{"id":676,"date":"2012-07-16T08:00:51","date_gmt":"2012-07-16T07:00:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/?p=676"},"modified":"2026-05-31T16:42:10","modified_gmt":"2026-05-31T15:42:10","slug":"eredita-transculturale-nella-musica-dei-caraibi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/2012\/07\/16\/eredita-transculturale-nella-musica-dei-caraibi\/","title":{"rendered":"Eredit\u00e1 transculturale nella musica dei caraibi"},"content":{"rendered":"<h3><strong>di Mar\u00eda Teresa Linares<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Traduzione di Max Chevere e Silly<\/strong><\/p>\n<div>\n<p>Dopo cinque secoli di presenza ispanica in America, il risultato di un largo e costante processo di transculturazione ci offre oggi un panorama musicale caraibico molto ampio che ci unisce coinvolgendoci, un processo che a volte ci permette di riconoscere addirittura la nostra immagine identitaria. In questa immagine sono presenti gli elementi culturali delle radici aborigene, quelli delle culture di dominazione e gli apporti della radice africana arrivati sull&#8217;isola (ndr Cuba) tramite la tratta degli schiavi.<\/p>\n<p>Affinch\u00e8 si potesse scatenare questo processo, era necessario uno scontro tra culture che avrebbe permesso agli elementi pi\u00f9 significativi di essere assimilati, facendoli sommare ad altri elementi che avrebbero mantenuto il loro vigore, la propria funzione specifica dentro il gruppo, i propri connotati originari. Questo comporta l&#8217;eliminazione naturale dell&#8217;obsoleto, delle cose superate, e pertanto sostituibili. Il nuovo prodotto culturale, arricchito con le nuove funzioni, sar\u00e0 accettato dai gruppi pi\u00f9 progressisti, mentre altri gruppi (che possiamo definire conservatori) rimarranno legati alle proprie tradizioni.<\/p>\n<p>Nella storia dell&#8217;umanit\u00e0 abbiamo visto la sostituzione del coltello di pietra con quello di ferro che offriva maggiore precisione nella sua funzione primaria, quella di tagliare, cosa senza dubbio molto utile durante i riti tribali.<br \/>\nNella musica assisitiamo costantemente a come si evolvono o cambiano gli strumenti, gli stili, i modi di fare ma anche a come rimangono sempre alcune basi, precedenti, come elementi di tradizione, anche se passati di moda, in ambienti dove la tradizione si \u00e8 radicata.<\/p>\n<p>Questo processo \u00e8 anche ricco di valori, \u00e8 stabile e duraturo. Quando non viene conservato alcun elemento antecedente si perdono le proprie radici, il filo conduttore; l&#8217;elemento identificativo stabile \u00e8 quello che da vita e ragion d&#8217;essere.<br \/>\nGli elementi mutevoli, innovatori, possono arrivare a stabilizzarsi, o meglio, a scomparire perch\u00e8 privi dei valori che gli avrebbero assicurato la propria permanenza. Un altro fattore importante sar\u00e0 la rivalorizzazione degli elementi tradizionali che, una volta tornati in auge, si arricchiranno di alcuni contenuti assimilati durante il loro percorso.<\/p>\n<p>Ci sono molti fattori che determineranno la transculturazione. Un punto chiave \u00e8 costituito dalle relazioni di produzione e dalla distribuzione della ricchezza e del lavoro, che propizieranno la migrazione, fino alle differenziazioni di strati e ambienti sociali all&#8217;interno dei quali gli uomini si differenziano per cultura e beni economici.<\/p>\n<p><strong>Argeliers Le\u00f3n<\/strong> menziona tre fattori fondamentali:<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 il &#8220;<strong>fattore antecedente<\/strong>&#8221; nel quale si posizionano gli elementi costitutivi derivati dalle radici ispaniche e africane per Cuba.<br \/>\nNei caraibi abbiamo un influenza Aborigena, a volte molto presente.<br \/>\nA seguire, &#8220;<strong>il fattore urbano<\/strong>&#8220;, elaborato in quello che diventa anche un ambiente infraurbano.<br \/>\nE successivamente associa l&#8217;insieme di questi fattori (che vanno quindi a costituire un nuovo elemento) ad una &#8220;marmitta o a un alambicco distillatore&#8221; all&#8217;interno del quale si miscelano i vari ingredienti dai quali si distiller\u00e0 un nuovo prodotto.<\/p>\n<p>&#8220;<em>In poco tempo, ci dice, siamo passati attraverso culture ormai scomparse, assimilate, sovrapposte, attraverso la perdita di alcuni elementi e la riapparizione di altri, attraverso l&#8217;inglobamento di elementi estranei e al rinnovamento di alcuni contenuti in diversi momenti e in diverse proporzioni<\/em>&#8220;, cosa che si ripercuote in tutti gli ambienti della popolazione.(Le\u00f3n, Argeliers, El paso de elementos por nuestro folklore, Cuadernos de Folklore, La Habana, 1952).<\/p>\n<p>Questo processo di transculturazione di elementi in tutti gli ambienti della popolazione \u00e8 permanente e, in maniera generale, ebbe inizio molto prima della presenza ispanica nelle culture precolombiane.<\/p>\n<p>Oggi possiamo comparare i distinti generi musicali caraibici a quegli stessi fattori storici che gli diedero origine ma anche a quegli strati della popolazione che hanno determinato i fattori antecedenti e il fattore urbano elaborato.<\/p>\n<p>L&#8217;importanza delle interelazioni o degli scontri fra gli elementi degli stili precedenti o elaborati, si riflette in una semplice analisi auditiva corrispondente all&#8217;ambiente infraurbano di varie popolazioni di questo grande &#8220;<strong>brodo primordiale<\/strong>&#8220;, nel quale sono presenti gli elementi antecedenti come gli strumenti a corda, l&#8217;idioma e la sua struttura poetica e le percussioni o le strutture metroritmiche dell&#8217;antecedente africano.<br \/>\nGli elementi che determinano i lineamenti identitari sono indubbiamente presenti, quali l&#8217; espressione nei modi di suonare, di impostare la voce, di alternare o variare le strutture.<\/p>\n<p>Storicamente molti di questi elementi arrivarono grazie alle migrazioni tra le isole caraibiche e le coste continentali di questa grande area.<br \/>\nGli uomini originariamente si spostavano attraverso piccole imbarcazioni, seguendo possibilmente la rotta degli <a href=\"http:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Arahuaco\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Arawacos<\/a>, mentre successivamente iniziarono a utilizzare golette di maggior cabotaggio che permettevano l&#8217;andata e il ritorno, una possibilit\u00e0 di ritorno per lo pi\u00f9 inutilizzata: infatti trasferirono la loro cultura che si sarebbe mischiata a quella dei popoli vicini che avevano origini simili.<br \/>\nQuesto scambio culturale fatto di apporti o di sottrazioni di elementi stilistici si verific\u00f2 anche tra popolazioni di lingue diverse, (inglesi, francesi, olandesi) ma in percentuale minore e in periodi temporali pi\u00f9 dilatati, fondando colonie e popolazioni endogame nell&#8217;ambito di quei popoli che ricevettero la loro influenza.<\/p>\n<p>Le condizioni di dipendenza economica nelle quali si trovavano questi immigrati determinavano il ceto sociale degli stessi. Io dico che si muovevano richiamati da Cuba, che, essendo la maggior isola delle Antille e con il maggior sviluppo agricolo, attraeva un gran numero di immigrati in cerca di migliori condizioni economiche.<br \/>\nNel corso del XIX secolo confluirono molti aborigeni e molti indios dello Yucatan, come lavoratori salariati in condizioni di lavoro simili alla schiavit\u00f9.<br \/>\nArrivarono illegalmente anche molti abitanti delle Isole Cayiman e della Giamaica che si stabilirono a sud dell&#8217;isola di Pinos, laddove fondarono le loro popolazioni, iniziando un commercio con le imbarcazioni di altre nazioni, anche clandestino.<\/p>\n<p>Precedentemente, tra la fine del XVIII e l&#8217;inizio del XIX secolo, erano confluiti altri emigranti da Haiti, per motivi politici e economici, dal momento che la loro patria stava perdendo quote di mercato nella raccolta del caff\u00e8 e della canna da zucchero a causa della rivoluzione.<br \/>\nInoltre la cessione della Louisiana caus\u00f2 una consistente immigrazione di francesi verso la provincia di Pinar del R\u00edo e di Villaclara, dove fondarono la citt\u00e0 di Cienfuegos. Gli elementi primari portati dagli schiavi provenienti da Haiti e quelli europei portati dai loro padroni e dai francesi della Louisiana, apportarono nuove sonorit\u00e0 nella musica del XIX secolo che si sono tramandate fino ai giorni nostri, dopo pi\u00f9 di un secolo di transculturazioni.<br \/>\nLa musica cortigiana europea era giunta a Cuba anche grazie ai colonizzatori spagnoli, con un maggior incremento tra il XVIII e il XIX secolo.<\/p>\n<p>Dopo il grande sviluppo della raccolta della canna da zucchero, prodotta nei primi anni del 1900 nelle zone orientali dell&#8217;isola, la grande espansione agraria attrasse molti immigrati da Haiti, Santo Domingo, Portorico, Barbados, Jamaica, Isole Caiman, i quali furono a loro volta costretti a miseri contratti salariali con i quali non riuscivano nemmeno a pagare il rientro in patria, senza contare che molti di loro arrivavano senza documenti.<br \/>\nPer questo motivo si stabilirono nelle province dove c&#8217;erano i principali centri di raccolta della canna da zucchero.<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/pagine\/biblioteca\/storia\/immagini\/herenciatranscultural\/cannadazucchero.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Per molti anni, le loro pratiche religiose, le loro feste, furono prettamente endogame; non si mischiavano con il resto della popolazione cubana e i loro discendenti parlavano il proprio dialetto, insomma anche se si relazionavano con il resto della gente e imparavano lo spagnolo, mantenevano una tradizione molto ancorata alle proprie radici. Anche oggi, fra le persone pi\u00f9 anziane, possiamo trovarne alcune che non ritornarono pi\u00f9 in patria e che non parlano spagnolo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;isola di Pinos vivono alcuni figli e nipoti dei primi immigrati giamaicani e delle isole Cayman che ricordano le danze antiche, ormai quasi scomparse anche nei luoghi d&#8217;origine come il &#8220;<strong>Ment\u00f3<\/strong>&#8221; ed il <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Round_dance\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;<strong>round dance<\/strong>&#8220;<\/a>.<br \/>\nLa prima \u00e8 un&#8217; antica danza cortigiana che si ballava in Giamaica mentre il secondo \u00e8 un ballo di coppia collegato secondo molti all&#8217;origine del &#8220;<strong>Sucu-sucu<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>La lingua non fu un ostacolo per il riconoscimento di questi generi da parte del popolo.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 una canzone dal ritornello infantile che riproduce i temi di un antico foxtrot: &#8220;<strong>When she comes around the mountain<\/strong>&#8220;.<br \/>\nAltri gruppi di lingua inglese provenienti dalle Barbados si stabilirono nella zona centrale del Baragu\u00e1, a Camag\u00fcey; i loro figli creoli fino a pochi anni fa cantavano antiche canzoni in inglese a pi\u00f9 voci e ballavano danze coreografiche e calipsos e, successivamente iniziarono a trasmettere queste esperienze culturali ai gruppi del <strong>Movimiento de Aficionados<\/strong>.<\/p>\n<p>Dobbiamo considerare che questa integrazione culturale si verific\u00f2 dopo che gli immigrati clandestini che collaboravano ai lavori nei campi di canna da zucchero, ricevettero la cittadinanza cubana e i diritti sociali all&#8217;inizio della Rivoluzione (ndr Castrista).<\/p>\n<p>Circa quarant&#8217;anni fa a Guant\u00e1namo viveva un gruppo con radici portoricane, che suonavano Plenas (Ndr: genere autoctono portoricano), che parteciparono ai lavori del centro di lavorazione della canna da zucchero nella zona est di Cuba.<br \/>\nQuesti apporti ci fanno decisamente ipotizzare una presenza di elementi caraibici che contribuirono al son cubano o viceversa, dato che si pu\u00f2 stabilire un parallelo tra la <strong>plena<\/strong>, il <strong>chang\u00fc\u00ed<\/strong>, il <strong>sucu-sucu<\/strong>, il <strong>round dance<\/strong> e i <strong>sones<\/strong> primitivi che si cantavano nella Sierra Maestra e nella cuenca del Cauto.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il fattore urbano elaborato e il fattore infraurbano, le relazioni di comunicazione che favoriscono l&#8217;azione transculturale sono pi\u00f9 vicine. La musica di questi gruppi, di origine europea, utilizza strumenti popolari e strumenti d&#8217;orchestra che saranno assimilati da altri gruppi. La gente di origine africana recep\u00ec rapidamente il <strong>Tiple<\/strong> (ndr: strumento a corda), sostitu\u00ec le <strong>marimbas<\/strong> e gli <strong>archi monocordi<\/strong>, utilizz\u00f2 i <strong>tambores<\/strong> (tamburi) dei bianchi; il creolo mulatto invent\u00f2 la <strong>clave<\/strong> ed il <strong>bong\u00f2<\/strong>.<\/p>\n<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/pagine\/biblioteca\/storia\/immagini\/herenciatranscultural\/tumba7.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<strong>TAMBOR ARAR\u00c1<\/strong><\/td>\n<td>\n<p align=\"right\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/pagine\/biblioteca\/storia\/immagini\/herenciatranscultural\/tumba6.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p><strong>TAMBOR ARAR\u00c1 POLICROMATO<\/strong><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/pagine\/biblioteca\/storia\/immagini\/herenciatranscultural\/tumba3.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<strong>TAMBOR DE CANASTILLERO<br \/>\nPARA OLOKUN<\/strong><\/td>\n<td>\n<p align=\"right\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/pagine\/biblioteca\/storia\/immagini\/herenciatranscultural\/tumba4.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<strong>TAMBOR BAT\u00c1S IY\u00c1<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>I padroni insegnarono ai propri schiavi a utilizzare gli strumenti per quei pochi momenti di svago. Tutto questo, su per gi\u00f9, si verific\u00f2 anche negli altri paesi dell&#8217;area caraibica. I gruppi spagnoli, formati anche da indios e da meticci messicani accompagnavano feste e processioni. Simili ad essi erano in America centrale, in Colombia, in Venezuela e nelle Antille i gruppi e le piccole orchestre di teatro che qui animavano i balli popolari, le <a href=\"http:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Zarzuela\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">zarzuelas<\/a> e le processioni. La <strong>marimba africana<\/strong>, il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Balafon\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>balafon<\/strong><\/a>, scomparve nelle Antille e continu\u00f2 ad essere suonata nel sud del Messico, in Guatemala, in El Salvador, in Costa Rica, in Nicaragua, con caratteristiche che hanno fatto pensare che fosse aborigena.<\/p>\n<p>Sicuramente fu lo strumento pi\u00f9 radicato e originalmente diffuso di questi paesi, la cui sonorit\u00e0 e la cui pratica sono state abbracciate da vari esecutori, con musica popolare e da concerto.<br \/>\nCaso simile \u00e8 quello delle Steel Bands, proprie delle popolazione anglofone dei caraibi, un caso molto particolare che non riuscir\u00e0 a estendersi al di fuori del proprio ambito territoriale e ad arrivare verso zone pi\u00f9 estese, transculturandosi con altri strumenti.<br \/>\nLa musica con potenza di canto come: <strong>Canciones<\/strong>, <strong>Boleros<\/strong>, <strong>Bambucos<\/strong>, <strong>Habaneras<\/strong> e le <strong>Guabinas<\/strong>, oltre ad altri generi di canzoni, hanno trapassato le frontiere culturali e hanno costituito un patrimonio comune di varie nazioni. La loro provenienza \u00e8 scomparsa in alcune occasioni o \u00e8 stata assunta da altre persone. Da principio avvennero le migrazioni economiche o politiche. Molti artisti che venivano a Cuba frequentemente e a volte vi ci si stabilivano, o gli stessi cubani che emigravano in cerca di lavoro o come rifugiati politici, le cantarono in altri paesi dove furono accolti.<\/p>\n<p>I messicani che arrivarono a Cuba nel XIX secolo o quelli che arrivarono successivamente alla rivoluzione messicana, portarono canzoni che si cantano oggi, conosciute come cubane. Anche le famiglie cubane che emigrarono a M\u00e9rida e Veracruz, o in Venezuela, portarono canzoni e danze che si eseguivano a Cuba. Cos\u00ec come in libri di canzoni e ricompilazioni messicane ci sono canzoni cubane.<\/p>\n<p>I casi pi\u00f9 rilevanti sono la canzone <span class=\"arancio\">&#8220;Guarda esta flor&#8221;<\/span> di <strong>Malesio Morales<\/strong> (messicano) e la canzone colombiana <span class=\"arancio\">&#8220;El Soldado&#8221;<\/span> di <strong>Su\u00e1rez Garabito<\/strong>, conosciuta a Cuba e in America latina come <span class=\"arancio\">&#8220;Lucero de mis noches&#8221;<\/span>, che si canta a tempo di habanera sia a Cuba che in Spagna, dove entrambe le canzoni sono state riregistrate da vari autori. Alcune famiglie cubane, che emigrarono in Venezuela durante la guerra di Indipendenza, al loro rientro in patria cantavano ai loro bambini una canzone di origine venezuelana che diede origine all&#8217;inno nazionale della nazione stessa.<\/p>\n<p>La nascita del disco e quindi della registrazione costituisce un fatto culturale di grande importanza per la transculturazione degli elementi musicali.<br \/>\nLa diffusione dei cilindri per <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fonografo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fonografo<\/a> e <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Victor_Talking_Machine_Company\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dell&#8217;ortofonica<\/a>, dapprima un lusso per pochi e in seguito un intrattenimento di uso popolare, permise una consistente divulgazione della musica di tutti i popoli verso tutti i paesi del mondo. Una cosa molto importante per tutti i cubani \u00e8 che la prima agenzia distributrice di dischi per l&#8217;america latina sia nata a La Habana.<br \/>\nLe prime registrazioni di dischi di ortofonica si realizzarono con artisti cubani e furono canciones, danzones, puntos cubani.<br \/>\n&#8220;Cuba, come paese produttore di musica, di musicisti e di interpreti&#8221; racconta D\u00edaz Ayala, &#8220;ebbe accesso vasto e immediato all&#8217;industria riproduttrice dell&#8217;audio, in maniera del tutto simile ad altri paesi latinoamericani&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;A quell&#8217;epoca&#8221;, aggiunge, &#8220;le registrazioni si facevano negli Stati Uniti e per questo motivo gli artisti di tutta l&#8217;America latina si muovevano principalmente verso la citt\u00e0 di New York.<br \/>\nIl flusso di musica cubana che arrivava per essere registrata e che dopo veniva diffusa in tutta l&#8217;america latina, specialmente nella zona caraibica, era davvero notevole&#8221;. Per questa ragione di mercato, la musica elaborata, quella dei nuclei urbani e rurali, fu conosciuta in tutti i caraibi e nei paesi latino americani. Lo scambio di artisti, alcuni dei quali &#8220;arruolati&#8221; per propri meriti, altri emigrati in cerca di lavoro, ci port\u00f2 artisti latino americani, mentre artisti cubani andarono verso altri paesi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=haaO8Xxa6n0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Xavier Cugat<\/strong><\/a>, studente di violino, nato a Barcellona e vissuto a Cuba, part\u00ec con altri artisti cubani e si stabil\u00ec a New York, fondando un&#8217;orchestra per eseguire &#8220;rumbas e congas&#8221; da sala.<br \/>\n<strong>Nilo Men\u00e9ndez<\/strong>, pianista, aveva in quella citt\u00e0 un&#8217;orchestra di danzones; successivamente si dedic\u00f2 a produrre dischi con canzoni cubane e messicane. <strong>Antonio Mach\u00edn<\/strong>, <strong>Mario Bauz\u00e1<\/strong>, <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=n7xGFrNQs2E\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Frank Grillo<\/strong><\/a> e pi\u00f9 tardi <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=jr-Nkfeeues\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>P\u00e9rez Prado<\/strong><\/a>, <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=A8tSGHzn8kE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Los Matamoros<\/strong><\/a>, <strong>Miguelito Vald\u00e9s<\/strong>, registrarono ed apportarono, da quel punto di espansione della musica latinoamericana e caraibica, tutta una serie di cambi e innovazioni che ci furono nella musica urbana elaborata durante vari decenni, fino agli anni quaranta, quando cominciano le registrazioni a Cuba.<\/p>\n<p>All&#8217;isola arrivarano artisti di altri paesi caraibici che influenzarono i modi di espressione. <strong>Pedro Vargas<\/strong> e <strong>Mar\u00eda Luisa Land\u00edn<\/strong> cantarono boleros che alterarono la metrica regolare e stabile utilizzata fino a quel momento. Il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rubato\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;tempo rubato&#8221;<\/a> divent\u00f2 grazie a loro una moda e rimase tale fino a Benny (ndr.Mor\u00e9), che, per la sua esuberanza musicale (ndr.Benny si distinse proprio per le accelerazioni, dilatazioni e contrazioni del tempo musicale), venne soprannominato &#8220;<strong>Barbaro del ritmo<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda di <strong>Benny Mor\u00e9<\/strong> fu il portoricano <strong>Daniel Santos<\/strong>, il cui modo di esprimersi influenz\u00f2 molti cubani, e con loro un consistente movimento di strumentisti, fondamentalmente pianisti, che siglarono una serie di cambiamenti nella musica ballabile oltre che nel &#8220;movimento del feeling&#8221;, che rappresenter\u00e0 un cambio totale per il genere canoro.<\/p>\n<p>Ma prima devo fare altre considerazioni. Nello stesso modo in cui alla base del popolo sono pi\u00f9 definiti gli elementi dello stile precedente, espressi in un modo singolare che definisce la propria identit\u00e0, cos\u00ec nella musica urbana questi elementi sono pi\u00f9 cosmopoliti in quanto pi\u00f9 esposti a tutte le innovazioni e a tutte le influenze straniere. Il disco, la radio e gli altri media di comunicazione sono infatti pi\u00f9 acessibili ai nuclei urbani per il loro maggior potere di acquisto. Storicamente nelle citt\u00e0 si riscontravano gli aspetti pi\u00f9 superficiali della musica per l&#8217;influenza da parte dei viaggiatori, degli artisti in tour, dei lavoratori in porti e nelle marinerie, che erano poi quelli che li trasportavano.<\/p>\n<p>Oggi, la possibilit\u00e0 di maggiore comunicazione tra i musicisti produttori e il pubblico ricevente, ha permesso una omogeneizzazione della musica pi\u00f9 vicina a questi mezzi di comunicazione.<br \/>\nE la salsa \u00e8 un prodotto di questa patria caraibica e latino americana ampliata.<\/p>\n<p><strong>La salsa \u00e8 il prodotto della somma di elementi caraibici che da epoche molto antiche iniziarono a transculturarsi e che provenivano da antecedenti fonti, comuni alla cultura ispanica e a quella africana.<br \/>\nE&#8217; la somma delle innovazioni apportate dai popoli caraibici che si sono stabiliti nel cosmopolita quartiere latino di New York.<br \/>\nNon potremmo considerare questo quartiere come facente parte dell&#8217;area caraibica?<br \/>\nDi fatto si realizz\u00f2 un fattore musicale ibrido di tutti questi paesi che fu accettato di buon grado e che identific\u00f2 tutti i caraibi in questa nuova espressione.<\/strong><\/p>\n<p>Nella musica urbana, creata da autori come <strong>Nilo Men\u00e9ndez<\/strong> (cubano), <strong>Palmer\u00edn<\/strong> e <strong>Lara<\/strong>, autori provenienti dallo Yucatan, <strong>Bobby Cap\u00f3<\/strong> e <strong>Rafael Hern\u00e1ndez<\/strong> (portoricani), troviamo similitudini tali da poter essere considerate provenienti da uno stesso paese e dallo stesso autore.<\/p>\n<p>Riscontriamo costantemente, da parte degli autori, l&#8217;intenzione intellettiva e cosciente di avvicinarsi a stili che possono diventare una moda, oltre che a modi di fare che si osservano in luoghi comuni.<br \/>\nAllo stesso modo le canzoni, i gruppi strumentali e vocali, le strumentazioni, l&#8217;uso degli strumenti elettroacustici, i tumbaos e l&#8217;espressione collettiva di un gruppo, possono essere associati, vuoi per l&#8217;interesse di relazionarsi, allo stare &#8220;al passo con i tempi&#8221;, al distaccarsi dal particolare per entrare in un panorama generale pi\u00f9 ampio.<\/p>\n<p>E possiamo vedere in un tracciato di oltre cinquant&#8217;anni come si sono evoluti i generi strumentali, grazie ai continui apporti, per arrivare fino ai giorni nostri.<\/p>\n<\/div>\n<p>Ringraziamo Mar\u00eda Teresa Linares per averci concesso l&#8217;autorizzazione a pubblicare questo articolo.<\/p>\n<h3>Espa\u00f1ol<\/h3>\n<p><strong>HERENCIA TRANSCULTURAL EN LA MUSICA DEL CARIBE<\/strong><\/p>\n<p>por: Mar\u00eda Teresa Linares<\/p>\n<p>Luego de cinco siglos de la presencia hisp\u00e1nica en Am\u00e9rica, el resultado de un largo y constante proceso de transculturaci\u00f3n nos ofrece hoy un panorama musical muy amplio en este Caribe que nos une, proceso que a la vez permite que reconozcamos nuestra imagen identitaria. En esta imagen est\u00e1n presentes los elementos culturales de las ra\u00edces abor\u00edgenes, los de las culturas de dominaci\u00f3n y los aportes de la ra\u00edz africana, trasladados a la Isla mediante la trata esclavista.<\/p>\n<p>Para que aquel proceso se hubiera producido, era necesario un choque de culturas en el que los elementos m\u00e1s significativos fueran asumidos, sumados a otros que manten\u00edan su vigencia, su funci\u00f3n espec\u00edfica dentro del grupo, sus elementos raigales. Es la eliminaci\u00f3n natural de lo obsoleto, de lo pasado, y por lo tanto sustituible. El nuevo producto cultural, enriquecido, con nuevas funciones es aceptado por los grupos m\u00e1s progresistas, mientras que otro grupo &#8212; aceptemos el t\u00e9rmino conservador&#8211;, guardar\u00e1 sus tradiciones.<\/p>\n<p>En la historia de la humanidad vimos c\u00f3mo se sustitu\u00eda el cuchillo de piedra por el de hierro que ofrec\u00eda mayor perfecci\u00f3n en sus funciones, los cortes, sin embargo aqu\u00e9l quedaba para los servicios rituales. En la m\u00fasica vemos constantemente como evolucionan o cambian instrumentos, estilos, modos de hacer, pero permanecen algunos b\u00e1sicos, anteriores, como elementos tradicionales, a\u00fan pasados de moda, en ambientes donde la tradici\u00f3n se asienta.<\/p>\n<p>Este proceso tambi\u00e9n es valorativo, perdurable, medular. Cuando no conserva ning\u00fan elemento antecedente se desarraiga hasta desconocerse. El hilo conductor, el elemento identificativo estable es el que da vida y raz\u00f3n de ser. Los elementos mutables, innovadores, pueden llegar a ser estables, o bien, desaparecer por carecer de los valores que le hubieran asegurado su permanencia. Otro factor importante ser\u00e1 la re-valoraci\u00f3n de los elementos tradicionales que al retornar su uso se enriquecen con algunos aportes asimilados en el trayecto que han recorrido.<\/p>\n<p>Hay muchos factores que determinan que se produzca la transculturaci\u00f3n. Fundamentalmente las relaciones de producci\u00f3n, desde la distribuci\u00f3n de la riqueza y el trabajo, que propician las migraciones, hasta la diferenciaci\u00f3n de estratos y ambientes sociales en que se sit\u00faan al hombre pueblo y al hombre culto .<\/p>\n<p>Argeliers Le\u00f3n menciona tres factores fundamentales: el factor antecedente en el que sit\u00faa los elementos constitutivos derivados del antecedente hisp\u00e1nico y el antecedente africano para Cuba. En el Caribe tenemos el factor abor\u00edgen, en ocasiones muy presente. Luego el factor urbano elaborado en el que se determina tambi\u00e9n un ambiente infraurbano<\/p>\n<p>Luego compara la mezcla de aquellos elementos como integrados en una &#8220;marmita o cuc\u00farbita de alambique&#8221; donde se mezclan los ingredientes varios de los cuales se destila un nuevo producto. &#8220;En corto tiempo, nos dice, se ha pasado por culturas desaparecidas, culturas asimiladas, superpuestas, p\u00e9rdida de elementos, reaparici\u00f3n de otros, incorporaci\u00f3n de elementos ajenos, renovaci\u00f3n de aportes en diferentes momentos y proporciones&#8221; lo cual ocurre entre todos los ambientes de la poblaci\u00f3n.(Le\u00f3n, Argeliers, El paso de elementos por nuestro folklore, Cuadernos de Folklore, La Habana, l952. Este proceso de transculturaci\u00f3n de elementos en todos los ambientes de la poblaci\u00f3n es permanente, y de manera general ocurri\u00f3 desde mucho antes de la presencia hisp\u00e1nica entre las culturas precolombinas.<\/p>\n<p>Hoy, podemos comparar los distintos g\u00e9neros musicales del Caribe entre s\u00ed y entre los factores hist\u00f3ricos que les dieron origen, y en cada uno de los estratos de poblaci\u00f3n que determinan los factores antecedentes y el factor urbano elaborado.<\/p>\n<p>La importancia de la interrelaci\u00f3n o choque entre los elementos de estilo antecedentes o elaborados se refleja en el simple an\u00e1lisis de una audici\u00f3n que corresponda al ambiente infraurbano de varios pueblos de este gran charco, en los que est\u00e9n presentes los elementos antecedentes como la cuerda pulsada, el idioma y su estructura po\u00e9tica, y la percusi\u00f3n o las estructuras metrorr\u00edtmicas del antecedente africano. Los elementos que determinan los rasgos de identidad est\u00e1n, indudablemente presentes, por su expresi\u00f3n en sus modos de ta\u00f1er, de impostar la voz, de alternar o variar sus estructuras.<\/p>\n<p>Hist\u00f3ricamente se trasladaron muchos de estos elementos a trav\u00e9s de migraciones entre las islas del Caribe y las costas continentales de esta gran \u00e1rea. Los hombres que se trasladaban en peque\u00f1as embarcaciones siguiendo, posiblemente la ruta de los arawacos, pero ahora en goletas de cabotaje que permit\u00edan una ida y vuelta, que en ocasiones nunca ocurrir\u00eda, trasladaron su cultura, que se sum\u00f3 a la de los pueblos cercanos de similar or\u00edgen. Este intercambio, suma o resta de elementos de estilo tambi\u00e9n ocurri\u00f3 entre poblaciones de lenguas distintas,(ingl\u00e9s, franc\u00e9s, holand\u00e9s) pero en menor grado y en per\u00edodos de tiempo m\u00e1s amplios al fundarse colonias o poblaciones end\u00f3gamas en aquellos pueblos que recibieron sus aportes.<\/p>\n<p>Las condiciones de dependencia econ\u00f3mica en que llegaban estos inmigrantes determinaban el estrato poblacional al que se sumaban. Y digo llegaban por el fen\u00f3meno cubano, que como isla de mayor tama\u00f1o en las Antillas, y con mayor desarrollo agrario, atrajo un gran n\u00famero de inmigrantes en busca de mejores condiciones econ\u00f3micas. Desde el siglo XIX fueron tra\u00eddos como trabajadores asalariados en condiciones casi esclavistas muchos abor\u00edgenes y mestizos yucatecos. Tambi\u00e9n vinieron clandestinamente muchos pobladores de las Islas Caim\u00e1n y jamaicanos que se establecieron al sur de Isla de Pinos, en la que fundaron sus poblaciones, y desde ellas establecieron un comercio con embarcaciones de otras naciones, tambi\u00e9n clandestino. Otra \u00edndole de inmigrantes hab\u00eda venido de Hait\u00ed a fines del siglo XVIII y principios del XIX por motivos pol\u00edticos y econ\u00f3micos, pues aquella naci\u00f3n perd\u00eda, con su revoluci\u00f3n, el comercio de caf\u00e9 y az\u00facar. Adem\u00e1s, el traspaso de la Louisiana fue causante de migraciones de franceses hacia la provincia de Pinar del R\u00edo y la de Villaclara, en la que se fund\u00f3 por ellos la ciudad de Cienfuegos. Los elementos primarios tra\u00eddos por los esclavos provenientes de Hait\u00ed y los de la m\u00fasica europea tra\u00eddos por sus amos y los franceses de la Louisiana aportaron nuevas sonoridades en la m\u00fasica del siglo XIX que ha llegado hasta hoy luego de m\u00e1s de un siglo de transculturaciones. La m\u00fasica cortesana europea tambi\u00e9n nos hab\u00eda llegado por la v\u00eda de los colonizadores espa\u00f1oles, con mayor incremento entre los siglos XVIII y XIX.<\/p>\n<p>Luego del gran desarrollo azucarero producido en los primeros a\u00f1os del presente siglo en las zonas orientales de la Isla, la gran expansi\u00f3n agraria atrajo muchos inmigrantes de Hait\u00ed, Santo Domingo, Puerto Rico, Barbados, Jamaica, Islas Caim\u00e1n, los que tambi\u00e9n vinieron contratados con salarios mis\u00e9rrimos con los que no pod\u00edan pagarse el regreso o llegaron indocumentados, estableci\u00e9ndose poblaciones en las provincias donde se fundaron grandes centrales azucareros.<\/p>\n<p>Durante muchos a\u00f1os, la pr\u00e1ctica de sus ritos religiosos, de sus fiestas, tuvo un car\u00e1cter end\u00f3gamo, no se mezclaban con la poblaci\u00f3n cubana y sus descendientes hablaban su propio idioma y aunque se relacionaban con el resto de la poblaci\u00f3n y aprend\u00edan el espa\u00f1ol se manten\u00eda una tradici\u00f3n muy apegada a sus antecedentes. A\u00fan hoy, entre personas muy ancianas podemos encontrar algunas que nunca regresaron y no hablan espa\u00f1ol.<\/p>\n<p>En la Isla de Pinos se mantienen algunos hijos y nietos de jamaicanos y caimaneros que recuerdan danzas antiguas, casi desaparecidas en sus lugares de origen como el ment\u00f3 y el round dance, la primera, una antigua danza cortesana que se bailaba en Jamaica, y la segunda, otra danza de pareja enlazada a la que ellos le atribuyen el origen del sucusucu.<\/p>\n<p>El idioma no ha sido \u00f3bice para la identificaci\u00f3n de estos g\u00e9neros con la poblaci\u00f3n. Hay una canci\u00f3n c\u00edclica infantil que reproduce los temas de un antiguo fox trot: When she comes around the mountain.<\/p>\n<p>En otros grupos de habla inglesa, de Barbados, establecidos en el batey del Central Baragu\u00e1, en Camag\u00fcey, los hijos criollos hace pocos a\u00f1os cantaban antiguas canciones inglesas a varias voces, bailaban danzas coreogr\u00e1ficas y calipsos, y luego transmitieron estas experiencias culturales a grupos del Movimiento de Aficionados. Esta integraci\u00f3n, consideramos que se produjo luego de una nacionalizaci\u00f3n y reconocimiento ciudadano a aquellos inmigrantes clandestinos que colaboraron en el desarrollo azucarero al promulgarse la Ley de Seguridad Social al principio de la Revoluci\u00f3n, y fue, adem\u00e1s a nivel nacional. Ya la poblaci\u00f3n de estos grupos se integra a la cubana y se ampl\u00edan sus acciones culturales con las nuestras.<\/p>\n<p>Hace tambi\u00e9n cerca de cuarenta a\u00f1os que exist\u00eda en Guant\u00e1namo un grupo que ejecutaba plenas identificado como de inmigrantes puertorrique\u00f1os que participaron en las labores del Central azucarero m\u00e1s al este de nuestro territorio. Estos aportes nos han hecho suponer, y plantear como hip\u00f3tesis, una presencia de elementos caribe\u00f1os contribuyentes al son cubano o viceversa, ya que podemos establecer un paralelo entre una plena, un chang\u00fc\u00ed, un sucu-sucu, un round dance con los sones primitivos que se cantaron en la Sierra Maestra y en la cuenca del Cauto<\/p>\n<p>Para el factor urbano elaborado, y a\u00fan el factor infraurbano, las relaciones de comunicaci\u00f3n que propicien una acci\u00f3n transcultural son m\u00e1s cercanas. La m\u00fasica de estos grupos, de origen europeo, utiliza instrumentos populares y de la orquesta que fueron asimilados por otros grupos. El negro asumi\u00f3 tempranamente el tiple, sustituy\u00f3 las marimbas y arcos monocordes, utiliz\u00f3 los tambores de los blancos y el criollo mulato invent\u00f3 las claves y el bong\u00f3. Los amos ense\u00f1aron a sus esclavos a ejecutar los instrumentos para sus ratos de solaz. Todo esto planteado grosso modo sucedi\u00f3 en otros pa\u00edses del \u00e1rea del Caribe Las bandas espa\u00f1olas integradas por indios y mestizos mexicanos acompa\u00f1an las fiestas procesionales. En Centro Am\u00e9rica, Colombia, Venezuela, y en las Antillas son similares las bandas y las peque\u00f1as orquestas de teatro que aqu\u00ed amenizaron bailes populares, zarzuelas y procesiones. La marimba africana, el balaf\u00f3n, desapareci\u00f3 en las Antillas y permaneci\u00f3 al sur de M\u00e9xico, Guatemala, El Salvador, Costa Rica , Nicaragua, con caracter\u00edsticas que han hecho pensar que es abor\u00edgen. Es el instrumento m\u00e1s arraigado y original de esos pa\u00edses cuya sonoridad y pr\u00e1ctica se ha desarrollado hasta poder ser interpretada por varios ejecutantes, con m\u00fasica popular y de concierto. Caso similar es el de las Steel bands de los pueblos angl\u00f3fonos del Caribe, pero son aspectos particulares que no alcanzan a extenderse fuera de su \u00e1mbito y llegar a zonas m\u00e1s amplias transcultur\u00e1ndose con otros instrumentos.<\/p>\n<p>La m\u00fasica con potencia de canto: Canciones, boleros, bambucos, habaneras y guabinas m\u00e1s otros g\u00e9neros de canci\u00f3n han traspasado fronteras culturales y han constitu\u00eddo un patrimonio com\u00fan de varias naciones. Su autor\u00eda ha desaparecido en ocasiones o la han asumido otras personas. Se trasladaron primero por las migraciones econ\u00f3micas o pol\u00edticas. Muchos artistas que ven\u00edan de recorrido y a veces se quedaban, o gentes del pueblo que emigraban en busca de trabajo o como refugiados pol\u00edticos las cantaron en otros pa\u00edses que los acogieron. Los mexicanos que llegaron a Cuba en el siglo XIX o los que posteriormente a la Revoluci\u00f3n Mexicana llegaron a nuestras playas trajeron canciones que se cantan hoy como cubanas. Tambi\u00e9n las familias cubanas que emigraron a M\u00e9rida y Veracruz, o a Venezuela, trajeron canciones y danzas que se ejecutaron en Cuba. Asimismo en cancioneros y recopilaciones mexicanas aparecen canciones cubanas.<\/p>\n<p>Los casos m\u00e1s notables son la canci\u00f3n Guarda esta flor, de Melesio Morales, de M\u00e9xico, y la canci\u00f3n colombiana El Soldado, de Su\u00e1rez Garabito, que se ha conocido en Cuba e Hispanoam\u00e9rica como Lucero de mis noches y se canta en tiempo de habanera, tanto en nuestro pa\u00eds como en Espa\u00f1a, en donde ambas han sido registradas por varios autores. Familias cubanas que emigraron a Venezuela durante la Guerra de Independencia, vinieron cantando a sus ni\u00f1os una canci\u00f3n de cuna venezolana que dio origen al Himno nacional de aquella naci\u00f3n.<\/p>\n<p>Pero un hecho cultural de gran importancia para la transculturaci\u00f3n de elementos musicales es la presencia del disco, de la grabaci\u00f3n. La divulgaci\u00f3n primero como objeto suntuario, luego como objeto de entretenimiento de uso popular, del fon\u00f3grafo de cilindros y de la ortof\u00f3nica, permiti\u00f3 la mayor expansi\u00f3n de la m\u00fasica de todos los pueblos hacia todos los pa\u00edses. Y resulta importante para nosotros que se haya instalado en La Habana la primera agencia distribuidora de discos para toda Latinoam\u00e9rica . Las primeras grabaciones de discos de ortof\u00f3nica se realizaron con artistas cubanos, y fueron canciones, danzones, puntos cubanos. &#8220;Cuba, como pa\u00eds productor de m\u00fasica, m\u00fasicos e int\u00e9rpretes&#8221; dice D\u00edaz Ayala&#8211;, tuvo acceso inmediato y bastante amplio a la industria reproductora del sonido, en comparaci\u00f3n con otros pa\u00edses latinoamericanos&#8221;&#8230;&#8221;Por aquella \u00e9poca, agrega, las grabaciones se hac\u00edan en Estados Unidos, para lo cual los artistas de toda Am\u00e9rica viajaban principalmente a la ciudad de Nueva York. Era muy grande el flujo de m\u00fasica cubana que llegaba para ser grabada y que despu\u00e9s circulaba por toda Latinoam\u00e9rica, especialmente la cuenca caribe\u00f1a&#8230;&#8221; Por esta raz\u00f3n mercantil, la m\u00fasica elaborada, la de los n\u00facleos urbanos y rurales, fue conocida en todo el Caribe y m\u00e1s extensamente en toda Iberoam\u00e9rica.<\/p>\n<p>El intercambio de artistas, unos contratados por sus m\u00e9ritos, otros que emigraban en busca de trabajo, nos trajo artistas latinoamericanos y salieron hacia otros pa\u00edses artistas cubanos.<\/p>\n<p>Xavier Cugat, estudiante de viol\u00edn nacido en Barcelona y criado en Cuba, parti\u00f3 con otros artistas cubanos y se estableci\u00f3 en Nueva York, fundando una orquesta para ejecutar rumbas y congas &#8220;de sal\u00f3n&#8221;. Nilo Men\u00e9ndez, pianista, ten\u00eda en aquella ciudad una orquesta de danzones y se dedic\u00f3 luego a producir discos con cancioneros cubanos y mexicanos. Antonio Mach\u00edn, Mario Bauz\u00e1, Frank Grillo; m\u00e1s tarde P\u00e9rez Prado, Los Matamoros, Miguelito Vald\u00e9s, grabaron desde aquel punto de expansi\u00f3n de m\u00fasica latinoamericana y caribe\u00f1a, toda una serie de cambios e innovaciones que ocurrieron en la m\u00fasica urbana elaborada durante varias d\u00e9cadas, hasta la del cuarenta que comienzan las grabaciones desde Cuba.<\/p>\n<p>A la Isla llegaron artistas de otros pa\u00edses del Caribe que influyeron en los modos de expresi\u00f3n. Pedro Vargas y Mar\u00eda Luisa Land\u00edn cantaron boleros que alteraban la m\u00e9trica regular y estable en que se hab\u00eda cantado. El rubatto se puso de moda a partir de ellos y lleg\u00f3 hasta el Beny, qui\u00e9n en su exageraci\u00f3n alcanz\u00f3 el apelativo de &#8220;B\u00e1rbaro del ritmo&#8221;. Coincidente con el Beny fue el puertorrique\u00f1o Daniel Santos, de cuya expresi\u00f3n aprendieron muchos cubanos, y con ellos un fuerte movimiento de instrumentistas, pianistas fundamentalmente, marcaron una serie de cambios en la m\u00fasica bailable y otro, el movimiento del feeling, que dar\u00eda un vuelco a los estilos cantables.<\/p>\n<p>Pero antes debo hacer otras consideraciones. Del mismo modo que en la base del pueblo est\u00e1n m\u00e1s definidos los elementos de estilo antecedentes, expresados de un modo singular que define su identidad, en la m\u00fasica urbana estos elementos son m\u00e1s cosmopolitas al estar expuestos a todas las innovaciones e influencias for\u00e1neas. El disco, la radio y los dem\u00e1s medios de comunicaci\u00f3n son m\u00e1s accesibles a los n\u00facleos urbanos por su mayor poder adquisitivo. Hist\u00f3ricamente en las ciudades era donde se encontraban los aspectos m\u00e1s superficiales de la m\u00fasica por la afluencia de viajeros, artistas en jiras, trabajadores de los puertos y la mariner\u00eda, que eran los que la transportaban.<\/p>\n<p>Hoy, la posibilidad de mayor comunicaci\u00f3n entre los m\u00fasicos productores y su p\u00fablico receptor, ha permitido una homogeneizaci\u00f3n entre la m\u00fasica de las capas m\u00e1s cercanas a estos medios. Y la salsa es un producto de esa patria caribe\u00f1a y latinoamericana ampliada.<\/p>\n<p>La salsa es el producto de la suma de elementos caribe\u00f1os que desde muy antiguo se estuvieron transculturando y que proven\u00edan de antecedentes comunes de las culturas hisp\u00e1nica y africana. La suma de innovaciones aportadas por caribe\u00f1os establecidos en el cosmopolita barrio latino de Nueva York \u00bfNo podremos considerar que este barrio es tambi\u00e9n es una parte del \u00e1rea del Caribe? Realiz\u00f3 un hecho musical h\u00edbrido de todos estos pa\u00edses que se acept\u00f3 y alto grado, identificando todo el Caribe en esta nueva expresi\u00f3n.<\/p>\n<p>En la m\u00fasica urbana creada por autores como Nilo Men\u00e9ndez, cubano, Palmer\u00edn, y Lara, autores yucatecos; Bobby Cap\u00f3 y Rafael Hern\u00e1ndez, puertorrique\u00f1os, encontramos tal similitud que podemos considerarlas de un mismo pa\u00eds y autor. Constantemente vemos la intenci\u00f3n intelectiva y consciente de los autores de acercarse a estilos que se imponen en la moda, de acercarse a modos de hacer que se escuchan en lugares comunes. De igual manera las canciones, los grupos instrumentales y vocales, las instrumentaciones, el uso de instrumentos electroac\u00fasticos, los tumbaos y la expresi\u00f3n colectiva de un grupo, puede ser muy similar entre s\u00ed por el inter\u00e9s de relacionarse, de estar &#8220;al d\u00eda&#8221;, de salir de lo particular a lo general en un panorama m\u00e1s amplio.<\/p>\n<p>Y podemos ver en un trazado de m\u00e1s de cincuenta a\u00f1os c\u00f3mo han evolucionado g\u00e9neros instrumentales recibiendo aportes para llegar al trazando del camino hasta hoy.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Mar\u00eda Teresa Linares &nbsp; Traduzione di Max Chevere e Silly Dopo cinque secoli di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3493,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[378,388,382,389,384,383,386,385,387],"class_list":["post-676","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-tradizioni","tag-argeliers-leon","tag-balafon","tag-maria-teresa-linares","tag-marimba","tag-round-dance","tag-sucu-sucu","tag-tambor-arara","tag-tambor-arara-policromato","tag-zarzuelas"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/676","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=676"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/676\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12663,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/676\/revisions\/12663"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3493"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lasalsavive.org\/portale\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}