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New York by Claude parte 2

Le recensioni de LaSalsaVive

New York by Claude – secondo giorno –

Premessa
Mi sveglio e, dato che in cucina non trovo certo la macchinetta del caffé italiano, vado al Grocery dell’angolo dove per 2.75 $ mi gusto un bollente e zuccheratissimo small capuccino con ottima tortina paradiso e litro di acqua del Maine, la mitica Poland Spring, che fuoriesce da tutte le borsette delle donnine salutiste della megalopoli.
Di chiaro c’è solo il prezzo dello small capuccino (0.75 $) ma del resto non si capisce mai niente, i prezzi a New York non sembrano dover essere obbligatoriamente pubblicati e le tasse da aggiungere – quando vanno aggiunte – non si capisce a quanto ammontino.
Poi va a simpatia dell’addetto di turno; insomma, il prezzo del mio breakfast del Martedi era quello, ma nei giorni seguenti scoprirò che non sarà sempre così…

DAY 2: EL BARRIO MUSIC CENTER E LA SERATA AL LINK DA DJ DAVID MONTREAL

Il sole splende e penso “i vinili li lascio per ultimi” ma date le successive pioggie non avrò piu la possibilità di trovarli buttati sul marciapiede; approfittando della bella giornata, vado a piedi verso east, ed entro nell’East Harlem, ossia lo Spanish, il Barrio, dove ci sono due negozi storici e importantissimi di CD e non solo.
Mentre mi faccio quei 10 minuti a piedi assisto alla mutazione antropologica dello scenario; dalle macchine non esce piu hip hop bensì reggaeton, sui marciapiedi non si gioca piu a basket bensì a baseball, e il vociare non è piu in inglese ma in spagnolo: inizia pure ad apparire la Topina Latina, más fina, e finalmente ricomincio a girarmi quando incrocio le tipe.
Accuso un lieve torcicollo destro Shocked

Il primo negozio in cui mi imbatto sulla West 116th street all’angolo con la Park Avenue è questo:

EL BARRIO MUSIC CENTER

Entro cosi:

“Buenas, vengo de Italia y soy fanático de Salsa Clásica”

E faccio la conoscenza del giovane Luis, aka Dj Nene Malo, degustatore di tutti i generi, dalla salsa più vecchia e jazzata fino all’hip hop nordamericano passando dai vari altri generi latini etc.
Il negozio ha tre pareti tutte tappezzate di CD appesi… un abbaglio totale… una botta al cuore… e una al portafoglio… ma il tutto estremamente ECCITANTE.
A destra Pop Latino e generi latini a noi ignoti (tipo Ranchera, Paso Doble) al centro (dietro la cassa) la Salsa Contemporanea e i vari merengue bachata reggaeton, e a sinistra…. a sinistra…. a sinistra…
“Aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”

“Luis, dammi quello!!!!!!!!!!”

“Aaaaaaaaahhhhhhhh dammi quell’altro!!!!!!!!!!!!”

“Aaaaaaaahhhhhhhhh, quegli altri 3!!!!!!!!!”

Avevo la adrenalina a 1000, ho veramente dato fuori di testa a vedere cosi tanti, ma cosi tanti, ma cosi tanti CD di Salsa Classica, Son e Mambo tutti belli in ordine alfabetico, e tutti DISPONIBILI!!!
Finalmente riuscivo a mettere le mani su CD che cercavo da due anni, alcun masterizzati, altri di cui avevo una canzone (masterizzata o meno) e altri di cui conoscevo l’importanza storica anche se non li avevo mai sentiti.
Bè, per farla breve quel giorno lì sono uscito da quel negozio con 21 CD, tra i quali ben 5 di Tony Pabón (il quinto manco sapevo che esistesse, l’ho visto lì), 2 di Bobby Quesada, 2 di Frankie Dante, 2 di Ernie Agosto, i primi 2 di Ruben Blades, e tanta altra roba che per molti appassionati sarà scontata ma che per me – che mi sono approcciato da poco a questo mondo – era semplicemente introvabile…
Come questo:

dove c’è un bellissimo ritmo Mozambique titolato Bombonsito de Pozo.
Poi mi ricordo dei nuovi Fania, e dello scempio perpetrato dalla rimasterizzazione del primo album che Willie Colón fece a 17 anni: El Malo.
“Luis, ce l’hai il primo CD di Willie Colón, versione vecchia?”

E lui: “Certo, vuoi anche il secondo, versione vecchia, The Hustler?”

E io: “Butta, butta nello SHOPPING KART, qui la mia Coop sei tu, chi può darmi di piu!!!”

Gli chiedo un parere su questa operazione che lo scorso Ottobre mi aveva illuso e che poi mi aveva deluso, e stranamente mi dice che i nuovi – pur avendone alcuni – non li ha sentiti Shocked

Mi dice comunque che la maggior parte delle persone da lui sentite si lamentano, mentre alcuni (pochi) apprezzano il nuovo suono: lui peraltro mi spiega che la prima delusione la ebbe già nel passaggio dal vinile al CD…
Io comunque intasco El Malo vecchio suono e a questo punto scatta il primo…
Mi son fatto prendere troppo la mano: alla ora di pagare mi sono seriamente domandato se il limite giornaliero della carta sarebbe bastato…

“Is POSTAMAT accepted?” 😀

E lui: “What?”

E io: “Ma sì, dai, circuito Maestro!”

Lui striscia, e non funziona. Ristriscia, e non funziona. Ri-ristriscia, ma non, non, non funziona…

Con un groppo in gola vado fuori all’ATM del Banco Popular, digito 240 $, sento il fruscio della macchina e…. escono 12 banconote da 20 $!!!

Luis è veramente il piu conveniente di tutti i dettaglianti che ho visitato, perché pur partendo da una base – comune a tutti – di 13.99 $ (cui vanno aggiunte le tasse che non ho ancora capito se sono il 19% o meno), pratica dei bei sconti a quantità.

Gli domando se esporta (data la convenienza dei suoi prezzi), ma mi dice che non è interessato; e pensare che oltretutto si rivelerà il piu fornito!!!
Per ogni CD, ne ha dalle 2 alle 5 copie, ma soprattutto ne ha taaaaaaaaaaaaaaaaaaaanti, ma taaaaaaaaaaaaaaaaaaanti, e i buchi nel muro (comuni a tutti gli altri dettaglianti e grossisti) si contano sulle dita di una mano.
Una volta pagatolo, ci mettiamo a parlare di Dj’ing; lui nelle serate normali effettua una selezione mista che comprende sia la commerciale che la classica, ma mi spiega che le sue serate preferite sono le feste del Barrio, dove la gente di tutte le età viene a chiedergli le cose, e gli rinfaccia a chiare lettere se un certo brano da lui proposto non dovesse essergli piaciuto: sono i suoi “eventi”!

Si è fatto tardi, le 5PM arrivano in fretta, e a New York a quell’ora vanno a ballare Shocked Shocked Shocked
Lo saluto e, in parte assalito da un senso di colpa nei confronti dei miei risparmi e in parte epicureamente desideroso di dilazionare il piacere dell’acquisto pazzo sui giorni successivi, decido di cassare il prospiciente storico negozio di Vicente – la Casa Latina – e di visitarlo il giorno dopo.

Tradotto terra terra: non voglio sputtanarmi tutto oggi! 😀

E vado a casa a preparami per la serata al Link.

Per strada è tutto un preparativo per la grande festa boricua che mi perderò nel weekend, ed è tutto un fiorire di bandiere portoricane sulle bancarelle, così come le magliette con i grandi miti della salsa e del reggaeton che vedono Héctor Lavoe affiancato al Mito Contemporaneo della Juventud del Barrio: Daddy Yankee…

LUIS ED IL BARRIO MUSIC CENTER: NUOTARE TRA I CD COME PAPERON DE’ PAPERONI TRA LE MONETE!

Il Link è un bar a due passi da Union Square, e in quanto tale non si paga; se bevi bene, ma non è obbligatorio, ciononostante lo vedo bello busy il barman.

Salsanycalendar.com raccomanda “Dress to impress” ma l’atmosfera e l’abbigliamento è molto informale, sembran tutti usciti da una lezione di ballo.

L’entrata è scoraggiante, c’è un Reggaeton che lascia tutti timidamente a bordo pista; il secondo è un Reggaeton con la voce simile a Shakira (magari è proprio lei, ma non me ne intendo di Pop Latino) che tira tutti in pista (aaaaaaaaaaahhhhh: il famoso “brano noto”!!!): al terzo Reggaeton sto quasi per andare all’altro locale quando all’improvviso inizia una salsetta carina, oserei dire “lounge”, ed è il Canario.

Finalmente la pista inizia a stileggiare newyorkando, tutti belli omogenei che chiunque inviti sai come fare

Ad un tratto, odo un qualcosa di insolito, ed irresistibile… che mi butta in pista come d’istinto…

MA E’ IL VACILON DEI LEBRON BROTHERS!!!

Io, quel Martedi sera, a New York, mi sono reso conto che sono AMMALATO: mi smuovo solo su certi brani TOSTI…
Mi ritrovo a ballare con una orientale bravina per poi passare – su Merecumbé – ad una Wasp (= White Anglo Saxon Protestant, insomma, una stangona biondocchiazzurri) tutta presa a fuggire appena possibile dalle mie braccia per fare i suoi onanistici pasitos, anche se il brano è in piena melodia; infine una Pachanga… che era Avisale a mi contrario

Io quella canzone versione Pachanga, MAI l’avevo sentita… Shocked

Ma il bello doveva ancora venire…

Sento un DANZON… che dopo quasi un minuto intero si trasforma in Montuno, ed è la mitica Bruca Manigua…

La gente se la balla a cha cha, e io MAI avevo sentito un Danzón in pista…

Poi un altro Son, ma uno di quelli anticati, eh?

Che sonorità spettacolari, ero in orgasmo a piu non posso, e le ballerine si sprecavano…

Inizia la bachata e io vado da questo fenomeno di dj a fargli i complimenti:

DJ DAVID MONTREAL FROM CANADA

In quel mentre vedo la pagina del suo book aperta su una serie di CD della Concord Picante, e difatti dopo la bachata inizia a mettere Latin Jazz…

Uè, li ha passati proprio tutti i generi!

Mi spiega che è stato di recente al Congresso di Zurigo, poi chiude il book e lascia la console a questo distinto signore chiamato

DJ STEVE “DOC SALSA” SHAW

Non da meno, Steve comincia con delle Descarga per poi continuare in Guaguanco; gli chiedo se ha delle serate e lui si limita – molto modesto – a dire: “Guarda, ogni tanto suono al Jimmy Anton’s Social” Appppperò!!!!!! Piu tardi torna David che ci delizia con altre cosette e termina la serata con Romantica “tikitòn”, ossia quella bella montunata, non quella lagnosa, tra cui la bellissima Como Lo Hace di Frankie Ruiz, con una che la sapeva a memoria, che termino (io) in un casqué seguito da un suo, personalissimo controcasqué (che ci stava benissimo!), sorprendendomi e suscitando una risata fragorosa da parte di entrambi.Shocked

LA PISTA 1 DEL LINK

E LA PISTA 2

A sala ormai vuota, mentre parlo con David una tipa, in vacanza da una vita, mi fa: “Ao, ma che sei, Italiano?”
Elisabetta de Roma – frequentatrice della serata di Dj Pio Frtelli – da due mesi è in aspettativa sul lavoro per studiare ballo dalle varie scuole: beata lei!
Ci scambiano quattro chiacchere e ci diamo appuntamento alle due serate successive dove tutta la tribu salsera si ritrova al Mercoledi (Latin Quarter) e Giovedi (Club Cache).
Torno a casa, appagato da una splendida serata di musica coi fiocchi.
By Claude

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