Di Rigoberto Villalta Zapata, El Malo
«Nessuno sa con esattezza quando nacque, quando morì né come fu la sua vita; l’unico riferimento che abbiamo di lui è la poca musica che fece, poca ma eccellente. Mi riferisco a Mark Alexander Dimond, meglio conosciuto come Markolino, un pianista esimio che purtroppo, a causa della sua vita travagliata, è quasi dimenticato dalle nuove generazioni; ma oggi ne recupereremo il valore e l’importanza di questo grande artista. Sono Roberto Villalta Zapata, El Malo.
Mark Alexander Dimond “Markolino“: le poche notizie sulle sue origini dicono che nacque nel 1950 e che risiedeva nella città di New York. Si dice anche, da qualche parte, che suo padre fosse un cubano nero di cognome Dimond e sua madre una lavoratrice dei servizi sociali. Ciò su cui si comincia a poggiare su un terreno più solido, quando si parla dei suoi inizi nel mondo della musica, è proprio con un gruppo diretto da Andy Harlow, fratello del “Judío Maravilloso” Larry Harlow.
Questi inizi nel mondo della musica gli permisero già di entrare in contatto con l’ambiente musicale. Tanto è vero che già nel 1968 viene incorporato come pianista dell’orchestra di Willie Colón, quando Willie si apprestava a registrare il suo secondo album The Hustler. In questo LP The Hustler, Markolino offre una dimostrazione esimia di cosa significhi suonare il piano, sia nel brano che dà il titolo all’LP The Hustler (che è un latin jazz) sia nel famoso tema Guajirón, che secondo la critica fino a quel momento non si era mai sentito un montuno che suonasse in controtempo con il basso, e il responsabile di questa innovazione fu Markolino Dimond.
Markolino continua con l’orchestra di Willie Colón e l’anno successivo, cioè nel 1969, viene pubblicato Guisando (Doing a Job). “Guisando”, nel gergo newyorkese, significa rubare o fare un lavoro. In questo disco emerge nuovamente il virtuosismo di Markolino. Tuttavia, già a quel tempo Richie Ray aveva come manager Richie Bonilla. Richie Bonilla, secondo quanto ho accertato e letto (c’è molta informazione al riguardo in rete), affermava una cosa: Markolino è un pianista eccellente, il suo unico problema è che abusa di sostanze, il che si traduceva nell’arrivare in ritardo, nel non rispettare gli orari e nel non essere al passo con le esigenze richieste da un’orchestra.
Tuttavia, la compagnia Fania aveva già messo gli occhi su Markolino, ed è per questo che nel 1971, per l’etichetta Vaya (una diramazione dell’etichetta Fania), Markolino registra il suo primo disco da solista, come leader di band: l’album Brujería, che ebbe come cantante Ángel Canales. Un disco di culto che ancora oggi è un documento autentico di cosa fosse la vera salsa dura in quel momento, 1971. Purtroppo, sfortunatamente, la vita indisciplinata di Markolino portò la band a decidere di prescindere dal leader e pianista; l’orchestra, che si chiamava Sabor, mantiene il nome e comincia a essere diretta da Ángel Canales, che nel 1975 pubblicò il suo famoso disco Sabor, con brani come Lejos de ti, Hace tiempo, eccetera.
Torniamo a Markolino: cominciò allora a essere richiesto per registrazioni in studio, diventando un musicista di sessione. Tanto è vero che nel 1974, nell’album di debutto di Ismael Quintana per l’etichetta Vaya, tutti i brani sono eseguiti al piano da Papo Lucca, eccetto un tema, Mi debilidad, che fu il brano di successo del disco nel quale spicca un assolo superbo di Markolino. Quello stesso anno, 1974, segnò il debutto delle Fania All Stars in Venezuela, cioè la prima volta che le stelle della Fania viaggiavano in questo paese. Per circostanze non del tutto chiarite fino ad oggi, in quel viaggio non c’era Larry Harlow, allora la Fania portò come pianista Markolino, e in questo modo Markolino debuttò con le Fania All Stars quel sabato 7 giugno 1974 al Nuevo Circo di Caracas, Venezuela.
Proseguendo e continuando con il suo lavoro di musicista di sessione, Markolino partecipa all’LP La Voz, che fu il primo disco in solitario di Héctor Lavoe pubblicato nel 1975, nel quale si ricorda fino ad oggi l’assolo che esegue nel brano Rompe saragüey, oltre alla superba introduzione al piano dopo la parte dei fiati del tema El Todopoderoso. In quell’anno 1975, Markolino torna a registrare con il sostegno di Frankie Dante e di Chivirico Dávila un disco antologico, Beethoven’s V (El V de Beethoven), che è un gioco di parole che non si riferisce alla quinta sinfonia di Beethoven bensì al “quinto” (uno dei tamburi utilizzati dal tumbador). Beethoven’s V impose brani come Sabrosón, Por qué adoré ed El V de Beethoven, che sono veri classici e un documento straordinario della salsa dura. In questo disco partecipano molte stelle della salsa e anche del jazz come i Brecker Brothers, il che dà un’idea dell’importanza capitale di questa produzione.
E chiudendo il 1975, in quello stesso anno Markolino registra l’album The Alexander Review, un esperimento di fusione con jazz e musica funky americana che purtroppo non ebbe grande riscontro commerciale, ma che fino ad oggi è considerato un disco di culto dai collezionisti. Nel 1976, continuando il suo lavoro di musicista di sessione, Markolino partecipa all’LP dell’Orquesta Flamboyán (Los salseros de acero), e quello stesso anno partecipa anche all’LP Latin Fever, pubblicato da Andy Harlow. Ed ecco che accade qualcosa che fino ad oggi costituisce un mistero: Markolino Dimond semplicemente scomparve dall’ambiente; nessuno sapeva dove fosse finito, sembrava che la terra lo avesse inghiottito.
Nel 1985, Andy Harlow si era trasferito a Miami e stava lavorando a un progetto musicale con suo fratello Larry chiamato The Miami Sessions. Un giorno bussano alla porta di Andy e, con sua sorpresa, era Markolino, molto deteriorato dagli strazi di una vita licenziosa e dall’abuso di sostanze, che chiedeva aiuto e lavoro: “Andy, sono a pezzi, Andy aiutami”. Andy Harlow decide di sostenere il suo collega, gli dà la musica e gli presta un piano elettrico perché faccia gli arrangiamenti. Dopo una settimana o 10 giorni, Markolino torna con gli arrangiamenti e il piano. Nel disco Miami Sessions, Markolino lasciò registrati tre assoli nei brani Mortifica, Decide tú e Nada de nadie / brani che rappresentarono il suo lascito musicale. Anche se per la critica, pur restando il virtuosismo, si percepiva che mancavano l’anima e la voglia.
L’anno successivo, nel 1986, Andy Harlow ricevette una telefonata dalla madre di Markolino che gli comunicava che il grande Markolino Dimond era morto a San Francisco; triste fine per un grande musicista e artista. E basta ricordare un aneddoto: racconta la leggenda urbana che il Conjunto Libre si esibisse a New York e invitarono sul palco Markolino Dimond, che realizzò un assolo con tale sfoggio di virtuosismo che, al termine, Mario Kendo commentò ad Andy González: “Wow, mi sembra che abbiano appena superato Eddie Palmieri“. E sapete perché? Perché tutto ciò che ho detto è vero, non ho inventato nulla. Sono, Roberto Villalta Zapata, El Malo.
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Markolino Dimond ¿fue el MEJOR pianista de la salsa?
Por Rigoberto Villalta Zapata, El Malo
“Nadie sabe con exactitud cuándo nació ni cuándo murió ni cómo fue su vida; la única referencia que tenemos de él fue la poca música que hizo, poca pero excelente. Me refiero a Mark Alexander Dimond, más conocido como Marcolino, un pianista eximio que lamentablemente, debido a su vida azarosa, está casi olvidado por las nuevas generaciones; pero el día de hoy rescataremos la valía e importancia de este gran artista. Soy Roberto Villalta Zapata, El Malo.
Mark Alexander Dimond ‘Marcolino’: lo poco que se sabe sobre sus orígenes es que nació en 1950 y que residía en la ciudad de Nueva York. Se dice también por ahí que su padre era un negro cubano apellidado Dimond y su mamá una trabajadora del servicio social. Lo que sí ya más o menos uno pisa terreno firme cuando se habla sobre sus inicios en el mundo de la música es justamente con un grupo que tenía Andy Harlow, hermano del ‘Judío Maravilloso’ Larry Harlow.
Estos inicios en el mundo de la música le permitieron ya entrar en contacto con el ambiente musical. Tanto es así que ya para 1968 es incorporado como pianista de la orquesta de Willie Colón, cuando Willie se aprestaba a grabar su segundo álbum The Hustler. En este LP de The Hustler, Marcolino da una demostración eximia de lo que es tocar el piano, tanto en el tema que da título al LP The Hustler (que es un latin jazz) como en el famoso tema Guajirón, que según la crítica hasta ese momento nunca se había escuchado un montuno que tocara a contracorriente con el bajo, y el responsable de esta innovación fue Marcolino Dimond.
Marcolino continúa con la orquesta de Willie Colón y al año siguiente, es decir 1969, se publica Guisando (Doing a Job). ‘Guisando’, en el argot neoyorquino, quiere decir robando o haciendo un trabajo. En este disco nuevamente destaca el virtuosismo de Marcolino. Sin embargo, ya para entonces Richie Ray tenía como representante a Richie Bonilla. Richie Bonilla, según he averiguado y leído (hay mucha información al respecto en las redes), manifestaba una cosa: Marcolino es un pianista excelente, su único problema es que abusa de las sustancias, lo cual se traducía en llegar tarde, no cumplir horarios y no estar al tanto de las exigencias que requiere una orquesta.
Sin embargo, ya la compañía Fania le había echado el ojo a Marcolino, y es por eso que en 1971, para el sello Vaya (una prolongación del sello Fania), Marcolino graba su primer disco como solista, como líder de banda: el álbum Brujería, que tuvo como cantante a Ángel Canales. Un disco de culto que hasta el día de hoy es un documento auténtico de lo que era la verdadera salsa dura en ese momento, 1971. Lamentablemente, por desgracia, la vida indisciplinada de Marcolino determinó que la banda decidiera prescindir del líder y pianista; la orquesta, que se llamaba Sabor, se queda con el nombre y empieza a ser liderada por Ángel Canales, que para 1975 publicó su famoso disco Sabor, con temas como Lejos de ti, Hace tiempo, etcétera.
Volvamos a Marcolino: empezó entonces a ser solicitado para grabaciones de estudio, convirtiéndose en un músico de sesión. Tanto es así que para 1974, en el álbum debut de Ismael Quintana para el sello Vaya, todos los temas son ejecutados en el piano por Papo Lucca, excepto un tema, Mi debilidad, que fue el tema éxito del disco en el cual destaca un soberbio solo de Marcolino. Ese mismo año, 1974, significó el debut de Fania All Stars en Venezuela, es decir, la primera vez que las estrellas de Fania viajaban a este país. Por circunstancias no del todo aclaradas hasta el momento, en ese viaje no estuvo Larry Harlow, entonces la Fania llevó como pianista a Marcolino, y de esta manera Marcolino debuta con la Fania All Stars aquel sábado 7 de junio de 1974 en el Nuevo Circo de Caracas, Venezuela.
Siguiendo y continuando con su labor de músico de sesión, Marcolino participa en el LP La Voz, que fue el primer disco en solitario de Héctor Lavoe publicado en 1975, en el cual se recuerda hasta el día de hoy el solo que ejecuta en el tema Rompe saragüey, además de la soberbia introducción en el piano luego de la parte de los metales del tema El Todopoderoso. En ese año 1975, Marcolino vuelve a grabar con el apoyo de Frankie Dante y de Chivirico Dávila un disco antológico, Beethoven’s V (El V de Beethoven), que es un juego de palabras que no se refiere a la quinta sinfonía de Beethoven sino al ‘quinto’ (uno de los tambores que utiliza el tumbador). Beethoven’s V impuso temas como Sabrosón, Por qué adoré y El V de Beethoven, que son verdaderos clásicos y un documento extraordinario de la salsa dura. En este disco participan muchas estrellas de la salsa y también del jazz como los Brecker Brothers, lo cual da una idea de la importancia capital de esta producción.
Y cerrando 1975, en este mismo año Marcolino graba el álbum The Alexander Review, un experimento de fusión con jazz y música funky americana que lamentablemente no tuvo gran repercusión comercial, pero hasta el día de hoy es considerado un disco de culto por los coleccionistas. Para 1976, continuando su labor de músico de sesión, Marcolino participa en el LP de la Orquesta Flamboyán (Los salseros de acero), y ese mismo año también participa en el LP Latin Fever, publicado por Andy Harlow. Y acá sucede algo que hasta el día de hoy constituye un misterio: Marcolino Dimond simplemente desapareció del ambiente; nadie sabía dónde estaba ni a dónde se había ido, parecía que se lo hubiese tragado la tierra.
Para 1985, Andy Harlow se había mudado a Miami y estaba trabajando en un proyecto musical con su hermano Larry llamado The Miami Sessions. Un día tocan a la puerta de Andy y, para su sorpresa, era Marcolino, muy deteriorado por los estragos de una vida licenciosa y el abuso de sustancias, pidiéndole ayuda y trabajo: ‘Andy, estoy quebrado, Andy ayúdame’. Andy Harlow decide apoyar a su colega, le da la música y le presta un piano eléctrico para que haga los arreglos. Al cabo de una semana o 10 días, Marcolino regresa con los arreglos y el piano. En el disco Miami Sessions, Marcolino dejó grabado tres solos en los temas Mortifica, Decide tú, y Nada de nadie / temas que representaron su legado musical. Aunque para la crítica, si bien quedaba virtuosismo, se sentía que faltaba el alma y las ganas.
Al año siguiente, en 1986, Andy Harlow recibió una llamada de la madre de Marcolino comunicándole que el gran Marcolino Dimond había fallecido en San Francisco; triste final para un gran músico y artista. Y basta recordar una anécdota: cuenta la leyenda urbana que el Conjunto Libre se presentaba en Nueva York e invitaron a la tarima a Marcolino Dimond, quien realizó un solo con tal derroche de virtuosismo que, al terminar, Mario Kendo le comentó a Andy González: ‘Wow, me parece que acaban de superar a Eddie Palmieri’. ¿Y saben por qué? Porque todo lo que he dicho es verdad, yo no he inventado nada. Soy, Roberto Villalta Zapata, El Malo.

