Intervista a Ruben Blades

Intervista a Ruben Blades, Festival Latino Americando 19 Luglio 2008

Intervista realizzata durante il Festival Latino Americando del 19 luglio 2008 a cura della redazione LaSalsaVive

Rubén Blades: Tra Sincerità Musicale e Impegno Civile

Rubén Blades non è solo un’icona della salsa; è un intellettuale, un avvocato, un attore e un politico che ha dedicato la sua vita a raccontare e servire l’America Latina. Durante un’intervista approfondita, l’artista panamense ha esplorato le radici della sua longevità artistica, la sua visione del socialismo moderno e il suo ruolo come Ministro del Turismo.

La Sincerità come Segreto della Longevità

Alla domanda su come riesca a mantenersi rilevante dopo decenni, Blades è categorico: il materiale non invecchia se è scritto con sincerità e non per seguire le mode del momento. Mentre generi passeggeri svaniscono, la sua musica si sostiene nel tempo perché rimanda a un’esperienza di vita reale. Un esempio emblematico di questa narrazione è la genesi di “El Cantante”. Blades scrisse il brano originariamente per se stesso, ma decise di cederlo a Héctor Lavoe perché la vita complicata di quest’ultimo rendeva l’interpretazione molto più autentica e necessaria per il suo rilancio artistico.

Dalle Radici Rock alla Fania Records

Le influenze di Blades sono sorprendentemente variegate. Da giovane a Panama, fu colpito da Frankie Lymon, che gli fece capire che anche un ragazzo poteva avere successo nel canto. Sebbene abbia iniziato con la chitarra rock — strumento più accessibile del pianoforte nei quartieri popolari — il suo percorso lo ha portato verso i grandi della musica afrocubana e del jazz.

Un momento di svolta fondamentale fu il suo ingresso nella Fania Records, dove iniziò lavorando nell’ufficio postale. Fu lì che Ray Barretto, venuto a conoscenza delle sue doti canore, lo scelse per sostituire Tito Allen. Barretto è descritto da Blades come un musicista dedito e colto, un esempio di responsabilità professionale che non cedeva agli eccessi dell’epoca.

Politica e Amministrazione: Oltre la Canzone

Blades ha sempre intrecciato l’arte con la riflessione politica. La sua celebre canzone “Tiburón” è spesso interpretata come un attacco agli Stati Uniti, ma l’autore chiarisce che si tratta di un brano anti-intervenzionista applicabile a qualsiasi potenza, dai russi a Cuba agli inglesi nelle Malvine. Secondo Blades, il problema dell’America Latina non risiede solo nelle influenze esterne, ma nel modo in cui i governi locali amministrano le proprie opportunità.

Oggi, la sua visione del socialismo si basa sull’efficacia amministrativa:

• Cita i modelli di Lula in Brasile e Bachelet in Cile come esempi di socialismo che funziona.

• Sottolinea come la gestione panamense del Canale di Panama sia oggi superiore a quella precedentemente operata dagli Stati Uniti.

Per Blades, la sua esperienza come Ministro del Turismo (iniziata nel 2004) è la naturale estensione del suo attivismo: non basta cantare le difficoltà di “Pablo Pueblo”, bisogna agire nel sistema per creare opportunità orizzontali per i cittadini.

Il Futuro della Salsa e i Nuovi Progetti

Nonostante l’ascesa di generi come il reggaetón — che Blades rispetta come espressione urbana, pur criticandone la monotonia e certi testi poco etici — la salsa rimane viva a livello globale. L’artista nota con stupore come gruppi provenienti da Lituania, Israele e Lettonia continuino a suonare il suo repertorio.

Per quanto riguarda il futuro, Blades non intende fermarsi:

1. Ha in cantiere un progetto discografico con Cheo Feliciano, dove ognuno interpreterà i brani dell’altro.

2. Sta lavorando a un album intitolato “Cantar el subdesarrollo”, registrato in formato demo nella sua casa.

3. Desidera dedicarsi alla scrittura delle sue memorie e persino esplorare interessi accademici come l’archeologia, proponendo teorie alternative sulle migrazioni umane nelle Americhe.

Dopo la parentesi nel servizio pubblico, Rubén Blades è pronto a tornare alla musica e al cinema, portando con sé la consapevolezza di chi ha vissuto la realtà che canta.

Ecco la traduzione completa dell’articolo in spagnolo, con tutta la formattazione (bold, titoli, struttura) preservata:


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Entrevista a Rubén Blades

Intervista a Ruben Blades, Festival Latino Americando 19 Luglio 2008

Entrevista realizada durante el Festival Latino Americano del 19 de julio de 2008 a cargo de la redacción LaSalsaVive

Rubén Blades: Entre Sinceridad Musical y Compromiso Cívico

Rubén Blades no es solo un ícono de la salsa; es un intelectual, un abogado, un actor y un político que ha dedicado su vida a narrar y servir a América Latina. Durante una entrevista profunda, el artista panameño exploró las raíces de su longevidad artística, su visión del socialismo moderno y su papel como Ministro de Turismo.

La Sinceridad como Secreto de la Longevidad

Ante la pregunta sobre cómo logra mantenerse relevante después de décadas, Blades es categórico: el material no envejece si está escrito con sinceridad y no para seguir las modas del momento. Mientras los géneros pasajeros desaparecen, su música se sostiene en el tiempo porque remite a una experiencia de vida real. Un ejemplo emblemático de esta narrativa es la génesis de “El Cantante”. Blades escribió la canción originalmente para sí mismo, pero decidió cederla a Héctor Lavoe porque la vida complicada de este último hacía la interpretación mucho más auténtica y necesaria para su relanzamiento artístico.

De las Raíces Rock a Fania Records

Las influencias de Blades son sorprendentemente variadas. De joven en Panamá, fue impactado por Frankie Lymon, quien le hizo entender que también un muchacho podía tener éxito en el canto. Aunque comenzó con la guitarra rock —instrumento más accesible que el piano en los barrios populares— su camino lo llevó hacia los grandes de la música afrocubana y del jazz.

Un momento de quiebre fundamental fue su ingreso a Fania Records, donde comenzó trabajando en la oficina postal. Fue allí que Ray Barretto, enterado de sus dotes canoras, lo eligió para reemplazar a Tito Allen. Barretto es descrito por Blades como un músico dedicado y culto, un ejemplo de responsabilidad profesional que no cedía a los excesos de la época.

Política y Administración: Más Allá de la Canción

Blades siempre ha entrelazado el arte con la reflexión política. Su célebre canción “Tiburón” es frecuentemente interpretada como un ataque a Estados Unidos, pero el autor aclara que se trata de una canción antiintervencionista aplicable a cualquier potencia, desde los rusos a Cuba hasta los ingleses en las Malvinas. Según Blades, el problema de América Latina no reside solo en las influencias externas, sino en la manera en que los gobiernos locales administran sus propias oportunidades.

Hoy, su visión del socialismo se basa en la eficacia administrativa:

  • Cita los modelos de Lula en Brasil y Bachelet en Chile como ejemplos de socialismo que funciona.
  • Subraya cómo la gestión panameña del Canal de Panamá sea hoy superior a la que previamente realizaban Estados Unidos.

Para Blades, su experiencia como Ministro de Turismo (iniciada en 2004) es la extensión natural de su activismo: no basta cantar las dificultades de “Pablo Pueblo”, hay que actuar dentro del sistema para crear oportunidades horizontales para los ciudadanos.

El Futuro de la Salsa y los Nuevos Proyectos

A pesar del auge de géneros como el reggaetón —que Blades respeta como expresión urbana, aunque critique la monotonía y ciertos textos poco éticos— la salsa permanece viva a nivel global. El artista nota con asombro cómo grupos provenientes de Lituania, Israel y Letonia continúan interpretando su repertorio.

Respecto al futuro, Blades no tiene intención de detenerse:

  1. Tiene en desarrollo un proyecto discográfico con Cheo Feliciano, donde cada uno interpretará las canciones del otro.
  2. Está trabajando en un álbum titulado “Cantar el subdesarrollo”, grabado en formato demo en su casa.
  3. Desea dedicarse a escribir sus memorias e incluso explorar intereses académicos como la arqueología, proponiendo teorías alternativas sobre las migraciones humanas en las Américas.

Tras el paréntesis en el servicio público, Rubén Blades está listo para regresar a la música y al cine, llevando consigo la consciencia de quien ha vivido la realidad que canta.

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