Intervista a Willie Rosario

Intervista a

Willie Rosario

Intervista di Tommy Salsero realizzata nel mese di Luglio del 2005

 

Willie Rosario


 

Willie Rosario – Busca el Ritmo

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Quali sono i musicisti che ti hanno influenzato maggiormente nella tua carriera?

Sicuramente mi ha influenzato molto la maniera di suonare di Tito Puente anche se lo stile che mi piaceva maggiormente era quello di Ubaldo Nieto che era il timbalero dell’orchestra di Machito.

Nella tua carriera hai suonato con Tito Rodriguez, puoi dirci come nacque questa collaborazione?

Tito Rodriguez fu uno dei primi ad aiutarmi nella mia carriera, perchè eravamo vicini di casa a New York e la prima musica che io suonai per il mio gruppo me la regalò Tito Rodriguez, che era una persona con la quale c’era una grande amicizia e che ammiravo molto.

La tua orchestra si caratterizza per il suono del sax che è molto particolare. Ci puoi dire com’è nato questo modo di suonare e se qualcuno in particolare ti ha influenzato?

In quel periodo a New York c’erano molte persone che cercavano un nuovo modo di suonare ed io pensai che poteva essere il suono di un flauto o di un clarinetto ma alla fine mi ispirò il sax baritono, perchè una volta mentre ero al Blue Note che era un sito di jazz a New York, vidi Gerry Mulligan che suonava il sax baritono e mi entusiasmai per quello strumento al punto che pensai che quello strumento avrebbe potuto essere quel qualcosa di nuovo in grado di caratterizzare il suono della mia orchestra.

Il sax baritono nella tua orchestra serve anche per rinforzare il suono del piano e del basso?

Sì, infatti il sax baritono rende più forte e importante il suono ed è la cosa che ha caratterizzato l’essenza ed il suono della mia musica. Inoltre nella sezione del mambo della canzone, il sax baritono gli dava più vita, più swing.

Parlando di armonia e composizione ho notato che la tua musica ed i cori si contraddistinguono per l’armonia che è più ampia, con 4 battute del soneo e 4 del coro ed in questo modo gli strumenti come il piano hanno più possibilità di giocare con l’armonia. Com’è nata questa idea?

Quasi tutte le mie canzoni hanno 4 battute nei cori, ma ci sono anche canzoni che ne hanno 8. Questo perchè i musicisti, come il pianista, hanno più tempo per pensare a cosa devono fare e di prepararsi perchè il riff che chiamano el guajeo (ndr.ostinato armonico ritmico del piano) è lo stesso armonicamento del coro e del soneo. Questo tempo ti fa pensare di più a rompere gli accordi (ndr.sostituzioni di cadenze armoniche) e a fare altre cose interessanti.

Anche altri musicisti che hanno lavorato con te come Jose Lugo e Luis Quevedo hanno queste caratteristiche, vero?

Sì. Nella mia carriera ho lavorato con tanti pianisti bravi come Paquito Pastor, che lavorò anche con Tito Puente, Luis Cruz che poi suonò con Ray Barretto, Alfredo Rodriguez che vive a Parigi (ndr.all’epoca dell’intervista era ancora vivo, è scomparso a Parigi nel 2005), Luis Quevedo, Luisito Marin, Pedro Bermudez, Jose Lugo. Sono passati tanti musicisti nel corso degli anni che hanno suonato con me.

Parlando della salsa dei giorni nostri, quali sono le differenze fra il suono e lo stile della salsa degli anni settanta e quella dei primi anni ottanta, la cosiddetta salsa romantica o come dicevi tu, salsa monga?

Quello che succede con questa salsa romantica, o monga, o suave (delicata) è che si tratta di baladas suonate in tempo di salsa che nacquero per volontà delle case discografiche, le quali stavano cercando cantanti giovani per interpretare questa musica.
Questa infatti è una musica che mette in evidenza solo il cantante, non come era la nostra musica degli anni settanta, dove ogni orchestra aveva il suo sound.
Nella salsa monga (ndr.romantica) tutti gli arrangiamenti sono uguali, il sound è sempre lo stesso, il fraseggio anche e tutto questo è stato inventato dalle case discografiche per una questione di puro commercio.
Però la vera salsa è la salsa gorda, la salsa classica, ovvero, negli anni cinquanta era l’epoca del mambo e delle orchestre di New York dove noi abbiamo iniziato. C’erano Tito Puente, Tito Rodriguez, Machito, Marcelino Guerra, Arsenio Rodriguez, Johnny Seguí.
Le orchestre degli anni settanta continuarono la strada intrapresa da quei grandi musicisti, fra queste vorrei citare La Sonora Ponceña, El Gran Combo, Roberto Roena, Bobby Valentin, la nostra orchestra, Ray Barretto, Eddie Palmieri, tutti noi abbiamo continuato con le tradizioni di questi grandi musicisti degli anni cinquanta, ovvero Machito, Puente, Rodriguez.

Quello che succede adesso è che noi non abbiamo nessun erede in questo stile. Quasi tutti i gruppi nuovi suonano salsa monga, c’è un gruppo qui che si chiama “N’Klave” che ha iniziato a inserire arrangiamenti interessanti.
Noi abbiamo iniziato a suonare per i ballerini e non per dare spettacolo, al contrario della salsa monga, che è già passata di moda.
Ti posso fare l’esempio di alcuni cantanti di salsa monga che hanno già smesso di suonarla: Luis Enriquez, , David Pabon, Max Torres, Rey Ruiz, tutti questi sono già fuori dal nostro ambiente, perchè la salsa romantica era molto lenta e la salsa invece deve tenere la gente sveglia, eccitata!

La salsa monga non eccita nessuno!
E’ solo la presentazione di un cantante fatta dalla casa discografica con una grande promozione pubblicitaria.
Però l’unica salsa che c’è, che è stata inventata dai musicisti è la salsa gorda, la salsa dura, con canzoni suonate per la gente, per il popolo.
La salsa romantica è già finita.

Ci sono stati alcuni musicisti come Benny Moré

Rafael Cortijo

, che non avevano una conoscenza musicale accademica, le cui orchestre però rivoluzionarono il modo di suonare.

Vorremmo sapere qual è il tuo modo di arrangiare la musica ed il tuo rapporto con gli arrangiatori.

Quello che successe con musicisti come Benny Moré e Rafael Cortijo è che non studiarono la musica e soprattutto composizione e armonia e non potevano esprimersi scrivendo la musica.
Avevano bisogno di qualcuno che lo facesse per loro.
E allora io davo loro le mie idee, i miei spunti, perchè l’arrangiatore è un creativo, deve esserlo.
Tu puoi sapere più musica di chiunque al mondo ma se non hai fantasia non ti serve a niente.
Bobby Valentin arrangia la mia musica per il mio suono, per il mio stile, ma al tempo stesso arrangia anche il suono della sua orchestra e di altre.
Io ho sempre cercato arrangiatori riconosciuti e stimati, come Bobby Valentin, Louie Ramirez (che riposi in pace)

José Febles, Jose Lugo, Jose Madera, Jorge Millet, Humberto Ramirez, Julito Alvarado, Luis Cruz, Ray Santos, insomma si tratta di arrangiatori riconosciuti, capaci di arrangiare e che sanno interpretare il mio pensiero. Io non devo dirgli nulla perchè loro sanno già quel che voglio.

A volte ci sono stati degli arrangiamenti dove io davo alcune idee, però non sapendo scrivere musica dovevano scriverla loro.
Il primo LP che ho fatto che fu arrangiato quasi completamente da Bobby Valentin, tutte le idee le diedi io, perchè Bobby Valentin era ancora molto giovane e ancora non aveva esperienza.

Insomma le orchestre devono avere sempre buoni arrangiatori perchè è molto importante avere arrangiamenti forti e interessanti così da rendere possibile la distinzione di tutti i musicisti dell’orchestra.

L’ultima domanda: quali sono i tuoi progetti attuali e futuri?

Mi sto preparando per fare un nuovo cd, continuerò a suonare dal vivo e a fare viaggi all’estero. Ho un’offerta per l’anno prossimo (2006) se Dio lo vuole per andare in Europa, in particolare in Spagna. Ad Agosto (ndr.2005) andremo in Colombia, quindi al Congresso della Salsa in California, abbiamo un altro viaggio in Venezuela, e poi chissà, ci sono tante cose future che nessuno può prevedere. Solo Dio conosce il futuro.

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