{"id":4391,"date":"2012-12-28T11:34:57","date_gmt":"2012-12-28T10:34:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/?p=4391"},"modified":"2026-06-07T16:59:30","modified_gmt":"2026-06-07T15:59:30","slug":"la-biografia-del-negrito-calaven","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/2012\/12\/28\/la-biografia-del-negrito-calaven\/","title":{"rendered":"La biografia del Negrito Calaven"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Armando Gruber<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se ci fu un cantante ritmico, carismatico ed istrionico che lasci\u00f2 uno stile molto definito nei locali dove si esibiva, nella decade degli anni sessanta e settanta in quei vecchi club situati nella vecchia zona del Para\u00edso, nelle feste private a Caracas o nell&#8217;interno del paese, questo fu senz&#8217;altro <strong>Carlos Rafael Perdomo Y\u00e1nez<\/strong>, meglio conosciuto nell&#8217;ambiente artistico come &#8220;El Negro Calaven&#8221;, che sal\u00ec alla ribalta grazie a <strong>Fed\u00e9rico Betancourt y su combo latino<\/strong>.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image size-medium wp-image-4393\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"223\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/negro_calaven-223x300.jpg\" alt=\"El Negro Calaven\" class=\"wp-image-4393\" srcset=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/negro_calaven-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/negro_calaven-400x537.jpg 400w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/negro_calaven.jpg 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">El Negro Calaven<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo modo di cantare, secondo quanto affermato dagli specialisti del canto afrocaraibico, era caratterizzato dall&#8217;uso dello &#8220;scat-singing&#8221;, ovvero di quella tecnica fonetica dove si utilizza la poliritmia avanzata come quella usata nella musica africana occidentale, al posto dei convenzionali soneos afrocubani.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"El Negrito Calaven - Los Calvos ( Venezuela - 1967 ) .\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/MB5GHipCXxc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stile fonetico progressivo e ritmico del Negro Calaven era caratteristico perch\u00e8 possedeva una grande variet\u00e0 ritmica e poteva essere riconosciuto istantaneamente, cosa che divise la critica fra chi lo defin\u00ec come un geniale innovatore e chi lo etichett\u00f2 come un inusuale e radicale cantante di cattivo gusto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calaven realizz\u00f2 le sue prime registrazioni discografiche con &#8220;Anguera y sus Muchachos&#8221;, musicista di orgine spagnola che viveva nel quartiere Los Castores a San Antonio de los Altos. Fece parte anche dei gruppi \u201cLos Kenyas\u201d, \u201cLos Calvos\u201d e \u201cLos Dementes\u201d diretti dal pianista <strong>Ray P\u00e9rez<\/strong>. A seguire registr\u00f2 altri dischi nel 1967, nel 1981 con il pianista <strong>Jes\u00fas \u201cChu\u00edto\u201d Narv\u00e1ez<\/strong> il disco \u201cCalaven y Yo\u201d. Inoltre collabor\u00f2 con: \u201cPipo y sus Estrellas\u201d, l&#8217;orchestra &#8220;Los Caciques&#8221; diretta da <strong>Leonardo Pedroza<\/strong> e \u201cLas Estrellas Latinas\u201d insieme a Canelita Medina, Joe Ruiz e Carl\u00edn Rodr\u00edguez.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"400\" src=\"http:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/El-Negro-Calaven_2.jpg\" alt=\"El-Negro-Calaven_2\" class=\"wp-image-4395\" srcset=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/El-Negro-Calaven_2.jpg 1000w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/El-Negro-Calaven_2-300x120.jpg 300w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/El-Negro-Calaven_2-400x160.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calaven nacque a Caracas il 29-2-1940 e pass\u00f2 la sua infanzia nel quartiere Tiro al Blanco, parrocchia Candelaria adiacente a Sarr\u00eda in cui negli anni cinquanta venne costruita la moderna urbanizzazione Sim\u00f3n Rodr\u00edguez, vicina alla collina El Avila (Guaraira Repano) durante la dittatura di Marcos P\u00e9rez Jim\u00e9nez, del quale resta solo un settore conosciuto come il barrio Lu\u00eds Hurtado, vicino alla strada Andr\u00e9s Bello a Caracas.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"TE PUSE A VALER...EL NEGRITO CALAVEN\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/9EZfIeuuJrs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La sua ispirazione verso Vicentico Valdez:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da uomo di origine popolare qual&#8217;era, cantava con molto sentimento e veniva spesso paragonato da alcuni suoi amici dell&#8217;epoca al cantante cubano <strong>Vicentico Vald\u00e9s<\/strong>, che era anche il suo cantante preferito. Il suo modo di cantare sul palco in modo contorto e gestuale, nacque a seguito di un incidente che ebbe sul finire degli anni cinquanta, quando un signore sal\u00ec sul palco dove cantava tangos in un omaggio a Gardel a Ca\u00f1o Amarillo e lo spinse facendolo cadere per terra facendogli battere violentemente la testa. El Negro Calaven era un ragazzo che vendeva mango per le strade e al quale piaceva cantare. Era il secondo di nove fratelli e dimostr\u00f2 di avere un grande talento musicale gi\u00e0 in giovane et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inizi\u00f2 la sua carriera artistica insieme ai suoi amici d&#8217;infanzia nel &#8220;Tiro al Blanco&#8221; come cantante di Boleros, che furono la sua principale fonte d&#8217;ispirazione e che gli permisero d&#8217;interpretare classici come: &#8220;Vendr\u00e1n-Parece Mentira&#8221; e successivamente di utilizzare la sua voce melodiosa in canzoni come &#8220;Nadie se Salva de La Rumba&#8221; e &#8220;El Carbonero&#8221; (de Iv\u00e1n Linares) che ebbero un grande impatto fra gli appassionati di ballo; per\u00f2 fu con <strong>Federico Betancourt<\/strong> che raggiunse la grande popolarit\u00e0 nella met\u00e0 degli anni sessanta, quando partecip\u00f2 a numerose trasmissioni televisive in Venezuela, Curacao e Colombia. El Negro Calaven aveva uno stile molto personale, influenzato dal lirismo che lo caratterizzava rispetto agli altri cantanti della sua generazione: era realmente fantastico osservarlo e apprezzarlo dal vivo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"El Negrito Calaven - FEDERICO Y SU COMBO LATINO\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/yXaT-eiWXRk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andando avanti con la sua carriera nel 1981 Calaven registr\u00f2 con il pianista <strong>Jes\u00fas \u201cChuito\u201d Narv\u00e1ez<\/strong> la produzione \u201cCalaven y Yo\u201d. Il Negro Calaven mor\u00ec a Caracas il 3 maggio del 2003, due anni dopo aver sofferto di un&#8217;aneurisma cerebrale, forse causato dall&#8217;abuso di alcol e lo stato d&#8217;indigenza nel quale era caduto.<br \/>\nAnche se non ricevette mai il riconoscimento che avrebbe meritato, \u00e8 indubbio il suo grande apporto al genere della musica popolare afrocaraibica, cos\u00ec come lo dimostrano le registrazioni che ci ha lasciato, anche se le prove del suo grande talento sono limitate a pochi dischi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I critici considerano la registrazione con la Orquesta La Amistad come il lavoro in cui el Negro Calaven mise in evidenza il suo stile particolare ed il suo modo unico di cantare. Il tema con il quale apre l&#8217;Lp ci invita gi\u00e0 alla festa e alla baldoria sfrenata: con la canzone &#8220;Carbonero&#8221; del cubano <strong>Iv\u00e1n Fern\u00e1ndez<\/strong> e arrangiato da uno dei fondatori della Dimensi\u00f3n Latina di <strong>Chuito Narvaez<\/strong> cosa abbastanza abituale in queste produzioni degli anni sessanta e settanta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un assolo di tromba prima dell&#8217;ingresso del montuno; l&#8217;assolo del piano a cui mancava solo il tipico grido del Negro Calaven &#8220;Chuiiiito&#8221;; l&#8217;assolo del bong\u00f3 ed i cori dove si sente la voce di Rodrigo Mendoza; il bolero <strong>NO VENDRAS<\/strong> (D.D); il bellissimo <strong>NADIE SE SALVA DE LA RUMBA<\/strong> di <strong>Ciro Rodr\u00edguez<\/strong> con gli arrangiamenti del dominicano <strong>Carlos D\u2019 Le\u00f3n<\/strong>. Un altro bolero <strong>PARECE MENTIRA<\/strong> di <strong>Pepe Robles<\/strong> con gli arrangiamenti di <strong>Gerardo Alonzo<\/strong>; il merengue <strong>UN DIA NOCHE<\/strong> (D.D) e arrangiato da <strong>Carlos D Le\u00f3n<\/strong>; la canzone <strong>HONEY<\/strong> (D.D), arrangiata da <strong>Isa\u00edas Urbina<\/strong> e resa famosa dall&#8217;argentino <strong>Sandro<\/strong>, e una splendida plena dal titolo <strong>PLENAVEN<\/strong> scritta dallo stesso Carlos Y\u00e1nez e arrangiata da <strong>Carlos D Le\u00f3<\/strong>. Sono tre canzoni antologiche interpretate dalla voce del Calaven: Carbonero, Nadie se Salva de la Rumba e Plenaven, esempi assoluti del modo in cui il &#8220;moreno del barrio Tiro al Blanco&#8221; dimostr\u00f2 una vera maestria e doti non comuni grazie al suo particolare e originale modo di interpretare le canzoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell&#8217;Lp &#8220;CALAVEN Y YO&#8221;, (LPV 1969), prodotto dalla casa discografica Velvet e con la copertina stampata a nome dell&#8217;<strong>Orquesta La Amistad<\/strong> di Chuito Narvaez, la tessitura della banda, il suono, gli arrangiamenti e la presenza di Jes\u00fas \u201cChuito\u201d Narv\u00e1ez, Carlos D Le\u00f3n e Gerardo Alonzo como arrangiatori, oltre a Rodrigo Mendoza e Alex Mart\u00ednez che compaiono nei cori, rendono facilmente percebile il talento e la qualit\u00e0 della sua musica.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image size-medium wp-image-4408\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"289\" src=\"http:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Calaven_Y_Yo_-_Front-300x289.jpg\" alt=\"La copertina del disco Calaven y yo\" class=\"wp-image-4408\" srcset=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Calaven_Y_Yo_-_Front-300x289.jpg 300w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Calaven_Y_Yo_-_Front-1024x987.jpg 1024w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Calaven_Y_Yo_-_Front-400x385.jpg 400w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Calaven_Y_Yo_-_Front.jpg 1452w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La copertina del disco Calaven y yo<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Los Calvos, Los Kenya y Calaven:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Lo conobbi nell&#8217;urganizzazione 23 de enero, a Caracas. Ci vedevamo durante i fine settimana perch\u00e8 io lavoravo per la ditta distributrice delle macchine Remington. A lui piaceva cantare fin da quando era un bambino e a me piaceva suonare il piano. Ci incontravamo e passavamo molto tempo insieme; andavamo nei club notturni a suonare e cantare. Lo facevamo per l&#8217;amore che avevamo nei confronti della musica e non per soldi. Fu cos\u00ec che inizi\u00f2 la nostra amicizia&#8221; racconta <a href=\"http:\/\/www.rayperez.it\" title=\"Vai al sito ufficiale di Ray Perez\" target=\"_blank\">Ray P\u00e9rez<\/a>, fondatore di tre gruppi venezuelani: <strong>Los Kenya<\/strong>, <strong>Los Calvos<\/strong> e <strong>Los Dementes<\/strong>. &#8220;Lui era veramente un uomo con molto calore umano e spettacolare&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non aveva una grande educazione formale quando inizi\u00f2 il suo grande successo; tutti lo chiamavano affinch\u00e8 cantasse nei club venezuelani e all&#8217;estero. Dopo i Los Calvos, cant\u00f2 con <strong>Federico y su Combo<\/strong>. Purtroppo beveva molto, nonostante il medico gli avesse proibito di farlo, e alla fine questo vizio lo avrebbe ucciso. Cercai di convincerlo a smettere ma non mi diede retta, mor\u00ec il 28 maggio del 2003.<br \/>\nRay P\u00e9rez inizia a ricordare i musicisti dell&#8217;orchestra che form\u00f2 per registrare con el Negro Calaven: <strong>El Pavo Frank<\/strong> alle percussioni, <strong>Pedro Garc\u00eda<\/strong> alla congal \u2013 percussionista di origine cubana gi\u00e0 scomparso, conosciuto come Pedro Guapacha; <strong>Miguel Silva<\/strong> al basso, <strong>Araujo<\/strong> al trombone ed il <strong>negro Lewis<\/strong> alla tromba. Ovviamente al piano c&#8217;era Ray P\u00e9rez, compositore e arrangiatore del disco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l&#8217;orchestra <strong>Los Calvos<\/strong> &#8211; continua il suo racconto Ray P\u00e9rez &#8211; eravamo indubbiamente molto avanti rispetto ai nostri tempi. Ci divertivamo molto nello studio di registrazione con i <strong>Los Calvos<\/strong>, e anche con i <strong>Los Dementes<\/strong>. El Negro Calaven era stato anche cantante dell&#8217;orchestra <strong>Pedroza y sus Caciques<\/strong>, per\u00f2 senza registrare nessun disco. Entrambi i dischi dei Los Calvos furono registrati con la casa discografica <strong>RCA V\u00edctor<\/strong>. (Estos Son los Calvos y \u2026\u00a1Y Qu\u00e9 Calvos! 1967 e Aqu\u00ed Estoy de Nuevo 1971 (Palacios).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image size-medium wp-image-4411\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"236\" src=\"http:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Exitos_Calaven_Contraport-300x236.jpg\" alt=\"La copertina del disco &quot;Exitos del Negrito Calaven&quot;\" class=\"wp-image-4411\" srcset=\"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Exitos_Calaven_Contraport-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Exitos_Calaven_Contraport-1024x807.jpg 1024w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Exitos_Calaven_Contraport-400x315.jpg 400w, https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Exitos_Calaven_Contraport.jpg 1185w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La copertina del disco &#8220;Exitos del Negrito Calaven&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Calaven con Fed\u00e9rico y su Combo Latino:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;LP, <strong>Psicod\u00e9lico con salsa<\/strong> (1968) segna l&#8217;ingresso del Negro Calaven nel Combo Latino di Fed\u00e9rico Betancourt. E&#8217; qui che inizia veramente il successo grazie alle trasmissioni radiofoniche di questo cantante senza uguali e che gli permetter\u00e0 di presentarsi nel massimo splendore dell&#8217;onda pre-salsera nel periodo compreso fra il 1965 ed il 1971. Era l&#8217;epoca della psicadelia, del pop e del rock, la stessa epoca, all&#8217;inizio degli anni sessanta, in cui il boogaloo proveniente da New York influenz\u00f2 lo spettacolare Combo Latino di Federico Betancourt, iniziando a segnare una netta differenza rispetto alle altre orchestre che suonavano lo stesso genere. La decisione da parte di Fed\u00e9rico Betancourt d\u00ec&#8217;incorporare nella sua orchestra la voce molto particolare e lo stile unico del Negro Calaven, si rivel\u00f2 vincente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso Betancourt confess\u00f2 che la voce caratteristica di questo &#8220;crooner&#8221; creolo che puntava al successo, gli permise insieme al suo produttore discografico di scoprire varie canzoni conosciute nel folclore latinoamericano come: &#8220;El Alacr\u00e1n&#8221;, &#8220;Que dichoso es&#8221;; il classico di <strong>Juan Vicente Torrealba<\/strong>, &#8220;Campesina&#8221; e una stupenda versione del bolero di <strong>Armando Manzanero<\/strong> &#8220;No&#8221; , con la voce del Calaven e la guaracha con boogaloo, &#8220;Aunque no tengo dinero&#8221;. Ancora pi\u00f9 boogaloo possiamo ascoltare in &#8220;Oh baby&#8221;. Grazie alla combinazione ritmica e vocalistica trasformarono alcuni grandi classici del pop-rock degli anni sessanta come &#8220;Sunny&#8221; e &#8220;El amor es azul&#8221; di Paul Muriat in canzoni afro caraibiche. L&#8217;altro cantante del Combo Latino, <strong>Dimas Pedroza<\/strong>, si mise in luce in questa produzione con le canzoni &#8220;Campesina&#8221; e &#8220;Ha llegado la pachanga&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu un&#8217;epoca dai forti contrasti musicali, con le vecchie ville trasformate in club, come nella zona Para\u00edso, il club della Contralor\u00eda o l&#8217;INOS a San Bernardino e nei quali i liceali di Caracas organizzavano le loro feste per raccogliere fondi per i loro studi con il Combo Latino di Federico ed i suoi cantanti Dim\u00e1s Pedroza, Carl\u00edn Rodr\u00edguez e l&#8217;eclettico Calaven.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ringraziamo il sito <a href=\"http:\/\/www.salsabrava.com.ve\/\" title=\"Salsabrava.com.ve\" target=\"_blank\">Salsabrava.com.ve<\/a> per averci concesso l&#8217;autorizzazione a pubblicare e tradurre questo articolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Espa\u00f1ol<\/strong><br \/>\nSi hubo un cantante r\u00edtmico, carism\u00e1tico e histri\u00f3nico y que dej\u00f3 un estilo muy definido en los bailes donde se presentaba, por all\u00e1 en la d\u00e9cada de los a\u00f1os sesenta y setenta en esos viejos clubes de las a\u00f1ejas casonas del Para\u00edso, en bailes privados en Caracas o hacia el interior del pa\u00eds, ese precisamente fue Carlos Rafael Perdomo Y\u00e1nez cari\u00f1osamente llamado en el ambiente art\u00edstico el \u201c Negro Calaven\u201d, quien salta a la fama de manos de Fed\u00e9rico Betancourt y su combo Latino. El estilo al cantar de Calaven se caracterizaba, en opini\u00f3n de especialistas en canto afrocaribe, por el uso del \u201cscat-singing\u201d, t\u00e9cnica fon\u00e9tia vocal donde se utilizan poliritmias avanzadas semejantes a las usadas en la m\u00fasica Africana Occidental, en lugar de los convencionales soneos afrocubanos.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">El estilo fon\u00e9tico progresivo y r\u00edtmico de Calaven era caracter\u00edstico porque pose\u00eda una gran diversidad r\u00edtmica y pod\u00eda ser reconocido instant\u00e1neamente en cualquier escenario, lo que lo llevo a ser calificado por cr\u00edticos musicales de innovador y genial por unos y de radical e inusual o de mal gusto por otros.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calaven realiz\u00f3 sus primeras grabaciones con &#8220;Anguera y sus Muchachos&#8221;, m\u00fasico de origen espa\u00f1ol residenciado en Los Castores, San Antonio de los Altos. Participo tambi\u00e9n en las agrupaciones \u201cLos Kenyas\u201d y \u201cLos Calvos\u201d y \u201cLos Dementes\u201d dirigidos por el pianista Ray P\u00e9rez. Posteriormente en 1967 grab\u00f3 En 1981 grab\u00f3 con el pianista Jes\u00fas \u201cChu\u00edto\u201d Narv\u00e1ez la producci\u00f3n \u201cCalaven y Yo\u201d. Adem\u00e1s particip\u00f3 en: \u201cPipo y sus Estrellas\u201d, la orquesta &#8220;Los Caciques&#8221; dirigida por Leonardo Pedroza y \u201cLas Estrellas Latinas\u201d junto a Canelita Medina, Joe Ruiz y Carl\u00edn Rodr\u00edguez, fallecidos estos dos \u00faltimos.<br \/>\nCalaven naci\u00f3 en Caracas el 29-2-1940 y se cri\u00f3 en el barrio Tiro al Blanco, parroquia Candelaria adyacente a Sarr\u00eda y que dio paso en la d\u00e9cada de los a\u00f1os cincuenta del pasado siglo XX a la moderna urbanizaci\u00f3n Sim\u00f3n Rodr\u00edguez, cercana al cerro El Avila( Guaraira Repano) en la gesti\u00f3n del dictador Marcos P\u00e9rez Jim\u00e9nez, del cual solo queda un sector hoy conocido como el barrio Lu\u00eds Hurtado, adyacente a la avenida Andr\u00e9s Bello, en Caracas.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su inspiraci\u00f3n hacia Vicentico Valdez:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Como hombre de extracci\u00f3n popular cantaba con mucho sentimiento, y lo comparaban algunos de sus amigos de la \u00e9poca con el cantante cubano, Vicentico Vald\u00e9s, quien era su cantante preferido; siempre se lo manifest\u00f3 a sus amigos. No obstante \u00e9l era un vocalista natural. Su manera de cantar contorsionado muy gestual en tarima, surgi\u00f3 a ra\u00edz de un golpe, a finales de los a\u00f1os cincuenta que sufri\u00f3 en la cabeza, cuando un sujeto subi\u00f3 a la tarima en donde cantaba tangos, en un homenaje a Gardel en Ca\u00f1o Amarillo y lo empuj\u00f3 para caer al piso y se golpe\u00f3 en el cr\u00e1neo Era un muchacho que vend\u00eda mangos en la calle, le gustaba cantar, y era del barrio. Era el segundo de nueve hermanos, Calaven demostr\u00f3 un gran talento musical a muy temprana edad.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se inicia en la m\u00fasica junto a sus amigos de infancia en el &#8220;Tiro al Blanco&#8221; cantando Boleros su fuente de inspiraci\u00f3n verdadera que le permiti\u00f3 interpretar cl\u00e1sicos como: Vendr\u00e1n-Parece Mentira, para despu\u00e9s cantar sus guarachas y descargar. Su melodiosa voz en temas como \u201c Nadie se Salva de La Rumba Y El Carbonero ( de Iv\u00e1n Linares)\u201d, fueron de gran impacto en la audiencia bailadora; pero fue con Federico Betancourt fue cuando alcanzo gran popularidad a mediados de la d\u00e9cada de los a\u00f1os 60, cuando hizo numerosas presentaciones en vivo y en televisi\u00f3n en Venezuela, Curazao y Colombia. Pose\u00eda un estilo muy personal, influenciado por el lirismo que lo caracterizaba frente a otros cantantes de su generaci\u00f3n, era realmente fant\u00e1stico observarlo y disfrutarlo en vivo, Siguiendo su ruta art\u00edstica nos encontramos que en el a\u00f1o de 1981 <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calaven grabo con el pianista Jes\u00fas \u201cChuito\u201d Narv\u00e1ez la producci\u00f3n \u201cCalaven y Yo\u201d. Calaven falleci\u00f3 en Caracas el 03\/05\/2003, dos anos despu\u00e9s de haber sufrido un aneurisma cerebral, quiz\u00e1s generado por la ingesta de alcohol y el estado de indigencia en la que cay\u00f3. Aunque nunca recibi\u00f3 el reconocimiento que se merec\u00eda, es indudable su gran aporte al g\u00e9nero de la m\u00fasica popular afrocaribe\u00f1a as\u00ed. como lo demuestran las grabaciones que nos dej\u00f3, aunque no numerosas son prueba palpable de su gran talento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Los cr\u00edticos consideran que cuando grab\u00f3 el Lp con el respaldo de La Amistad. \u201cCalaven\u201d se destac\u00f3 su estilo bien particular, su cantar original que por ende en este trabajo discogr\u00e1fico y aqu\u00ed no iba a ser la excepci\u00f3n. El tema con el que abre el Lp ya nos invita al bochinche y a la farra desenfrenada: con el tema CARBONERO del cubano Iv\u00e1n Fern\u00e1ndez y arreglo de uno de los fundadores de la Dimensi\u00f3n Latina de \u201cChuito Narvaez\u201d con lo que era una fija en esas producciones de la d\u00e9cada de los a\u00f1os 60 y 70.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un solo de trompeta antes de ingresar al montuno; el solo de piano en donde lo \u00fanico que falt\u00f3 fue que \u201cCalaven\u201d diera el grito caracter\u00edstico para identificarlo \u201cChuiiiito\u201d; el solo de bong\u00f3 y los coros donde se identifica la voz del marabino Rodrigo Mendoza a leguas; el bolero NO VENDRAS (D.D); el sabroso NADIE SE SALVA DE LA RUMBA de Ciro Rodr\u00edguez y arreglos del dominicano Carlos D\u2019 Le\u00f3n. Otro bolero de nombre PARECE MENTIRA de Pepe Robles y arreglo de Gerardo Alonzo; el merengue UN DIA NOCHE (D.D) y arreglo de Carlos D Le\u00f3n; el tema HONEY (D.D), arreglo de Isa\u00edas Urbina, popularizado en la voz del argentino Sandro y una sabrosa y exquisita plena identificada como PLENAVEN escrita por el propio Carlos Y\u00e1nez y arreglo de Carlos D Le\u00f3. Son tres temas antol\u00f3gicos en la voz de Calaven: Carbonero, Nadie se Salva de la Rumba y Plenaven. All\u00ed el moreno del barrio Tiro al Blanco derrocho verdadera maestr\u00eda y sabrosura con esa particular originalidad la forma de interpretar las canciones.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">En el Lp de nombre \u201cCALAVEN Y YO\u201d, LPV 1969, bajo el sello Velvet con el respaldo de la Orquesta La Amistad de Chuito Narvaez la tesitura de la banda, el sonido, los arreglos y la presencia Jes\u00fas \u201cChuito\u201d Narv\u00e1ez, Carlos D Le\u00f3n y Gerardo Alonzo como arreglistas, aparte de Rodrigo Mendoza y Alex Mart\u00ednez que aparecen en los coros, se derroch\u00f3 talento y calidad.As\u00ed como tambi\u00e9n del maestro Isa\u00edas Urbina, quien tiempo despu\u00e9s pas\u00f3 a ser director musical de la empresa Venevisi\u00f3n y participante en muchos festivales de m\u00fasica a nivel internacional.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Los Calvos, Los Kenya y Calaven:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo conoc\u00ed en la urbanizaci\u00f3n 23 de enero, en Caracas. Nos ve\u00edamos durante los fines de semana, porque yo trabajaba en la distribuidora de m\u00e1quinas Remington. A \u00e9l le gustaba cantar desde muy temprana edad, y a m\u00ed tocar el piano. Nos encontr\u00e1bamos y pas\u00e1bamos ratos juntos; \u00edbamos a los clubes nocturnos y toc\u00e1bamos, y \u00e9l cantaba. Lo hac\u00edamos por amor a la m\u00fasica y no por dinero. As\u00ed comenz\u00f3 nuestra amistad-apunt\u00f3 Ray P\u00e9rez, fundador de tres Agrupaciones venezolanas, Los Kenya, Los Calvos y Los Dementes.- El era de verdad un hombre con mucho calor humano y espectacular.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No ten\u00eda mucha educaci\u00f3n formal. Cuando triunf\u00f3 en grande, todo el mundo lo llamaba, para que cantara aqu\u00ed y all\u00e1. Cant\u00f3 en los barrios, en la calle, con cualquier banda disponible. Despu\u00e9s de Los Calvos, cant\u00f3 con Federico y su Combo.El beb\u00eda licor, y el alcoholismo al final lo mat\u00f3. Aunque el m\u00e9dico le prohibi\u00f3 la bebida, Pero hac\u00eda caso omiso. Le trat\u00e9 de decir: \u201cMira no sigas en eso\u2026\u201d Muri\u00f3 en mayo 28 de 2003.<br \/>\nP\u00e9rez comenz\u00f3 a rememorar los integrantes de la orquesta que form\u00f3 para grabar con Calaven y los uintegrantes fueron :El Pavo Frank en la percusi\u00f3n, Pedro Garc\u00eda en la conga \u2013 percusionista de origen cubano ya fallecido, conocido como Pedro Guapacha; Miguel Silva en el bajo, Araujo, en el tromb\u00f3n y el negro Lewis en la trompeta. (Ray P\u00e9rez, compositor y arreglista, en el piano).<br \/>\nCon la orquesta Los Calvos-apunt\u00f3 Ray P\u00e9rez- est\u00e1bamos adelantados a nuestra \u00e9poca, sin lugar a dudas-apunt\u00f3. Nos divertiamos mucho en el estudio de grabaci\u00f3n con Los Calvos, y tambi\u00e9n con Los Dementes. Y, aunque Calaven hab\u00eda sido cantante de la orquesta de Pedroza y sus Caciques, \u00e9l nunca hab\u00eda grabado. Ambos LPs de Los Calvos los hice para RCA V\u00edctor, sello que queaba por el Valle. (Estos Son los Calvos y \u2026\u00a1Y Qu\u00e9 Calvos! 1967) Eso fue en 1971. Regresamos para grabar. Aqu\u00ed Estoy de Nuevo (Palacios) fue alrededor de ese periodo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Calaven con Fed\u00e9rico y su Combo Latino:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">El LP, Psicod\u00e9lico con salsa (1968) viene a marcar el ingreso del moreno Calaven al combo Latino de Fed\u00e9rico Betancourt.Aqu\u00ed es cuando verdaderamente comienza a sonar duro en la radio y el salto a la fama respectivo. De este sin igual cantante que le permti\u00f3 presentarse con todo el esplendor de la onda pre-salsera en la etapa comprendida entre los a\u00f1os de 1965 y 1971. Era la \u00e9poca que la ola psicod\u00e9lica con el pop y el rock abrumaba al p\u00fablico, sin embargo a otros los cautivaba. Precisamente en esa d\u00e9cada de comienzos de los a\u00f1os sesenta, cuando el bogaloo proveniente de New York hace retumbar e influencia al espectacular Combo Latino de Federico Betancourt, de all\u00ed que marcan una diferencia con otras orquestas de su estilo. Esa acertada decisi\u00f3n, de Fed\u00e9rico Betancour, de incorporar a su banda esa voz muy particular y de estilo \u00fanico como la de Calav\u00e9n, reimpulsa una vez m\u00e1s su orquesta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se\u00f1al\u00f3 Fed\u00e9rico que la voz caracter\u00edstica de este \u201c crooner\u201d criollo que apuntaba hacia el \u00e9xito le permiti\u00f3 a \u00e9l y su productor discogr\u00e1fico escoger varias versiones de temas conocidos en el folklore latinoamericano como El Alacr\u00e1n, Que dichoso es; el cl\u00e1sico de Juan Vicente Torrealba, Campesina y una estupenda versi\u00f3n del bolero de Armando Manzanero \u201c No \u201c , en la voz de Calaven y la guaracha con boogaloo, Aunque no tengo dinero. M\u00e1s boogaloo tenemos en Oh baby. Toda una combinaci\u00f3n r\u00edtmica y vocalistica para versionar, al estilo afrocaribe instrumentales de los cl\u00e1sicos del pop-rock norteamericano de la d\u00e9cada de los a\u00f1os sesenta como, Sunny y El Amor es azul, de Paul Muriat .El otro cantante del Combo Latino Dimas Pedroza se destac\u00f3 en esa producci\u00f3n con solvencia y calidad en Campesina y Ha llegado la pachanga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fue una \u00e9poca de mucho colorido m\u00fasical, id\u00edlica en las viejas quintas convertidas en clubes de la urbanizaci\u00f3n Para\u00edso o el club de la Contralor\u00eda o el INOS en San Bernardino y en la que los lice\u00edstas de Caracas, organizaban sus verbenas para recoger finanzas de los comit\u00e9s de Pro-graduaci\u00f3n con el combo Latino de Federico y sus cantantes, Dim\u00e1s Pedroza, Carl\u00edn Rodr\u00edguez y el ecl\u00e9ctico Calaven.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Armando Gruber Se ci fu un cantante ritmico, carismatico ed istrionico che lasci\u00f2 uno&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4393,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,427],"tags":[989,555,988,244,24,23],"class_list":["post-4391","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-biografie","category-news","tag-carlos-rafael-perdomo-yanez","tag-el-negrito-calaven","tag-el-negro-calaven","tag-federico-y-su-combo","tag-los-dementes","tag-ray-perez"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4391","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4391"}],"version-history":[{"count":27,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4391\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12943,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4391\/revisions\/12943"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4393"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4391"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4391"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4391"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}