New York by Claude parte 3

Le recensioni de LaSalsaVive

New York by Claude – terzo giorno –

La mattina di Mercoledì scendo al Grocery, trovo un altro commesso e pago solo 2,50 $ la colazione, penso “Il caffè a Wall Street sarà in discesa”, naturalmente non me ne curo e sotto una pioggerellina lieve torno a piedi verso il Barrio.

Mentre attraverso il confine virtuale tra il Black e l’Hispano, odo uscire da una chiesa stranissima dell’ottimo funky-soul live, e ficco il naso dentro la First Baptist Mountain Ride Renaissance Adventist Salvation Brotherhood Holy Resurrectional (…omissis…) Church (ho accorciato il nome senò tutto non ci stava nel forum), allorquando una enorme signora nera di mezz’età, elegantissima e di rosso vestita, mi invita a convertirmi a loro lì sulle scale dell’entrata.

“Come, join us!” e io “I’m in a hurry, only wanted to see THE BAND”  😀

Dentro la band è composta da persone di tutte le età vestite proprio come la signora, e il bassista e il batterista si distinguono per l’incedere particolarmente funky del brano.

Malinconicamente, con le lancette del cellulare che viaggiano velocissime, constato: “Quante cose mi perdo in questa bellissima città, per dedicarmi al mio personalissimo TUNNEL…”

Rispondo: “Madame, chissà che gospels vi sparate quest’oggi, vorrei tanto esser qui con voi!” ma ora devo andare a compiere qualcosa di molto meno spirituale…

LA CASA LATINA DI VICENTE: UN PEZZO DI STORIA DEL BARRIO

Entro cosi:

“Usted es Vicente?”

E lui: “Sí”

“Buenas, vengo de Italia y soy fanático… etc etc”

Anche qui inizio a dare di matto, ma un po’ piu controllato perché la parete è un po’ meno vasta e presenta purtroppo svariati buchi, talvolta colmati da alcuni dei nuovi Fania rimasterizzati.

“Guarda, ti offro quel che è rimasto, d’altronde le scorte stanno per finire ed in alcuni casi son già finite”

Subito a colpo d’occhio chiedo quello che mi serve ma con raccapriccio mi rendo conto che il resto ce l’ho già o non mi interessa; con stupore riesco a trovare, dopo aver perso le speranze, questo bell’album:

Vicente è noto per il rapporto piacevole che instaura col cliente, guidandolo negli acquisti (per esempio, su tre album di un’orchestra che vuoi iniziare a conoscere ti suggerisce il migliore, oppure quello che negli anni è stato best seller sugli altri).

Nel negozio ci sono due Boricua di mezz’età, di cui uno che si lamenta dei nuovi Fania, tranne di due – Juicio di Willie Colón – che a suo parere è stato rifatto bene, e di Ali Baba di Louie Ramirez (per dirlo uno che aveva appena finito di lamentarsi del taglio dei bassi nel passaggio tra vinile e CD, c’è da crederci…)

L’altro rapidamente prende un classico cubano anni 50 (quelli della serie Tumbao) e se ne va così: “Adios FAMILIA” 😀

Chiedo: “A proposito Vicente, e tu che ne pensi del suono, va male per tutti o c’è qualche album accettabile?”

Mi mostra il fax di un Dj: “Qui c’è uno che si lamenta perfino di una copertina… io sinceramente non li ascoltati, qualcuno si lamenta altri no… la realtà è che io non ne vedo vendere moltissimi, magari deve ancora passare del tempo”

Vengono raccontati degli aneddoti sui loro addetti che sono andati in giro per il Barrio a cercare le copertine dei vinili per fotografarle a 20 $ e sui melomani che han preferito rifiutare una simile offerta; “Sicuramente hanno arricchito il packaging, la vecchia Fania a malapena metteva i nomi dei musicisti mentre i nuovi hanno addirittura una presentazione bilingue, e costano un dollaro meno… però il suono… varia con gli album…”

Ribadisco la mia teoria del “trombone evirato” e li informo (dato che nessuno sembra essersene accorto) che han lavorato pure sui canali, domandandomi: perché?

Finita la Salsa Classica (quella che vedevo dietro il bancone), mi lascio consigliare alcuni artisti recenti con un sound bello ritmico, tra i quali spicca il grande Manny Oquendo col suo Conjunto Libre di cui mi intasco tre CD.

Poi, la lancio lì… “Senti, so che non ce l’hai… Non è che per caso c’hai….”

E lui, serissimo: “Certo, è nella vetrinetta dietro di te”

😯 😯 😯

Non credo ai miei occhi…. dopo averne toccato il vinile a casa di un amico… dopo aver raccattato qualche raro e stridulo MP3… vedo.. vedo… vedo… una copia di…

Nella stessa vetrinetta c’era roba europea, Vampisoul, Salsa-International (che si può reperire anche da Londra), Envidia e quindi lascio perdere perché non sono lì per quello, ma vedo Vicente che risponde al Boricua che chiedeva commenti su Mayito Rivera.

“Il suo ultimo CD è molto bello, così come lo era il precedente, tutte cover di Chappottin”

Pur apprezzando l’opera, io non condivido perché sia in lui che in Pedro Calvo (con la Justicia) vedo uno snaturarsi della Cubanità (contemporanea); progetto di “internazionalizzazione” dei loro arrangiamenti che peraltro mostra – anche in quella sede di degustatori – di dare i suoi risultati.

Vedendo la copertina di Tirso Duarte (quello sì che fa la Cubana che io mi attendo da un Cubano) dico: “Este, pega duro!” e Vicente “Pero aqui la Timba… no va…”

La discussione ritorna sul nostalgico, d’altronde stiam parlando di un negoziante di dischi che dal ’66 ha visto passare fior di musicisti nel suo negozio nel cuore del Barrio… “Il fatto è che, oltre ad essere invasi dal Reggaeton, non son rimasti proprio i locali in cui suonare, e laddove puoi, usi pochi orchestrali; al martedi c’era il Magallay, ora ha chiuso, adesso al Mercoledi fa qualcosa il Latin Quarter, ma di fatto questa musica è ben lontana da quella che era 30 o 40 anni fa”

E’ venuto il tempo di fare la cuenta; faccio la mia solita figuraccia col Postamat (ci sono abituato, anche in Italia!), attraverso la strada, prego che escano altre 12 banconote da 20 dallo stesso Banco Popular del giorno prima e…. escono!!!

Me ne esco con 15 CD, di cui la metà contemporanei…

Assetato di Roba Vecchia, attraverso la strada e ritorno dal prospiciente El Barrio Records Store dove Luis già si frega le mani e per gratitudine mi insacchetta, insieme a 12 CD di cui solo uno contemporaneo, un cospicuo numero di promo da ben 5 tracce ciascuno 😀 … tutti di Reggaeton!!!

Faccio ritorno a casa schivando la chiesa funky-soul (ho fretta, devo andare a ballare alle 5 PM!), doccia, cena e breve pennica; quando mi sveglio è già buio e mi dico: “Ma è sera o è notte?”

Cavolo, è l’una di notte!!!

E quelli là chiudono all’una mica alle quattro!!!

Alla faccia della City that never sleeps Evil or Very Mad

A New York succede di tutto, e a me è successo questo 😀

che non è “avere il fuso” bensì “essere Fuso”.

E ora che faccio?

Non riesco a prender sonno, e in tv ci son solo stupidaggini (ma esistono i TG???)

Inizio a sentire un po’ dei miei CD e mi rendo conto di quant’è bella la mia stanza doppia da 55 $ con uso bagni e cucina…

E’ sostanzialmente enorme, 10 metri per 4, ad una rampa di scale dalla cucina ma proprio a fianco ad uno dei due bagni…

Entrando, si sviluppa longitudinalmente sui due lati, laddove a sud c’è una finestrona tendata tipicamente luminosa, con vista sui tetti da telefilm, e a destra c’è un armadio enorme; a fianco ad essi ci sono i due letti, divisi tra di loro da una ampio tappetone (peccato non averci scattato una foto)…

Ho tutto li… pure il divanetto sul lato est e i comodini sul lato ovest… eppure… eppure… qualcosa ci manca… e allora comincio a lavorare di fantasia… in questa vacanza salsera così intensa… something is missing… e allora me l’immagino io…

Sull’altro letto… quello vuoto…. ci immagino una… Donna… anzi…no… non sul letto… bensi sul…. tappeto… nella posizione… eretta… che ripassa le figure di Eddie Torres insieme a me 😀 😀 😀 😀

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😀 😀 😀

A domani per la quarta puntata!
By Claude

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1 comment to New York by Claude parte 3

  • Hola Claude,
    non ci conosciamo ma sono appena tornato da un viaggio in Colombia e diversi negozi di dischi, quando ho detto che sono Italiano di Milano, hanno chiesto… “conosci Claudio?” 🙂

    Parlano di te? 🙂

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