazz afroamericano del Harlem de los a\u00f1os \u201850 y la salsa que incendiar\u00eda el mundo latino en los a\u00f1os \u201870. Nacido el <strong>29 de abril de 1929<\/strong> de padres puertorrique\u00f1os, Barretto encarn\u00f3 a la perfecci\u00f3n la identidad del <em>Nuyorican<\/em>: ra\u00edces en la isla, mente y coraz\u00f3n en el asfalto de la Gran Manzana.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"534\" src=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Ray_Barretto_Roberto_Roena_Fania_All_Stars-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12970\" srcset=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Ray_Barretto_Roberto_Roena_Fania_All_Stars-1.jpg 736w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Ray_Barretto_Roberto_Roena_Fania_All_Stars-1-300x218.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ray Barretto con Roberto Roena<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>1. Los or\u00edgenes: El Jazz como tabla de salvaci\u00f3n <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Crecer en Nueva York en los a\u00f1os 30 y 40 siendo un chico latino no era f\u00e1cil. Ray encuentra su refugio en la m\u00fasica: absorbe <strong>Duke Ellington<\/strong> y <strong>Count Basie<\/strong> como si fueran ox\u00edgeno, y desarrolla una sensibilidad r\u00edtmica que va m\u00e1s all\u00e1 de cualquier frontera cultural.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La verdadera revelaci\u00f3n, sin embargo, llega a finales de los a\u00f1os 40, mientras est\u00e1 en Alemania con el ej\u00e9rcito estadounidense. Escucha, como por casualidad, <em>\u201cManteca\u201d<\/em> de <strong>Dizzy Gillespie<\/strong>, con el legendario percusionista cubano <strong>Chano Pozo<\/strong> a las congas. En ese preciso instante, el joven Barretto comprende que el jazz y el tambor de su herencia caribe\u00f1a no son dos mundos separados: son el mismo mundo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>2. Los a\u00f1os 50: El aprendizaje en el templo del Jazz <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A su regreso, Barretto comienza a frecuentar las <em>jam sessions<\/em> de Harlem. Tiene un sentido del tiempo letal y una potencia f\u00edsica fuera de lo com\u00fan, que pronto le valen el apodo de <em>\u201cManos de Duro\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">En 1957 sustituye a Mongo Santamar\u00eda en la orquesta de <strong>Tito Puente<\/strong> (donde permanecer\u00e1 cuatro a\u00f1os) y se convierte en el percusionista de referencia para los sellos de jazz m\u00e1s prestigiosos, como Blue Note y Prestige. En esos a\u00f1os graba con Puente el \u00e1lbum <em>\u201cDance Mania\u201d<\/em> (una recopilaci\u00f3n de cl\u00e1sicos y \u00e9xitos de Tito Puente), publicado en 1958, que consolida definitivamente su reputaci\u00f3n internacional.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Toca con gigantes del calibre de Lou Donaldson, Red Garland, Gene Ammons y hasta con el legendario <strong>Art Blakey<\/strong>. Barretto no es solo un percusionista latino prestado al jazz; es un m\u00fasico total que comprende la improvisaci\u00f3n como pocos.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>3. Los a\u00f1os 60: Del \u201cWatusi\u201d a la explosi\u00f3n de la Fania <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">En 1961, Barretto decide que es hora de trabajar por su cuenta y funda su primera orquesta, la <em><strong>Charanga Moderna<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Notas: \u201cLa <strong>charanga<\/strong> es un formato orquestal cubano nacido a finales del siglo XIX, caracterizado por una plantilla t\u00edpica que incluye <strong>flauta traversa<\/strong> (frecuentemente en do, de sonido brillante y penetrante), <strong>secci\u00f3n de cuerdas<\/strong>, <strong>piano<\/strong>, <strong>timbales<\/strong>, <strong>g\u00fciro<\/strong> y <strong>contrabajo<\/strong>. A diferencia de los conjuntos \u2014que apostaban por trompetas y voz\u2014 la charanga ten\u00eda un sonido m\u00e1s suave y elegante, ideal para el <strong>danz\u00f3n<\/strong> y luego para el <strong>chachach\u00e1<\/strong>. En los a\u00f1os 60, bandas como la Orquesta Arag\u00f3n eran su s\u00edmbolo por excelencia. Cuando Barretto bautiz\u00f3 su orquesta Charanga Moderna, estaba declarando abiertamente su pertenencia a esta tradici\u00f3n cubana, aun abri\u00e9ndola a las influencias del jazz y del naciente boogaloo.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">En 1963 llega el primer gran golpe comercial: <em>\u201cEl Watusi\u201d<\/em>. El tema, un boogaloo arrollador y desenfadado, entra directo en el Top 20 pop de los Estados Unidos. Es un \u00e9xito enorme, pero corre el riesgo de encasillarlo en el cl\u00edich\u00e9 de la m\u00fasica \u201ccomercial de baile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"El Watusi\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3R1XoAk_-Xo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Barretto, que apunta a algo m\u00e1s profundo, percibe que el viento est\u00e1 cambiando. En 1967 firma con <strong>Fania Records<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su debut con la Fania, <em>\u201cAcid\u201d<\/em> (1968), es una obra maestra absoluta. Es un \u00e1lbum bisagra en el que conviven el boogaloo, el soul-jazz y la naciente <strong>Salsa<\/strong>. Temas como <em>\u201cA Deeper Shade of Soul\u201d<\/em> y <em>\u201cSoul Drummers\u201d<\/em> se convierten en himnos generacionales para los j\u00f3venes latinos de Nueva York.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Ray Barretto - Acid\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Mhq5cmJG61Y?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>4. Los a\u00f1os 70: La era dorada de la Salsa Dura <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entramos en los a\u00f1os 70, la d\u00e9cada dorada. Barretto es uno de los pilares inamovibles de las <strong>Fania All-Stars<\/strong>, el supergrupo que lleva la salsa a los estadios de todo el mundo (inolvidable su actuaci\u00f3n en el Estadio L\u00e9opold S\u00e9dar Senghor de Dakar, en el concierto que precedi\u00f3 al combate \u201cRumble in the Jungle\u201d entre Ali y Foreman).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Nicky Marrero  &amp;  Ray Barretto .......  Se Soltaron Los Anormales\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/UrxXyhmPlPY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pero es con su orquesta que firma los manifiestos de la <strong>Salsa Dura<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>\u201cThe Message\u201d<\/em> (1971)<\/li>\n\n\n\n<li><em>\u201cQue Viva la M\u00fasica\u201d<\/em> (1972) \u2013 Un \u00e1lbum monumental, tr\u00e1gicamente marcado por la muerte prematura de su extraordinario cantante <strong>Adalberto Santiago<\/strong>, que poco despu\u00e9s dejar\u00e1 la banda junto a otros m\u00fasicos para fundar la <strong>T\u00edpica 73<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li><em>\u201cIndestructible\u201d<\/em> (1973) \u2013 La respuesta de Barretto a la crisis de la banda. Con una nueva formaci\u00f3n (entre los que destaca <strong>Tito Allen<\/strong> a la voz), produce un \u00e1lbum que es pura energ\u00eda y rabia creativa.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Ray Barretto - Indestructible\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZCLeS1ICPuo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hacia finales de la d\u00e9cada, cansado de las din\u00e1micas comerciales de la salsa rom\u00e1ntica, Barretto vuelve a sus ra\u00edces jazz y funda <strong>New World Spirit<\/strong>, un extraordinario proyecto de Latin Jazz con el que continuar\u00e1 grabando \u00e1lbumes de alt\u00edsimo nivel hasta el final de su vida.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Guaji-Rita (Album Version)\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/b2RKM9SiEdM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><span><i class=\"fas fa-arrow-right\"><\/i><\/span>5. El legado y los \u00faltimos a\u00f1os <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">En 1990 gana finalmente un <strong>Grammy Award<\/strong> por el \u00e1lbum <em>\u201cRitmo en el Coraz\u00f3n\u201d<\/em>, grabado junto a la \u201cReina de la Salsa\u201d, <strong>Celia Cruz<\/strong>. En 2006 recibe el prestigioso t\u00edtulo de <strong>NEA Jazz Master<\/strong>, el m\u00e1ximo reconocimiento estadounidense para un m\u00fasico de jazz.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"700\" src=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13710\" srcset=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon.jpg 700w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon-144x144.jpg 144w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ray_barretto_celia_cruz_ritmo_en_el_corazon-120x120.jpg 120w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pocas semanas despu\u00e9s, el <strong>17 de febrero de 2006<\/strong>, Ray Barretto fallece a causa de complicaciones card\u00edacas a la edad de 76 a\u00f1os.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura della Redazione LaSalsaVive Se si dovesse scegliere un\u2019immagine per descrivere l\u2019impatto di Raymond&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":12879,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[1775,1786,1785,676,1771,1774,1773,179,1772,192],"class_list":["post-12875","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-biografie","tag-acid","tag-biografia","tag-biografia-di-ray-barretto","tag-charanga-moderna","tag-congas","tag-fania-records","tag-manos-de-duro","tag-ray-barretto","tag-raymond-barretto-pagan","tag-tito-puente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12875","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12875"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12875\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13725,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12875\/revisions\/13725"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12879"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12875"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12875"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12875"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}