Le recensioni de LaSalsaVive

a cura di Tommy Salsero – foto di Daikil

La paura di trovarsi in pochi, visto il poco tempo per la pubblicità, è stato scongiurata grazie al passaparola tra il pubblico colombiano, accorso in massa con bandiere e campane messe in bella mostra durante tutto il concerto, creando così il giusto interplay con i musicisti.
Circa tre-quattrocento persone, in stragrande maggioranza appunto, colombiani, ha fatto da cornice a questo splendido ed inatteso concerto di un dei più storici e importanti gruppi della storia della Salsa e del Latin soul: The Lebron Brothers!

Conosciuto anche come “Hermanos Lebrón” questo gruppo si è presentato in questa unica data italiana, in sostituzione del compianto Tito Gomez, recentemente scomparso per un attacco di cuore. Avevo chiesto a Angel Lebron se era la prima volta che venivano in Italia e quando mi ha risposto che era la seconda e che la prima fu a Venezia nel 2006 (unico concerto italiano di quel tour) sono rimasto malissimo: ma come è possibile con i mezzi di comunicazione di oggi, non informare nessuno di un concerto simile????
E poi dicono che si va poco ai concerti…

In giro per l’Europa per il loro tour del 40° anniversario, si sono presentati in una formazione a nove!
Sezione fiati formata da due tromboni e due trombe, piano elettrico e sezione ritmica formata dai tre leader:

Angel Lebron: Baby Bass, cori e voce solista.
Carlos Lebron: bongo, campana, cori e voce solista.
Frankie Lebron: congas

Mancava il leader più anziano del gruppo il pianista, compositore e arrangiatore José Lebrón, ma il giovane pianista Nelson si è assunto bene le sue responsabilità, suonando in modo molto melodico e mai sopra le righe, cosa che spesso si nota ahimè nei giovani pianisti ansiosi di mettersi in mostra.

Il cantante che rappresentava con la propria voce queste leggende viventi è il grande sonero portoricano Efrain ‘Frankie’ Vasquez, ovvero uno dei migliori soneros della scena salsera odierna di New York, già cantante di numerosi gruppi come New Swing Sextet, Libre, Jimmy Bosch, Wayne Gorbea, Grupo Caribe, Spanish Harlem Orquesta, Soneros del Barrio, ecc.
La collaborazione con i Lebron non è nuova…. Frankie incise infatti il disco “Lo Mistico” del 1998 e seguì il gruppo per ben tre anni.

Una delle caratteristiche dei Lebron, oltre al fatto di essere autori dei loro brani, è sempre stato l’arrangiamento vocale, soprattutto i cori, ampiamente derivati dal doo-wop degli anni ’50.

Queste armonizzazioni si sono fatte sentire durante il concerto anche se meno rispetto agli anni del Boogaloo.
Le voci inconfondibili dei due fratelli hanno caratterizzato tutti i brani proposti come un marchio indelebile.
Indimenticabili saranno i piccoli intermezzi tra un brano e l’altro eseguiti a cappella nei quali i fratelli Lebron aggiungevano così accenni di brani al già grandissimo repertorio proposto in questo bellissimo concerto.

Già, che repertorio!

Sono stati eseguiti quasi tutti i classici del gruppo del periodo della “salsa”, tralasciando completamente il repertorio degli anni ’60 del Latin Soul.
Del resto non sarebbe stato possibile proporre tutto, anche se un medley dei boogaloo storici non sarebbe stato male… anzi!
Il concerto si apre subito con un impatto notevole (a parte qualche problema poi risolto con l’amplificazione dei cori), che pochi si aspettavano visto che di solito il primo brano è quello con cui si crea l’affiatamento… e invece si parte subito in quinta marcia, a partire dal grande sonero Frankie Vasquez in splendida forma per tutta la sera!
Si inizia con “Dulzura”, un brano che mette in evidenza subito lo stile di arrangiamento dei Lebron, non appena entrano i fiati in tonalità maggiore, dopo il tema cantato in tonalità minore!
Questo bellissimo cambio di tonalità è rafforzato dalla splendida sezione fiati con due tromboni vigorosi dove spicca per potenza e fantasia quello del grande solista Charlie Garcia, che dimostra il proprio valore proprio in questo brano con il primo assolo del concerto.

Il secondo brano “Mi Morena” vede invece due momenti solisti, prima quello del trombettista Roberto Rodriguez e successivamente quello di Charlie Garcia, che in questo suo secondo assolo richiama chiaramente l’influenza del gigante del trombone, Barry Rogers!

Notevole lo swing che imprime il giovane pianista Nelson in questo pezzo, come impeccabile nel suo incedere ritmico tra mano destra e sinistra che mi ha ricordato il miglior Sergio George, il genio della “RMM” e grande innovatore nei “Guajeos” o tumbao di piano.

Seguono due classici come la splendida “Temperatura”, dove assistiamo ad un bel assolo di tromba di R.Rodriguez, e “Falta”, ritmicamente due “son montuno”, pezzi che hanno fatto la storia di questo gruppo.

Con i due brani successivi assistiamo ad un sistema molto raffinato per passare da un brano all’altro senza stacchi, cosa di solito rischiosa. L’ultimo “coro” viene già alterato nella tonalità del brano successivo, cosìcchè quando si passa a quello dopo non ci si accorge di nulla…
Questo accorgimento, vera e propria tecnica di arrangiamento, viene utilizzato nel mix tra “Disco Bailable” e la storica “Salsa y Control”!

“Disco Bailable” vede grandi citazioni da “Periodico de Ayer” a “Asi se Compone un Son” del grande Ismael Miranda, il tutto rivisto in chiave personale.

In questo pezzo troviamo uno spettacolare assolo di trombone (C.Garcia) che oltre alla citazione di “Periodico de Ayer” (grande!), improvvisa stacchi in controtempo all’unisono con piano e basso: un vero e proprio interplay tra musicisti lanciato durante il solo da Garcia.

Come nel migliore jazz!
Utilizzando la tecnica sopracitata si passa al classico dei classici “Salsa y Control”, tripudio tra il pubblico, grande prestazione di Vasquez e del pianista che riarmonizza la parte del montuno sostituendo spesso i quinti gradi, dando un’armonizzazione moderna a questo classico immortale!
I cori dei fretelli fanno il resto… salsa y control … el Son Montuno lo traigo Yo!

Quello che lascia sbalorditi è che il gruppo suona senza timbales!
E non ci si fa caso… le figure ritmiche della campana sono completamente affidate a Carlos Lebron, che alterna continuamente la voce nei cori con suo fratello Angel, che si dimostra una macchina da ritmo suonando incessantemente il Baby Bass in modo impeccabile mentre canta e comanda i cambi del gruppo!!!

Nella successiva “Diez Lagrimas” si invertono i ruoli: Angel canta e suona il basso durante tutto il pezzo mentre Vasquez suona le maracas e passa ai cori!

E pure nella successiva “Que Pena” vediamo questo cambio di ruolo, Vasquez ai cori e alla campana mentre l’altro fratello Carlos Lebron, il bongocero, interpreta questa splendida composizione.

Introduzione splendida per solo voce e congas su “Sin Negro no Hay Guaguancó”, brano rapido e incalzante splendidamente supportato dalla sezione fiati e dal pianista e che si pregia di un ottimo assolo del trombettista Roberto Rodriguez.

Arriva anche il momento dell’assolo di Frankie Lebron alle congas; a metà di questo riparte Frankie Vasquez con il solo l’apporto delle congas e della clave che mette in mostra le sue qualità improvvisative.

Si chiude con un bel richiamo all’isola di Puerto Rico con una trascinante salsa infarcita di plena… spettacolare… entra il coro che dice “llegaron los negros…llegaron los Lebron…” mentre la sezione fiati richiama una frase strumentale di un brano di Héctor Lavoe da antologia!

Siamo quasi alla fine quando arriva “Saborea” che vede finalmente un bellissimo assolo del pianista Nelson, con forti richiami nella prima parte a Papo Lucca (con timbro di Fender Rhodes alla “Juan Pachanga”), mentre la seconda parte dell’ assolo viene eseguita con un timbro di pianoforte che ricorda Palmieri, terza parte nuovamente con il Fender Rhodes e quarte parte finale con il piano che richiama la melodia principale: splendido!

Siamo al bis finale con “Pena y Dolor” con un nuovo arrangiamento che richiama soprattutto per il piano e l’armonia lo stile “RMM” di Sergio George.
Come bis avrei preferito qualcosa di più “forte”, questo brano infatti pur nella sua bellezza lo trovo un po’ troppo tranquillo per un finale di concerto, anche se arricchito nel finale dagli assoli a turno dei fiati!

Finisce così uno dei concerti più entusiasmanti degli ultimi anni… una leggenda che lascia senza fiato per la sua capacità, dopo 40 anni di onorata carriera, di far impallidire tante orchestre di oggi.

Sperando di rivederli presto, concludo dicendo: “Que viva Los Dinosaurios!”

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DISCOGRAFIA DEI LEBRON BROTHERS:

-Psychodelic Goes Latin. 1967. Cotique 1008
-The Brooklyn Bums . 1968. Cotique 1015
-I Believe. 1969. Cotique 1022
-Brother. 1970. Cotique 1039
-Llegamos. 1970. Cotique 1042
-Salsa y control . 1970. Cotique 1049
-Pablo. 1971. Cotique 1054
-Picadillo A La Criolla. 1971. Cotique 1055
-En La Union Esta La Fuerza. 1972. Cotique 1068
-Asunto De Familia. 1973. Cotique 1074
-4+1 = Lebron Brothers. 1975. Cotique 1078
-Distinto Y Diferente. 1975. Cotique 1088
-10 th Anniversary. 1977. Cotique 1093
-The New Horizon. 1978. Cotique 1098
-La Ley. 1980. Cotique 1103
-Hot Stuff. 1981. Cotique 1105
-Criollo. 1981. Cotique 1106
-Salsa Lebron. 1986. Caimán
-El Boso. 1988. Abuelo 100
-Loco Por Ti. 1988. Exclusivo 0302
-Cuídala. 1989
-Paraíso Con Los Lebron. 1990. Astro Son
-Ahora Te Toca A Ti. 1995. Boso B-0100
-Lo Mistico. 1996. Cotique 1109
-Blackmen for Brooklyn
-35 th Annversary. 2002. Exclusivo 0602
-Made In Colombia. 2004. Exclusivo 0204

Si ringrazia l’organizzazione del Festival Latino Americando

Español

Reseña del concierto de los Lebron Brothers (Hermanos Lebron), Milán – Festival LatinoAmericando, 30 de junio de 2007

Por Tommy Salsero – fotografías de Daikil

El temor de encontrarse con poca gente, dado el poco tiempo para la publicidad, fue conjurado gracias al boca a boca entre el público colombiano que acudió en masa, armados de banderas y campanas exhibidas durante todo el concierto, creando así la interacción adecuada con los músicos.
Unas 300-400 personas, en su gran mayoría colombianos, sirvieron de marco a este espléndido e inesperado concierto de uno de los grupos más históricos e importantes de la historia de la Salsa y del Latin soul: The Lebron Brothers!

Conocidos también como “Hermanos Lebron”, este grupo se presentó en esta única fecha italiana, en sustitución del lamentado Tito Gomez, recientemente desaparecido por un ataque al corazón. Había preguntado a Angel Lebron si era la primera vez que venían a Italia y cuando me respondió que era la segunda y que la primera fue en Venecia en 2006 (único concierto italiano de esa gira) me quedé muy mal: ¿cómo es posible con los medios de comunicación de hoy, no hacer saber nada de un concierto así????
Y luego dicen que se va poco a los conciertos…..

De gira por Europa para su tour del 40º aniversario, se presentaron en una formación de nueve músicos.
Sección de vientos formada por dos trombones y 2 trompetas, piano eléctrico y sección rítmica formada por los tres líderes:
Angel Lebron: Baby Bass, coros y voz solista.
Carlos Lebron: bongó, campana, coros y voz solista.
Frankie Lebron: congas

Faltaba el líder más veterano del grupo, el pianista, compositor y arreglista Josè Lebron, pero el joven pianista Nelson asumió bien sus responsabilidades, tocando de manera muy melódica y nunca exagerada, algo que desgraciadamente a menudo se nota en los jóvenes pianistas ansiosos por lucirse.

El cantante que representaba con su propia voz a estas leyendas vivientes es el gran sonero puertorriqueño Efrain ‘Frankie’ Vasquez, es decir, uno de los mejores soneros de la escena salsera actual de Nueva York, ya cantante de una innumerable serie de grupos como New Swing Sextet, Libre, Jimmy Bosch, Wayne Gorbea, Grupo Caribe, Spanish Harlem Orquesta, Soneros del Barrio, etc.
La colaboración con los Lebron no es nueva…. Frankie grabó de hecho el disco “Lo Mistico” de 1998 y siguió al grupo durante tres años.

Una de las características de los Lebron, además del hecho de ser autores de sus propios temas, siempre ha sido el arreglo vocal, sobre todo los coros, ampliamente derivados del doo-wop de los años 50.
Estas armonizaciones se hicieron notar durante el concierto aunque menos que en los años del Boogaloo.
Las voces inconfundibles de los dos hermanos caracterizaron todos los temas propuestos como una marca indeleble.
Inolvidables serán los pequeños intermedios entre un tema y otro ejecutados a capela por los hermanos Lebron, añadiendo así referencias a temas del ya grandísimo repertorio propuesto en este bellísimo concierto.

¡Sí, qué repertorio!

Se ejecutaron casi todos los clásicos del grupo del periodo “salsa”, omitiendo completamente el repertorio de los años 60 del Latin Soul.
Por lo demás no habría sido posible proponer todo, aunque un medley de los boogaloos históricos no habría estado mal… ¡al contrario!

El concierto se abre inmediatamente con un impacto notable (aparte de algunos problemas luego resueltos con la amplificación de los coros), que pocos esperaban ya que normalmente el primer tema es aquel con el que uno se calienta… ¡y en cambio se arranca inmediatamente a toda marcha, empezando por el gran sonero Frankie Vasquez en espléndida forma toda la noche!

Se comienza con “Dulzura”, un tema que pone en evidencia inmediatamente el estilo de arreglo de los Lebron, tan pronto entran los vientos en tonalidad mayor, después del tema cantado en tonalidad menor.
Este bellísimo cambio de tonalidad se ve reforzado por la espléndida sección de vientos con dos trombones vigorosos donde destaca por potencia y fantasía el del gran solista Charlie Garcia, que demuestra su propio valor precisamente en este tema con el primer solo del concierto.

El segundo tema “Mi Morena” presenta en cambio dos momentos solistas, primero el del trompetista Roberto Rodriguez y sucesivamente el de Charlie Garcia, que en este su segundo solo recuerda claramente las influencias del gigante del trombón, Barry Rogers.

Notable el swing que imprime el joven pianista Nelson en este tema, como impecable en su avance rítmico entre mano derecha e izquierda que me recordó al mejor Sergio George, el genio de la “RMM” y gran innovador en los “Guajeos” o tumbao de piano.

Siguen dos clásicos como la espléndida “Temperatura”, donde asistimos a un bonito solo de trompeta de R.Rodriguez, y
“Falta”, rítmicamente dos “Son Montuno”, temas que han hecho la historia de este grupo.

Con los dos temas siguientes asistimos a un sistema muy refinado para pasar de un tema a otro sin cortes, algo normalmente arriesgado. El último “coro” ya es alterado en la tonalidad del tema siguiente, así que cuando se pasa al siguiente no se nota nada….
Este recurso, verdadera y propia técnica de arreglo, se utiliza en el mix entre “Disco Bailable” y la histórica “Salsa y Control”.

“Disco Bailable” presenta grandes citas de “Periodico de Ayer” a “Asi se Compone un Son” del gran Ismael Miranda, todo revisado en clave personal.

En este tema encontramos un espectacular solo de trombón (C.Garcia) que además de la cita de “Periodico de Ayer” (¡grande!), improvisa cortes a contratiempo al unísono con piano y bajo: ¡un verdadero y propio interplay entre músicos lanzado durante el solo por Garcia! ¡Como en el mejor Jazz!

Utilizando la técnica antes mencionada se pasa al clásico de los clásicos “Salsa y Control”, tripudio entre el público, gran actuación de Vasquez y del pianista que rearmoniza la parte del montuno sustituyendo a menudo los 5tos grados, dando una armonización moderna a este clásico inmortal.
Los coros de los hermanos hacen el resto… salsa y control… ¡el Son Montuno lo traigo Yo!

Lo que deja boquiabierto es que el grupo toca SIN timbales.
Y no se nota….. las figuras rítmicas de la campana están completamente confiadas a Carlos Lebron, que alterna continuamente la voz en los coros con su hermano Angel, que se demuestra una máquina de ritmo tocando incesantemente el Baby Bass de manera impecable mientras canta y dirige los cambios del grupo.

En el siguiente “Diez Lagrimas” se invierten los roles: Angel canta y toca el bajo durante todo el tema mientras Vasquez toca las Maracas y pasa a los coros.

E incluso en el siguiente “Que Pena” vemos este cambio de rol, Vasquez a los coros y a la campana mientras el otro hermano Carlos Lebron, el bongocero, interpreta esta espléndida composición.

Introducción espléndida para solo voz y congas en “Sin Negro no Hay Guaguancó”, tema rápido e incisivo espléndidamente apoyado por la sección de vientos y por el pianista y que se beneficia de un solo de excelente factura del trompetista Roberto Rodriguez.

Llega también el momento del solo de Frankie Lebron en las congas; a mitad de este arranca Frankie Vasquez con solo el apoyo de las congas y de la clave que muestra sus cualidades improvisativas.

Para finalizar con un bonito homenaje a la isla de Puerto Rico con una salsa trepidante salpicada de plena… espectacular… entra el coro que dice “llegaron los negros…llegaron los Lebron…” mientras la sección de vientos recuerda una frase instrumental de un tema de Hector Lavoe…. ¡de antología!

Estamos casi al final cuando llega “Saborea” que ve finalmente un bellísimo solo del pianista Nelson, con fuertes referencias en la primera parte a Papo Lucca (con timbre de Fender Rhodes como en “Juan Pachanga”), mientras la segunda parte del solo se ejecuta con un timbre de piano que recuerda a Palmieri, tercera parte nuevamente con el Fender Rhodes y cuarta parte final con el piano que retoma la melodía principal… ¡espléndido!

Estamos en el bis final con “Pena y Dolor” con un nuevo arreglo que recuerda sobre todo por el piano y la armonía el estilo “RMM” de Sergio George.
Como bis habría preferido algo más “fuerte”, este tema de hecho pese a su belleza lo encuentro un poco demasiado tranquilo para un final de concierto, aunque enriquecido en el final por los solos por turno de los vientos.

Termina así uno de los conciertos más emocionantes de los últimos años… una leyenda que deja sin aliento por su capacidad, después de 40 años de honrada carrera, de hacer palidecer a tantas orquestas de hoy.

Esperando volver a verlos pronto concluyo diciendo: “¡Que vivan Los Dinosaurios!”

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DISCOGRAFÍA DE LOS LEBRON BROTHERS:
-Psychodelic Goes Latin. 1967. Cotique 1008
-The Brooklyn Bums . 1968. Cotique 1015
-I Believe. 1969. Cotique 1022
-Brother. 1970. Cotique 1039
-Llegamos. 1970. Cotique 1042
-Salsa y control . 1970. Cotique 1049
-Pablo. 1971. Cotique 1054
-Picadillo A La Criolla. 1971. Cotique 1055
-En La Union Esta La Fuerza. 1972. Cotique 1068
-Asunto De Familia. 1973. Cotique 1074
-4+1 = Lebron Brothers. 1975. Cotique 1078
-Distinto Y Diferente. 1975. Cotique 1088
-10 th Anniversary. 1977. Cotique 1093
-The New Horizon. 1978. Cotique 1098
-La Ley. 1980. Cotique 1103
-Hot Stuff. 1981. Cotique 1105
-Criollo. 1981. Cotique 1106
-Salsa Lebron. 1986. Caimán
-El Boso. 1988. Abuelo 100
-Loco Por Ti. 1988. Exclusivo 0302
-Cuídala. 1989
-Paraíso Con Los Lebron. 1990. Astro Son
-Ahora Te Toca A Ti. 1995. Boso B-0100
-Lo Mistico. 1996. Cotique 1109
-Blackmen for Brooklyn
-35 th Annversary. 2002. Exclusivo 0602
-Made In Colombia. 2004. Exclusivo 0204

Se agradece a la organización del Festival Latino Americando

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