tratto dal sito ufficiale della Sonora Ponceña

Traduzione a cura di Max Chevere e Silly
La Sonora Ponceña

Storia

Don Quique, Papo Lucca e La Sonora Ponceña

Siamo a Ponce, Portorico, quando nel 1944 un musicista oriundo di Yauco, però residente in questa città, Enrique “Quique” Lucca Caraballo, decide di formare un gruppo musicale. La prima formazione viene chiamata “Orquesta Internacional” ed è formata da due trombe, percussioni e voci e viene costituita nella sua totalità da musicisti di Ponce.

Dieci anni più tardi il sogno di Lucca, ovvero quello di ottenere qualcosa di trascendentale, inizia a sfumare. Ormai stanco delle feste nei saloni da ballo e dei contratti domenicali decide di sciogliere il conjunto. Il suo desiderio era qualcosa di più di un quintetto, come quelli che andavano di moda in quel periodo, inoltre cercava l’occasione per aumentare gli introiti per migliorare la qualità della vita della sua sposa Angélica e dei suoi tre figli: Zulma, Enrique e Wanda.

Però aveva la musica nel sangue e poco tempo dopo, nel Febbraio del 1954, ricostituì di nuovo l’orchestra. Don Enrique crea un nuovo conjunto, più grande del precedente e con un suono più potente. Per farlo decide di puntare verso un repertorio di temi popolari composti da Arsenio Rodríguez (verso il quale provava una profonda ammirazione), dalla Sonora Matancera e dal Conjunto Casino dei due Roberto: Faz e Espí. Il nome ufficiale della fiammante orchestra sarà: “La Sonora Ponceña“!

I primi dischi della “Ponceña” nonostante il successo commerciale e l’eccellente strumentazione, avevano qualcosa di strano, considerando che si facevano chiamare “Sonora”, avevano il formato dell’Orchestra e suonavano come un Conjunto. E la ragione era evidente; si trovavano ancora sotto l’influenza del “Cieco Meraviglioso”, Arsenio Rodríguez, il terzo cubano il cui stile musicale era parte indissolubile dei conjuntos del tempo. All’inizio La Sonora Ponceña e La Perfecta di Eddie Palmieri (orchestra di New York) erano molto simili, con l’eccezione che la sezione dei fiati di quest’ultima era incentrata sui tromboni.

Sono tre i fatti che determinano il consolidarsi dello stile della Sonora Ponceña. Il primo è la nascita nel 1946 di Enrique Arsenio, oggi internazionalmente conosciuto come “Papo”, un bambino prodigio che farà il suo debutto professionale nel programma televisivo della popolare cantante portoricana, Ruth Fernández, suonando il piano e accompagnato dall’orchestra fondata da suo padre. Il secondo è l’acquisto da parte di Jerry Masucci (proprietario della Fania Records) dell’etichetta “Inca”, il quale aveva già ascoltato la Sonora in vari concerti durante la sua visita a New York. In questo modo darà l’opportunità all’orchestra di farsi conoscere presso tutto il bacino caraibico. Il terzo è l’individuazione da parte di Papo dell’opera musicale del pianista Oscar Peterson, considerato uno dei migliori esponenti di Jazz, il cui stile si ascoltava nei suoi assoli di piano.

La storia della crescita e dell’eventuale successo del piccolo Enrique è piena di piacevoli e strani aneddoti. Come quando nella sua prima presentazione professionale nel programma di Fernández, si rende conto di non essere in grado di raggiungere i pedali dell’immenso piano nero che gli avevano dato. Aveva 11 anni e siccome fisicamente era ancora molto minuto, da seduto non riusciva a raggiungere i pedali mentre se provava a suonare in piedi quasi non riusciva a vedere la tastiera. Arriva il papà Don Quique, che nel consolare il figlio gli dice di non preoccuparsi perchè non avrebbe mai permesso di fargli perdere l’opportunità di suonare professionalmente per la prima volta in quel pomeriggio e gli prepara un’estensione per le sue scarpe che gli permette di raggiungere i pedali del pianoforte.

Un altro aneddoto si registra quando aveva cinque anni. Il bambino stava suonando la clave con grande abilità e uno dei divertimenti preferiti di suo padre era quello di vederlo suonare con il gruppo. Un pomeriggio, mentre il Conjunto Internacional provava, Papo si siede dietro ad una tumbadora molto più grande di lui e comincia a suonare “Ran Kan Kan”, il mambo descarga che rese famoso Tito Puente, con una tale precisione che i membri dell’orchestra anzichè interromperlo decidono di accompagnarlo. Qualche giorno dopo, Don Quique parla con un buon amico, Francisco Alvarado, e con il suo aiuto iscrive il piccolo Papo presso la Escuela Libre de Música Juan Morel Campos di Ponce dove i professori gli insegnavano le regole di giorno e Don Quique le rinforzava di notte.

Nel Novembre del 1957 il bambino diventa l’attrazione principale della Sonora Ponceña durante un ballo nella città di Bayamón. I familiari, gli amici, i musicisti ed il pubblico in generale rimangono incantati con la presentazione e anche se in questa notte non si parlerà molto del piccolo pianista, per Don Quique, il suo congiunto aveva ormai iniziato il cammino che aveva sempre desiderato. L’anno successivo tre dischi a 78 giri materializzano il suo sogno. Specialmente l’ultimo di questi, dove la Sonora Ponceña con Papo Lucca al piano, accompagna ai boleristi Felipe Rodríguez e Pedro Ortíz Dávila, “Davilita”. Si ripete di nuovo lo stratagemma delle estensioni alle scarpe per fargli raggiungere i pedali del pianoforte.

Durante gli anni sessanta, Papo diventa il simbolo della Sonora Ponceña e gli impresari cominciano a richiedere nei loro contratti la partecipazione del ragazzino. Ormai ad ogni presentazione tutti gli sguardi si fissano verso Papo e non solo per la sua giovane età quanto per il suo innegabile talento. Verso la metà di questa decade il giovane diventa non più l’orgoglio di suo padre ma di tutta la sua città.

Il rappresentante dell’etichetta Inca, Pedro Páez, interessato alla Sonora Ponceña, offre a Don Quique un contratto che firma subito senza alcun dubbio, con canzoni composte dagli integranti del gruppo e altre tratte dal repertorio di Arsenio Rodríguez. La Sonora Ponceña registra così il primo disco di larga durata intitolato “Hacheros Pa’ Un Palo” ed i cui arrangiamenti vengono curati dal giovane Papo.

Il disco ed in particolare il tema che ne dava il nome, diventa un incredibile successo nelle radio di New York. La stessa cosa succede con la seconda registrazione “Fuego en el 23” del 1969 dove fra i musicisti si ricordano oltre a Don Quique e Papo Lucca, i cantanti Luigi Texidor e Tito Gómez, il bassista Tato Santaella, il timbalero Edgardo Morales, il conguero Félix Torres, il bongosero Francisco Alvarado ed i trombettisti Carmelo Rivera, José Rodríguez, Delfín Pérez e Ramón Rodríguez.

Papo Lucca riuscì a conciliare questa influenza con quella di Lili Martínez Griñan, il pianista e arrangiatore del Conjunto de Arsenio Rodríguez, raggiungendo uno stile molto proprio e che piano piano diventerà la base di tutto il gruppo; anche quando questo cambiamento non è ancora presente nelle prime registrazioni con la Fania. Il primo disco per questa etichetta fu “Navidad Criolla”, album che si ricollega con una gran parte delle tradizioni dell’aguinaldos e parrandas portoricane. I successivi tre dischi “Prende el Fogón”, “Sonora Ponceña” e “Sabor Sureño”, ritornano nuovamente allo stile di Arsenio e Palmieri. E’ solo nel 1975 con il disco “Tiene Pimienta” che Papo Lucca incorpora diverse sonorità con una tastiera elettronica, fatto che si consolida l’anno dopo con l’album “Conquista Musical”. La ragione: il cambio del produttore. Per questo disco la casa discografica rimpiazza Larry Harlow con Louie Ramírez che inoltre si associa con Papo.

Su consiglio di Louie la Ponceña inizia un tour per i caraibi e internazionalizza la propria musica interpretando e registrando temi come “La Pollera Colorá”, del colombiano Wilson Choperena e bombas, merengues, boleros-feeling, guaguancós e sones. Alla fine degli anni settanta la Sonora Ponceña registra un disco con Celia Cruz, “La Ceiba”. Questo disco rappresenta il cambio definitivo. In quel periodo erano già stati incorporati nella formazione i cantanti portoricani Miguel Ortíz e Yolanda Rivera che vengono scelti proprio a causa delle caratteristiche così diverse che avevano, cosa che al contrario di quel che molti pensavano, anzichè creare scompensi ottiene l’effetto contrario.

Nel 1980 Papo registra uno dei dischi più conosciuti della Sonora, New Heights, registrazione che propone un nuovo concetto, l’illustrazione della copertina. Questa illustrazione e quelle successive li avvicinano ancor più al pubblico e li avvicinano ad un nuovo gruppo di fans, a quelli affezionati alla loro musica si aggiungono i collezionisti di copertine. Inoltre, con questo disco, iniziano a intitolare le registrazioni in inglese, cosa che rinforza il carattere internazionale dell’orchestra e che mostra ancor più una produzione a livello visuale.

Nella metà degli anni 80 la Sonora Ponceña era già conosciuta come l’orchestra più importante di salsa a Portorico ed i Lucca erano padroni e signori della sonorità, al punto che quando contrattano un nuovo e sconosciuto sonero, lo scomparso Toñito Ledée, in meno di due diventa un idolo popolare.

Parallelamente la Ponceña presenta due nuove novità. La prima, la tenace registrazione di canzoni di musica moderna cubana, specialmente quelle di Adalberto Alvarez e di Pablo Milanés. Il primo infatti essendo direttore di “Son 14”, consegna a Papo due inattesi successi: “Soledad” e “Cuestiones”; ed il secondo, ogni volta sempre più lontano dalla “nueva trova” che gli avrebbe portato fama e fortuna, gli concede “Canción”, tema basato su una poema di Nicolás Guillen, e “Sigo Pensando en Tí”. La seconda novità fu la loro incursione nel Latin Jazz, cosa che li obbligò a modificare la sezione dei fiati ed il loro suono basato anche negli arrangiamenti che ogni volta avevano maggiori elementi di Jazz, rendendoli sempre più brillanti.

Con una discografia di più di 30 dischi, uno di quelli che rispecchia maggiormente la storia ed il monumentale contributo che Papo e La Sonora Ponceña hanno dato alla musica popolare caraibica, è quello registrato dal vivo il 19 Febbraio del 2000 presso l’Anfiteatro Tito Puente di Portorico, per celebrare in forma ufficiale il loro 45° anniversario. Un impeccabile registrazione dove sono presenti molte delle figure che presero parte all’orchestra ed un repertorio che include, fra gli altri, i classici “Boranda”, “Timbalero”, “Fuego en el 23”, e “Ahora Sí”. Alcune in versione allungata giustificate solo perchè mostrano il virtuosismo del proprio direttore.

Negli anni successivi, anche se non tornarono a registrare fino al 2004, La Sonora Ponceña continuò a suonare tanto a Portorico come all’estero. Realizzarono innumeverevoli presentazioni nell’Isla del Encanto (Portorico), così come a New York, in Florida, a Washington, Connecticut, Philadelphia, Chicago, New Jersey, Venezuela, Panamá, Perú, Colombia, Ecuador, Francia, Inghilterra, Svizzera e Italia.

L’anno 2004 risultò essere molto importante per Don Quique, Papo Lucca e La Sonora Ponceña. Da un lato celebrarono a tutto campo i 50 anni nella musica, mentre lanciavano sul mercato una nuova proposta musicale: “Back to the Road” sotto l’etichetta Pianissimo, di proprietà del Maestro Papo Lucca.

“Back to the Road” è un classico disco della Sonora Ponceña, dove si mostra quello che ha fatto diventare questa Orchestra una vera istituzione, dimostrando che non hanno mai dormito sugli allori e sui passati successi e inviando un chiaro messaggio del fatto che Papo Lucca continua ad essere un musicista visionario come pochi. Questo lavoro discografico dimostra la qualità della Ponceña, sempre nella linea attuale ma mantenendo la tradizione ed il suono incomparabile. Include, fra gli altri brani, “Caprichosa”, “El Alacrán”, “Con Tres Tambores Batá”.

Durante il “Jubileo de Oro” che si celebrò il 21 Febbraio del 2004 presso il Colosseo Rubén Rodríguez di fronte a 12 mila persone, La Sonora Ponceña riaffermò la propria posizione come uno dei gruppi più famosi di Portorico. Fu una festa come tante altre che si formano quando la Ponceña è sul palco. L’orchestra che dirigevano Don Quique e Papo Lucca propose solo le proprie specialità, la migliore salsa sul mercato ed un album musicale riempito di nostalgia che incluse alcune pagine gloriose del repertorio ballabile afroantillano.

La Camera dei Rappresentanti e la Legislatura di Portorico, così come le istituzioni ed i gruppi relazionati con la cultura e l’arte portoricana, hanno riconosciuto il grande merito a Don Quique e a Papo Lucca, per l’apporto che questi due artisti hanno dato alla musica popolare a Portorico e nel mondo intero durante i passati 50 anni.

Il 16 Marzo del 2004 gli hanno dedicato il 23° “Día Nacional de la Salsa”, che è il più importante ricoscimento salsero a Portorico, celebrato nella città di Carolina.

Nella città di Ponce, la loro città d’origine, hanno ricevuto il riconoscimento dal Sindaco, On. Rafael “Churumba” Cordero (QEPD), che ha nominato una delle vie della città “Enrique Lucca Carballo”, in onore di Don Quique Lucca.

Durante una votazione unanime, la giunta dei Direttori del “Día Nacional de la Parada Puertorriqueña” a New York, ha designato la Sonora Ponceña, nel suo 50° anniversario, come l’orchestra invitata d’onore alla nuova sfilata annuale celebrata il 13 Giugno del 2004.

Prima che terminasse il 2004, il 4 Settembre ebbero il grande onore di inaugurare, insieme all’“Apollo Sound” di Roberto Roena e a Richie Ray y Bobby Cruz, uno degli scenari più importanti di Portorico e dei Caraibi, il Colosseo José Miguel Agrelot.

La Sonora Ponceña è attualmente formata da: Don Quique Lucca, Fondatore e Direttore; Papo Lucca, Pianista, Arrangiatore e Direttore Musicale; Edwin Rosas, Daniel Dávila, Héctor L. Pérez e Fernando L. Colón, Cantanti; Delfín Pérez, Efrén Camacho, Mario Marcucci e Alfredo del Valle, Trombettisti; Alexander Rosas al Basso; Wilfredo López alle Congas; Domingo Gutierrez al Bongó e Jessie Colón e Manolito Rodríguez al Timbal.


Tratto da: www.sonorapocenapr.com

Español

La biografía de la Sonora Ponceña

La Sonora Ponceña

tomado del sitio oficial de la Sonora Ponceña

Historia

Don QuiquePapo Lucca y La Sonora Ponceña

Estamos en Ponce, Puerto Rico, cuando en 1944 un músico oriundo de Yauco, pero residente en esta ciudad, Enrique “Quique” Lucca Caraballo, decide formar un grupo musical. La primera formación se llama “Orquesta Internacional” y está formada por dos trompetas, percusión y voces y está constituida en su totalidad por músicos de Ponce.

Diez años más tarde el sueño de Lucca, es decir el de obtener algo trascendental, comienza a desvanecerse. Ya cansado de las fiestas en los salones de baile y de los contratos dominicales decide disolver el conjunto. Su deseo era algo más que un quinteto, como los que estaban de moda en ese período, además buscaba la ocasión para aumentar los ingresos y mejorar la calidad de vida de su esposa Angélica y de sus tres hijos: ZulmaEnrique y Wanda.

Pero tenía la música en la sangre y poco tiempo después, en febrero de 1954, reconstituyó nuevamente la orquesta. Don Enrique crea un nuevo conjunto, más grande que el anterior y con un sonido más potente. Para hacerlo decide apostar hacia un repertorio de temas populares compuestos por Arsenio Rodríguez (hacia el cual sentía una profunda admiración), por la Sonora Matancera y por el Conjunto Casino de los dos Roberto: Faz y Espí. ¡El nombre oficial de la flamante orquesta será: “La Sonora Ponceña“!

Los primeros discos de la “Ponceña” a pesar del éxito comercial y la excelente instrumentación, tenían algo de extraño, considerando que se hacían llamar “Sonora”, tenían el formato de Orquesta y tocaban como un Conjunto. Y la razón era evidente; se encontraban todavía bajo la influencia del “Ciego Maravilloso”, Arsenio Rodríguez, el tresero cubano cuyo estilo musical era parte indisoluble de los conjuntos de la época. Al principio La Sonora Ponceña y La Perfecta de Eddie Palmieri (orquesta de Nueva York) eran muy similares, con la excepción de que la sección de vientos de esta última estaba centrada en los trombones.

Son tres los hechos que determinan la consolidación del estilo de la Sonora Ponceña. El primero es el nacimiento en 1946 de Enrique Arsenio, hoy internacionalmente conocido como “Papo”, un niño prodigio que hará su debut profesional en el programa televisivo de la popular cantante puertorriqueña, Ruth Fernández, tocando el piano y acompañado por la orquesta fundada por su padre. El segundo es la compra por parte de Jerry Masucci (propietario de Fania Records) del sello “Inca”, quien ya había escuchado a la Sonora en varios conciertos durante su visita a Nueva York. De esta manera dará la oportunidad a la orquesta de darse a conocer en toda la cuenca caribeña. El tercero es la identificación por parte de Papo de la obra musical del pianista Oscar Peterson, considerado uno de los mejores exponentes del Jazz, cuyo estilo se escuchaba en sus solos de piano.

La historia del crecimiento y del eventual éxito del pequeño Enrique está llena de agradables y extrañas anécdotas. Como cuando en su primera presentación profesional en el programa de Fernández, se da cuenta de no ser capaz de alcanzar los pedales del inmenso piano negro que le habían dado. Tenía 11 años y como físicamente era todavía muy menudo, sentado no lograba alcanzar los pedales mientras que si intentaba tocar de pie casi no lograba ver el teclado. Llega el papá Don Quique, que al consolar al hijo le dice que no se preocupe porque nunca permitiría hacerle perder la oportunidad de tocar profesionalmente por primera vez en esa tarde y le prepara una extensión para sus zapatos que le permite alcanzar los pedales del piano.

Otra anécdota se registra cuando tenía cinco años. El niño estaba tocando la clave con gran habilidad y uno de los entretenimientos favoritos de su padre era verlo tocar con el grupo. Una tarde, mientras el Conjunto Internacional ensayaba, Papo se sienta detrás de una tumbadora mucho más grande que él y comienza a tocar “Ran Kan Kan”, el mambo descarga que hizo famoso Tito Puente, con tal precisión que los miembros de la orquesta en lugar de interrumpirlo deciden acompañarlo. Algunos días después, Don Quique habla con un buen amigo, Francisco Alvarado, y con su ayuda inscribe al pequeño Papo en la Escuela Libre de Música Juan Morel Campos de Ponce donde los profesores le enseñaban las reglas de día y Don Quique las reforzaba de noche.

En noviembre de 1957 el niño se convierte en la atracción principal de la Sonora Ponceña durante un baile en la ciudad de Bayamón. Los familiares, los amigos, los músicos y el público en general quedan encantados con la presentación y aunque en esta noche no se hablará mucho del pequeño pianista, para Don Quique, su conjunto había ya iniciado el camino que siempre había deseado. Al año siguiente tres discos de 78 rpm materializan su sueño. Especialmente el último de estos, donde la Sonora Ponceña con Papo Lucca al piano, acompaña a los boleristas Felipe Rodríguez y Pedro Ortíz Dávila“Davilita”. Se repite nuevamente el estratagema de las extensiones en los zapatos para hacerle alcanzar los pedales del piano.

Durante los años sesenta, Papo se convierte en el símbolo de la Sonora Ponceña y los empresarios comienzan a solicitar en sus contratos la participación del muchachito. Ya en cada presentación todas las miradas se fijan hacia Papo y no solo por su joven edad sino por su innegable talento. Hacia mediados de esta década el joven se convierte no solo en el orgullo de su padre sino de toda su ciudad.

El representante del sello Inca, Pedro Páez, interesado en la Sonora Ponceña, ofrece a Don Quique un contrato que firma enseguida sin ninguna duda, con canciones compuestas por los integrantes del grupo y otras tomadas del repertorio de Arsenio Rodríguez. La Sonora Ponceña graba así el primer disco de larga duración titulado “Hacheros Pa’ Un Palo” y cuyos arreglos son realizados por el joven Papo.

El disco y en particular el tema que le daba el nombre, se convierte en un increíble éxito en las radios de Nueva York. Lo mismo sucede con la segunda grabación “Fuego en el 23” de 1969 donde entre los músicos se recuerdan además de Don Quique y Papo Lucca, los cantantes Luigi Texidor y Tito Gómez, el bajista Tato Santaella, el timbalero Edgardo Morales, el conguero Félix Torres, el bongosero Francisco Alvarado y los trompetistas Carmelo RiveraJosé RodríguezDelfín Pérez y Ramón Rodríguez.

Papo Lucca logró conciliar esta influencia con la de Lili Martínez Griñán, el pianista y arreglista del Conjunto de Arsenio Rodríguez, alcanzando un estilo muy propio y que poco a poco se convertirá en la base de todo el grupo; aunque este cambio no está todavía presente en las primeras grabaciones con Fania. El primer disco para este sello fue “Navidad Criolla”, álbum que se conecta con gran parte de las tradiciones de los aguinaldos y parrandas puertorriqueñas. Los siguientes tres discos “Prende el Fogón”, “Sonora Ponceña” y “Sabor Sureño”, regresan nuevamente al estilo de Arsenio y Palmieri. Es solo en 1975 con el disco “Tiene Pimienta” que Papo Lucca incorpora diversas sonoridades con un teclado electrónico, hecho que se consolida al año siguiente con el álbum “Conquista Musical”. La razón: el cambio de productor. Para este disco la casa discográfica reemplaza a Larry Harlow con Louie Ramírez quien además se asocia con Papo.

Por consejo de Louie la Ponceña inicia una gira por el Caribe e internacionaliza su música interpretando y grabando temas como “La Pollera Colorá”, del colombiano Wilson Choperena y bombas, merengues, boleros-feeling, guaguancós y sones. A finales de los años setenta la Sonora Ponceña graba un disco con Celia Cruz, “La Ceiba”. Este disco representa el cambio definitivo. En ese período ya habían sido incorporados en la formación los cantantes puertorriqueños Miguel Ortíz y Yolanda Rivera que son elegidos precisamente debido a las características tan diferentes que tenían, cosa que al contrario de lo que muchos pensaban, en lugar de crear descompensaciones obtiene el efecto contrario.

En 1980 Papo graba uno de los discos más conocidos de la Sonora, “New Heights“, grabación que propone un nuevo concepto, la ilustración de la portada. Esta ilustración y las sucesivas los acercan aún más al público y los aproximan a un nuevo grupo de fans, a los aficionados a su música se agregan los coleccionistas de portadas. Además, con este disco, comienzan a titular las grabaciones en inglés, cosa que refuerza el carácter internacional de la orquesta y que muestra aún más una producción a nivel visual.

A mediados de los años 80 la Sonora Ponceña ya era conocida como la orquesta más importante de salsa en Puerto Rico y los Lucca eran dueños y señores de la sonoridad, al punto que cuando contratan a un nuevo y desconocido sonero, el desaparecido Toñito Ledée, en menos de dos se convierte en un ídolo popular.

Paralelamente la Ponceña presenta dos nuevas novedades. La primera, la tenaz grabación de canciones de música moderna cubana, especialmente las de Adalberto Álvarez y de Pablo Milanés. El primero de hecho siendo director de “Son 14”, entrega a Papo dos inesperados éxitos: “Soledad” y “Cuestiones”; y el segundo, cada vez más alejado de la “nueva trova” que le habría traído fama y fortuna, le concede “Canción”, tema basado en un poema de Nicolás Guillén, y “Sigo Pensando en Ti”. La segunda novedad fue su incursión en el Latin Jazz, cosa que los obligó a modificar la sección de vientos y su sonido basado también en los arreglos que cada vez tenían mayores elementos de Jazz, haciéndolos cada vez más brillantes.

Con una discografía de más de 30 discos, uno de los que refleja mayormente la historia y el monumental aporte que Papo y La Sonora Ponceña han dado a la música popular caribeña, es el grabado en vivo el 19 de febrero del 2000 en el Anfiteatro Tito Puente de Puerto Rico, para celebrar en forma oficial su 45° aniversario. Una impecable grabación donde están presentes muchas de las figuras que participaron en la orquesta y un repertorio que incluye, entre otros, los clásicos “Boranda”, “Timbalero”, “Fuego en el 23”, y “Ahora Sí”. Algunas en versión extendida justificadas solo porque muestran el virtuosismo del propio director.

En los años sucesivos, aunque no volvieron a grabar hasta el 2004, La Sonora Ponceña continuó tocando tanto en Puerto Rico como en el extranjero. Realizaron innumerables presentaciones en la Isla del Encanto (Puerto Rico), así como en Nueva York, Florida, Washington, Connecticut, Philadelphia, Chicago, Nueva Jersey, Venezuela, Panamá, Perú, Colombia, Ecuador, Francia, Inglaterra, Suiza e Italia.

El año 2004 resultó ser muy importante para Don QuiquePapo Lucca y La Sonora Ponceña. Por un lado celebraron a todo campo los 50 años en la música, mientras lanzaban al mercado una nueva propuesta musical: “Back to the Road” bajo el sello Pianissimo, de propiedad del Maestro Papo Lucca.

“Back to the Road” es un clásico disco de la Sonora Ponceña, donde se muestra lo que ha hecho de esta Orquesta una verdadera institución, demostrando que nunca han dormido sobre los laureles y sobre los éxitos pasados y enviando un claro mensaje del hecho de que Papo Lucca continúa siendo un músico visionario como pocos. Este trabajo discográfico demuestra la calidad de la Ponceña, siempre en la línea actual pero manteniendo la tradición y el sonido incomparable. Incluye, entre otros temas, “Caprichosa”, “El Alacrán”, “Con Tres Tambores Batá”.

Durante el “Jubileo de Oro” que se celebró el 21 de febrero del 2004 en el Coliseo Rubén Rodríguez frente a 12 mil personas, La Sonora Ponceña reafirmó su posición como uno de los grupos más famosos de Puerto Rico. Fue una fiesta como tantas otras que se forman cuando la Ponceña está en el escenario. La orquesta que dirigían Don Quique y Papo Lucca propuso solo sus especialidades, la mejor salsa del mercado y un álbum musical lleno de nostalgia que incluyó algunas páginas gloriosas del repertorio bailable afroantillano.

La Cámara de Representantes y la Legislatura de Puerto Rico, así como las instituciones y los grupos relacionados con la cultura y el arte puertorriqueño, han reconocido el gran mérito a Don Quique y a Papo Lucca, por el aporte que estos dos artistas han dado a la música popular en Puerto Rico y en el mundo entero durante los pasados 50 años.

El 16 de marzo del 2004 le dedicaron el 23° “Día Nacional de la Salsa”, que es el más importante reconocimiento salsero en Puerto Rico, celebrado en la ciudad de Carolina.

En la ciudad de Ponce, su ciudad de origen, recibieron el reconocimiento del Alcalde, Hon. Rafael “Churumba” Cordero (QEPD), que nombró una de las calles de la ciudad “Enrique Lucca Carballo”, en honor a Don Quique Lucca.

Durante una votación unánime, la junta de Directores del “Día Nacional de la Parada Puertorriqueña” en Nueva York, designó a la Sonora Ponceña, en su 50° aniversario, como la orquesta invitada de honor a la nueva marcha anual celebrada el 13 de junio del 2004.

Antes de que terminara el 2004, el 4 de septiembre tuvieron el gran honor de inaugurar, junto al “Apollo Sound” de Roberto Roena y a Richie Ray y Bobby Cruz, uno de los escenarios más importantes de Puerto Rico y del Caribe, el Coliseo José Miguel Agrelot.

La Sonora Ponceña está actualmente formada por: Don Quique Lucca, Fundador y Director; Papo Lucca, Pianista, Arreglista y Director Musical; Edwin RosasDaniel DávilaHéctor L. Pérez y Fernando L. Colón, Cantantes; Delfín PérezEfrén CamachoMario Marcucci y Alfredo del Valle, Trompetistas; Alexander Rosas al Bajo; Wilfredo López a las Congas; Domingo Gutierrez al Bongó y Jessie Colón y Manolito Rodríguez al Timbal.

Tomado de:
www.sonorapocenapr.com

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