A cura della Redazione LaSalsaVive

Pedro “Pete” Bonet Harris (noto anche come Pedro Bonet y Harris) è stato un leggendario cantante, percussionista, compositore e scrittore di musica latina. Nato il 19 ottobre 1938 nel poverissimo e pericoloso quartiere di El Fanguito a Santurce, Puerto Rico, è deceduto il 30 marzo 2022 all’età di 83 anni a causa di un arresto cardiaco nella sua casa in New Jersey.

Le origini e i primi anni di vita

Cresciuto in condizioni di estrema povertà a El Fanguito, Pete fu abbandonato dal padre all’età di sei anni insieme alla madre Olga e ai suoi cinque fratelli. La sua infanzia fu segnata da grandi privazioni, tanto che calzò il suo primo paio di scarpe solo a otto anni grazie a una donazione della sindaca Felisa Rincón. Da bambino lavorò vendendo frutta e come lustrascarpe per aiutare la famiglia.

A 15 anni si trasferì a New York City. Lì dimostrò una grande determinazione: si diplomò con lode in contabilità e diritto commerciale alla Central Commercial High School, entrò nella U.S. Air Force lavorando nell’amministrazione e nella traduzione di libri, e svolse numerosi lavori tra cui contabile, barista, cuoco e agente assicurativo.

La carriera musicale e i grandi successi

Pete Bonet entrò nel mondo della musica quasi per caso. Nel corso della sua straordinaria carriera cantò con le più grandi leggende della salsa e del mambo:

  • Alfredito Valdés: con cui iniziò la sua avventura canora.
  • Ray Barretto: fu uno dei cantanti originali della sua orchestra, con la quale incise ben sette album.
  • Mongo Santamaría: con cui si esibì nel periodo di massimo successo del celebre brano “El Watusi”. Durante questo periodo ebbe anche modo di insegnare alla cantante La Lupe a cantare in inglese nel brano “Besito pa’ ti”.
  • Louie Ramírez: con cui formò una propria big band e incise gli album The Odds Are with Pete Bonet (1968) e Pete & Louie (noto anche come The Beautiful People, 1970).
  • Tito Rodríguez: lavorò a stretto contatto con lui come corista e cantante. Particolarmente emozionante fu la sera del 2 febbraio 1973 in cui Rodríguez si esibì gravemente malato al Madison Square Garden prima di morire di leucemia. Poche settimane dopo, in un concerto a Queens, Bonet dovette sostituirlo cantando i suoi brani più famosi davanti a un pubblico commosso che scelse di non chiedere il rimborso del biglietto.
  • Tito Puente: con cui cantò ed effettuò diverse tournée, sebbene un disaccordo legato alla registrazione del disco La Leyenda lo portò a un temporaneo allontanamento in California.
  • Joe Cuba Sextet: di cui fece parte dopo la scomparsa di Rodríguez.
Pete Bonet with Joe Cuba – Photo by Martin Cohen

Negli anni ’90, la sua passione per la musica lo portò a fondare la Orquesta Millenium, una big band creata per suonare e mantenere vivo il repertorio di Tito Puente e Tito Rodríguez.

Altre attività e gli ultimi anni

Oltre alla musica, Bonet lavorò come manager per il Playboy Club e per un casinò in California negli anni ’70. Fu anche supervisore della scenografia a Telemundo e collaboratore speciale del sindaco di San Juan, Héctor Luis Acevedo, gestendo le relazioni pubbliche e le attività sul territorio (dopo aver inciso gratuitamente un jingle elettorale scritto da Tite Curet Alonso). Si ritirò infine come direttore ed educatore presso il Center for Conductor Services a Fajardo, Puerto Rico, per poi trasferirsi in New Jersey nel 2017 insieme alla moglie Margarita Figueroa (con cui è stato sposato per oltre 54 anni e da cui ha avuto 4 figli, 13 nipoti e diversi pronipoti).


La storia del libro “The Corso”

Il libro di Pete Bonet, intitolato originariamente in spagnolo “El Corso, Mi verdadera historia de la Salsa” (o “Mi verdadera historia en la salsa”) e pubblicato nel 2017, è stato tradotto in inglese dall’autore stesso nel 2021 con il titolo “The Corso: The Real Nuyorican Salsa Story”.

Questo volume di circa cento pagine, arricchito da foto storiche, rappresenta una testimonianza in prima persona delle origini del movimento della salsa a New York negli anni ’60 e ’70.

I punti chiave della storia narrata nel libro includono:

  1. La nascita di un club iconico: Il titolo fa riferimento al celebre club “El Corso” di New York, fondato e amministrato da Pete Bonet. Il locale divenne il punto di ritrovo più popolare della Grande Mela per la musica latina dopo la chiusura del leggendario Palladium Ballroom.
  2. La lotta contro la criminalità e i monopoli: Bonet descrive le enormi difficoltà gestionali del locale, rivelando di aver dovuto affrontare la mafia italiana per l’amministrazione del club, e spiega come la nascita di un monopolio commerciale nel mondo della salsa abbia progressivamente danneggiato e distrutto l’industria musicale dell’epoca.
  3. I retroscena dell’industria discografica: L’autore svela i dettagli economici dell’era dorata, evidenziando le paghe ridotte dei musicisti (Ray Barretto pagava 18$, Tito Puente 25$, mentre Tito Rodríguez era il più generoso con 100$ al giorno), e denuncia i boicottaggi commerciali, come i problemi avuti con Johnny Pacheco della prestigiosa etichetta Fania Records, che ostacolò la promozione del suo album con Louie Ramírez.
  4. Aneddoti personali inediti: Il testo trabocca di ricordi vividi e intimi legati alle più grandi stelle del tempo (Tito Puente, Tito Rodríguez, Mongo Santamaría) ed evidenzia lo storico momento di transizione in cui il termine “salsa” iniziò a essere comunemente impiegato per unificare i diversi stili della musica cubana.

Questo libro è un’opera storica fondamentale per comprendere non solo la vita di un uomo che si è riscattato dalla povertà assoluta, ma anche la nascita di un movimento culturale globale che ha fatto ballare generazioni intere.

Ecco una panoramica dettagliata della discografia e dei riferimenti discografici di Pete Bonet, che arricchiscono sia la sua biografia artistica sia i retroscena narrati nel suo libro “The Corso”:

La Discografia di Pete Bonet

Sebbene l’artista stesso abbia dichiarato nel suo libro di non aver registrato moltissimo rispetto alla vastità della sua carriera live (“No grabé mucho“), la sua firma compare su alcune delle incisioni più importanti dell’epoca d’oro della musica latina:

1. I dischi da solista e in co-leadership

A cavallo tra gli anni ’60 e ’70, Pete Bonet guidò la propria orchestra e strinse un sodalizio fondamentale con il leggendario compositore e arrangiatore Louie Ramírez:

  • “The Odds Are On Pete Bonet” (1968, Swinger Records): Il suo primo album di debutto, registrato in concomitanza con la nascita della sua orchestra di dodici elementi.
  • “Pete & Louie” (noto anche come “The Beautiful People”, pubblicato a metà del 1970): Fu il secondo album inciso in società con Louie Ramírez. Questo disco ha una storia complessa alle spalle: fu pubblicato dalla prestigiosa etichetta Fania Records, ma la sua promozione subì un forte boicottaggio a causa di contrasti personali con Johnny Pacheco. Per questo motivo, la Fania distribuì l’album senza includere nei crediti i nomi di Pacheco e del co-fondatore Jerry Masucci.

2. Le storiche collaborazioni e i dischi d’oro

  • Con l’orchestra di Ray Barretto: Pete Bonet incise ben sette album con il celebre percussionista. Tra questi spicca il famosissimo album di successo “Acid” (1968). Inoltre, Bonet fu la voce principale nel tour mondiale legato al lancio di “El Watusi” (canzone originariamente incisa da Wito Kortrich, che però lasciò la band prima dell’uscita del disco, portando Bonet a cantarla e promuoverla in tutto il mondo).
  • Con Mongo Santamaría: Partecipò alle registrazioni del periodo d’oro del percussionista cubano. Spicca la sua partecipazione nel brano “Besito pa’ ti”, una sessione storica in cui Bonet aiutò personalmente la celebre cantante La Lupe a cantare i versi in lingua inglese.

3. Singoli e progetti mancati

  • Il singolo “Mano De Piedra / Los Angeles”: Un’incisione pubblicata in formato 7″ (45 giri) dall’etichetta Discos Lyra.
  • La controversia sull’album “La Leyenda” con Tito Puente (Anni ’70): Questo album rappresenta un celebre retroscena narrato da Bonet. Originariamente, i cantanti principali del disco dovevano essere lo stesso Pete Bonet e Junior Toledo. Tuttavia, una decisione dell’amministratore dell’orchestra Jimmy Frisaura e di Jerry Masucci (che imposero invece l’uso del cantante Santitos Colón per la versione finale registrata a New York) fece infuriare Bonet, il quale scelse per protesta di ritirarsi temporaneamente e rimanere in California, rinunciando alla registrazione.

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Biografía de Pete Bonet

A cargo de la Redacción de LaSalsaVive

Pedro “Pete” Bonet Harris (también conocido como Pedro Bonet y Harris) fue un legendario cantante, percusionista, compositor y escritor de música latina. Nació el 19 de octubre de 1938 en el muy pobre y peligroso barrio de El Fanguito, en Santurce, Puerto Rico, y falleció el 30 de marzo de 2022, a los 83 años, a causa de un paro cardíaco en su casa de Nueva Jersey.

Los orígenes y los primeros años de vida

Criado en condiciones de extrema pobreza en El Fanguito, Pete fue abandonado por su padre a los seis años, junto con su madre Olga y sus cinco hermanos. Su infancia estuvo marcada por grandes privaciones: solo pudo usar su primer par de zapatos a los ocho años, gracias a una donación de la alcaldesa Felisa Rincón. De niño trabajó vendiendo frutas y como limpiabotas para ayudar a su familia.

A los 15 años se trasladó a Nueva York. Allí demostró una gran determinación: se graduó con honores en contabilidad y derecho comercial en la Central Commercial High School, ingresó en la Fuerza Aérea de Estados Unidos, donde trabajó en administración y en la traducción de libros, y desempeñó numerosos oficios, entre ellos contador, camarero, cocinero y agente de seguros.

La carrera musical y los grandes éxitos

Pete Bonet entró en el mundo de la música casi por casualidad. A lo largo de su extraordinaria carrera cantó con las más grandes leyendas de la salsa y el mambo:

  • Alfredito Valdés: con quien inició su aventura como cantante.
  • Ray Barretto: fue uno de los cantantes originales de su orquesta, con la que grabó nada menos que siete álbumes.
  • Mongo Santamaría: con quien actuó durante el período de máximo éxito del célebre tema “El Watusi”. Durante ese período también tuvo la oportunidad de enseñar a la cantante La Lupe a cantar en inglés en el tema “Besito pa’ ti”.
  • Louie Ramírez: con quien formó su propia big band y grabó los álbumes The Odds Are with Pete Bonet (1968) y Pete & Louie (también conocido como The Beautiful People, 1970).
  • Tito Rodríguez: trabajó estrechamente con él como corista y cantante. Fue especialmente emocionante la noche del 2 de febrero de 1973, cuando Rodríguez, gravemente enfermo, actuó en el Madison Square Garden antes de morir de leucemia. Pocas semanas después, durante un concierto en Queens, Bonet tuvo que sustituirlo interpretando sus canciones más famosas ante un público conmovido que decidió no pedir la devolución de las entradas.
  • Tito Puente: con quien cantó y realizó varias giras, aunque un desacuerdo relacionado con la grabación del disco La Leyenda lo llevó a alejarse temporalmente en California.
  • Joe Cuba Sextet: del que formó parte después de la desaparición de Rodríguez.
Pete Bonet with Joe Cuba – Photo by Martin Cohen

En los años noventa, su pasión por la música lo llevó a fundar la Orquesta Millenium, una big band creada para interpretar y mantener vivo el repertorio de Tito Puente y Tito Rodríguez.

Otras actividades y los últimos años

Además de la música, Bonet trabajó como gerente para el Playboy Club y para un casino en California durante los años setenta. También fue supervisor de escenografía en Telemundo y colaborador especial del alcalde de San Juan, Héctor Luis Acevedo, gestionando las relaciones públicas y las actividades territoriales, después de haber grabado gratuitamente un jingle electoral escrito por Tite Curet Alonso.

Finalmente se retiró como director y educador en el Center for Conductor Services de Fajardo, Puerto Rico, antes de trasladarse a Nueva Jersey en 2017 junto con su esposa Margarita Figueroa, con quien estuvo casado durante más de 54 años y tuvo 4 hijos, 13 nietos y varios bisnietos.


La historia del libro “The Corso”

El libro de Pete Bonet, titulado originalmente en español “El Corso, Mi verdadera historia de la Salsa” —o “Mi verdadera historia en la salsa”— y publicado en 2017, fue traducido al inglés por el propio autor en 2021 con el título “The Corso: The Real Nuyorican Salsa Story”.

Este volumen de unas cien páginas, enriquecido con fotografías históricas, representa un testimonio en primera persona sobre los orígenes del movimiento salsero en Nueva York durante las décadas de 1960 y 1970.

Los puntos clave de la historia narrada en el libro incluyen:

  1. El nacimiento de un club icónico: el título hace referencia al célebre club neoyorquino “El Corso”, fundado y administrado por Pete Bonet. El local se convirtió en el punto de encuentro más popular de la Gran Manzana para la música latina tras el cierre del legendario Palladium Ballroom.
  2. La lucha contra la criminalidad y los monopolios: Bonet describe las enormes dificultades de gestión del local, revelando que tuvo que enfrentarse a la mafia italiana para administrar el club, y explica cómo el surgimiento de un monopolio comercial en el mundo de la salsa dañó y destruyó progresivamente la industria musical de la época.
  3. Los entresijos de la industria discográfica: el autor revela los detalles económicos de la época dorada, destacando los bajos salarios de los músicos —Ray Barretto pagaba 18 dólares, Tito Puente 25 dólares, mientras que Tito Rodríguez era el más generoso, con 100 dólares al día— y denuncia los boicots comerciales, como los problemas que tuvo con Johnny Pacheco, de la prestigiosa discográfica Fania Records, quien obstaculizó la promoción de su álbum con Louie Ramírez.
  4. Anécdotas personales inéditas: el texto rebosa recuerdos vívidos e íntimos relacionados con las mayores estrellas de la época, como Tito Puente, Tito Rodríguez y Mongo Santamaría, y pone de relieve el histórico momento de transición en el que el término “salsa” comenzó a utilizarse comúnmente para unificar los distintos estilos de la música cubana.

Este libro es una obra histórica fundamental para comprender no solo la vida de un hombre que logró superar la pobreza absoluta, sino también el nacimiento de un movimiento cultural global que ha hecho bailar a generaciones enteras.

A continuación se presenta una visión detallada de la discografía y las referencias discográficas de Pete Bonet, que enriquecen tanto su biografía artística como los entresijos narrados en su libro “The Corso”.

La discografía de Pete Bonet

Aunque el propio artista declaró en su libro que no grabó mucho en comparación con la amplitud de su carrera en directo —“No grabé mucho”—, su firma aparece en algunas de las grabaciones más importantes de la época dorada de la música latina.

1. Los discos como solista y en co-liderazgo

Entre finales de los años sesenta y comienzos de los setenta, Pete Bonet dirigió su propia orquesta y estableció una colaboración fundamental con el legendario compositor y arreglista Louie Ramírez:

  • “The Odds Are On Pete Bonet” (1968, Swinger Records): su primer álbum de debut, grabado coincidiendo con la creación de su orquesta de doce integrantes.
  • “Pete & Louie” —también conocido como “The Beautiful People”, publicado a mediados de 1970—: fue el segundo álbum grabado en colaboración con Louie Ramírez. Este disco tiene una historia compleja: fue publicado por la prestigiosa discográfica Fania Records, pero su promoción sufrió un fuerte boicot debido a conflictos personales con Johnny Pacheco. Por ese motivo, Fania distribuyó el álbum sin incluir en los créditos los nombres de Pacheco ni del cofundador Jerry Masucci.

2. Las colaboraciones históricas y los discos de oro

  • Con la orquesta de Ray Barretto: Pete Bonet grabó nada menos que siete álbumes con el célebre percusionista. Entre ellos destaca el exitosísimo álbum “Acid” (1968). Además, Bonet fue la voz principal de la gira mundial relacionada con el lanzamiento de “El Watusi”, canción grabada originalmente por Wito Kortrich, quien abandonó la banda antes de la publicación del disco; ello llevó a Bonet a cantarla y promocionarla por todo el mundo.
  • Con Mongo Santamaría: participó en las grabaciones del período dorado del percusionista cubano. Destaca su participación en el tema “Besito pa’ ti”, una sesión histórica en la que Bonet ayudó personalmente a la célebre cantante La Lupe a cantar los versos en inglés.

3. Sencillos y proyectos frustrados

  • El sencillo “Mano De Piedra / Los Angeles”: una grabación publicada en formato de 7 pulgadas —45 rpm— por el sello Discos Lyra.
  • La controversia sobre el álbum “La Leyenda” con Tito Puente, en los años setenta: este álbum representa uno de los célebres episodios narrados por Bonet. Originalmente, los cantantes principales del disco debían ser el propio Pete Bonet y Junior Toledo. Sin embargo, una decisión del administrador de la orquesta, Jimmy Frisaura, y de Jerry Masucci —quienes impusieron en cambio al cantante Santitos Colón para la versión final grabada en Nueva York— enfureció a Bonet, que decidió retirarse temporalmente como protesta y permanecer en California, renunciando a la grabación.

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