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Roberto Roena

Roberto Roena registra il nuovo disco a New York

Roberto Roena si trova a New York per registrare il nuovo disco insieme al produttore e Dj Louie Vega.
Come accaduto in tante produzioni del passato dove aveva sperimentato nuove sonorità, il popolare musicista portoricano si cimenterà in nuovi esperimenti musicali mischiando la salsa con la musica elettronica, la house music, il calipso e musiche africane e brasiliane.

Roberto Roena con Max e Tommy de LaSalsaVive durante il concerto del festival Latino Americando
Roberto Roena con Max e Tommy de LaSalsaVive durante il concerto del festival Latino Americando

La voglia di cambiare e di raggiungere le nuove generazioni è stata la spinta principale che ha portato Roberto Roena a progettare questo nuovo disco, anche considerando che i nuovi musicisti dell’Apollo Sound (la storica orchestra che accompagna Roena da tantissimi anni) sono molto giovani.

Ad agosto Roberto Roena si unirà con la Fania All Stars per un concerto al Colosseo José Miguel Agrelot e successivamente partirà per una data a Barcellona in Spagna.

Ndr: la nostra redazione si augura che la nuova produzione possa ripercorrere i grandi successi del passato come “Que se sepa”.

Español

Por Patricia Vargas CASIANO / pvargas@elnuevodia.com

El salsero Roberto Roena se encuentra en Nueva York grabando su nueva producción musical junto al productor y DJ Louie Vega. Se trata de un disco que fusiona la salsa con música electrónica, house, calipso, africana y brasileña, que sale a la venta este año y el músico espera que el mismo dará un aire más actual a su Apollo Sound.

“Son cosas nuevas en salsa. Estoy desesperado por ver lo que sale de este embeleco en que me metí. Deja ver si termino algo para darles una probadita”.

“El señor bongó” señaló que grabar un disco de música electrónica ha sido una decisión que le ha tomado tiempo.

“Pero eso es lo que viene ahora, entonces yo me estoy adelantando a los tiempos. Es algo hecho por Louie para abarcar más público, porque tengo una banda joven ahora y siempre tengo cosas innovadoras”.

El artista adelantó además que la producción tiene temas fuertes de distintos autores.

Duelo en Carolina

“Esto es como un Roberto y su underground con letras fuertes de temas sociales como el maltrato en niños y personas mayores”.

De otro lado, Roena y el Apollo Sound (con casi medio siglo de formación) protagonizarán un duelo de generaciones salseras este viernes en Las noches de música tropical en Carolina, cuando compartan tarima con NG2 (con 10 años de carrera). El evento se celebrará en el distrito cultural histórico de la plaza de recreo de ese municipio, a partir de las 6:00 p.m.

“Estoy bien entusiasmado de compartir con los muchachos de NG2. Voy a presentar la salsa gorda que siempre he tocado y a ver si me da tiempo de estrenar algo nuevo de lo que estoy haciendo para mi próximo disco”.

En agosto, Roberto Roena se unirá a la Fania All Stars en una presentación que harán en el Coliseo José Miguel Agrelot, según adelantó.

“Estoy bien atareado, primero con la Fania en Puerto Rico y luego un viaje a Barcelona, España, para una presentación, tengo muchas cositas que vienen por ahí”.

La actividad en que NG2 estará cantando los temas de su nueva producción, Al borde de la locura, es libre de costo y a los asistentes se les ofrecerá transportación gratuita desde el Coliseo Guillermo Angulo, el Centro de Servicios Municipales de Barrazas y el Centro de Servicios Municipales de Isla Verde hasta la plaza pública.

Roberto Roena

Roberto Roena illeso in un incidente in Colombia

10 settembre 2012

Fortunatamente solo tanta paura per Roberto Roena e la sua orchestra Apollo Sound, durante il viaggio in pullman che li stava portando al Centro de Convenciones Plaza Mayor di Medellín, per suonare al festival Medejazz. Improvvisamente è apparso del fumo che i passeggeri hanno inalato e che ha costretto l’autista a fermare il mezzo, si è trattato di un corto circuito che, per fortuna, non ha creato danni ma solo un grande spavento.

Roberto Roena
Roberto Roena

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Isla del Encanto, il nuovo evento LaSalsaVive al Don Chisciotte sabato 24 marzo 2012!

LaSalsaVive ritorna al Don Chisciotte di Galliera (BO) per un nuovo evento dedicato alla storia della salsa di Portorico: Isla Del Encanto!

Sabato 24 marzo 2012 vi aspettiamo per passare insieme una notte all’insegna di quegli artisti che hanno rappresentato la salsa “boricua”, da Rafael Cortijo e Tite Curet Alonso, passando per Ismael Rivera, Ismael Miranda, Marvin Santiago, fino ad arrivare alle grandi orchestre come La Sonora Ponceña, El Gran Combo, Bobby Valentin, Roberto Roena y su Apollo Sound.
E naturalmente non finirà qui. Ci saranno tanti altri artisti e orchestre minori che hanno comunque contribuito al successo della salsa nel mondo.

DJ RESIDENT: PAOLO EL CHINO
DJ GUEST: EL BARRIO DJ

PROGRAMMA:ORE 22,30: STAGE SULLA STORIA E L’EVOLUZIONE DELLA SALSA A PORTORICO DAGLI ANNI 40 IN AVANTI A CURA DI TOMMY SALSERO

ORE 23,30: PRE SERATA CON DJ.

ORE 24,30: ISLA DE L’ENCANTO TUTTI I RITMI E LE EVOLUZIONI STILISTICHE DELLA SALSA DA PORTORICO A NEW YORK.

HOTEL CONVENZIONATI:

HOTEL GALLIERA
40010 Galliera (BO) – Via Dante Alighieri, 2/C
051 812148
http://www.hotelgalliera.it/

Mappa:
http://www.hotelgalliera.it/carta.html

Camera singola 34 Euro
Camera doppia 50 Euro
Camera tripla 65 Euro

Quando prenotate ricordate di dire convenzione LASALSAVIVE.

Per essere aggiornato sulle ultimissime novità vai all’evento su facebook.

Ed ecco le foto! Clicca qui per vederle

Ismael Rivera
Ismael Rivera

Frankie Martinez insieme a Tommy Salsero durante l'evento LaSalsaVive "El Alma del Tambor"

Intervista a Frankie Martinez

 

Intervista di Tommy Salsero e di alcuni giornalisti realizzata durante il Simposio salsa di Madrid il 23 Marzo 2008

Intervista a Frankie Martinez

a cura della redazione de LaSalsaVive

Frankie Martinez insieme a Tommy Salsero durante l'evento LaSalsaVive "El Alma del Tambor"
Frankie Martinez insieme a Tommy Salsero durante l’evento LaSalsaVive “El Alma del Tambor”

Mio padre era molto coinvolto con la musica.
I miei genitori divorziarono quando avevo cinque anni, nel 1980.
Quindi lui era separato e mi veniva a prendere insieme a mia sorella nel weekend e ci faceva ascoltare musica latina, di diversi tipi.
Ci raccontava sempre delle varie orchestre, dei musicisti, dei vari concerti degli anni settanta che aveva visto e fu così che incominciai ad imparare e a collezionare musica. Noi all’epoca ballavamo ma era una cosa fatta in famiglia, niente di formale.
A 19 anni entrai all’accademia militare degli Stati Uniti ed ebbi modo di incontrare di nuovo mio padre che si era trasferito in Florida.
In quel periodo iniziai a frequentare i primi club nonostante non avessi ancora l’età per entrare ma, dimostrando più anni di quelli che avevo, non mi controllavono la carta d’identità e mi facevano passare.
Fu così che vidi i primi ballerini che provenivano dalle scuole di ballo.
Fino a quel momento non credevo che il ballo potesse essere così formale, anche perchè io avevo sempre ballato in famiglia come modo per rilassarmi.
Così a 19 anni iniziai a prendere le prime lezioni di ballo.
Ma la musica l’ho sempre sentita vicino a me.

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Guaguanco o Salsa? Storia del Son-Guaguanco!

Ultimamente con il ritorno sulle scene della salsa classica molti si sono accorti di un genere chiamato semplicemente “Guaguanco” che ritorna spesso nei testi di moltissimi pezzi, soprattutto degli anni ’60.
Per spiegare la sua storia e vedere come negli anni questo genere si sia evoluto in molteplici direzioni, in paesi come Puerto Rico o in città come New York,  faremo un passo indietro nei primi anni ’40 a Cuba.
Esistono due Guaguanco nella isla grande, il primo appartenente al complesso generico della Rumba e il secondo appartenente al complesso generico del Son. Quest’ultimo nasce nei primi anni ’40 ad opera del più importante rinnovatore della musica cubana: Arsenio Rodriguez.
Arsenio introdusse proprio in quel periodo (1940) le congas all’interno della formazione classica di Son: il Conjunto.

Arsenio Rodriguez

Tra i ritmi che videro la luce inizialmente ci furono il Son Montuno, l’Afro Son e il Son Guaguanco.
La Rumba Guaguanco, con la classica clave 3/2 con il terzo colpo spostato sul levare del quattro non fu diffusa e popolare fino alla fine degli anni ’50, al contrario il Guaguanco piu’ popolare fu proprio quello di Arsenio Rodriguez.

Ma vediamo le differenze tra i due.

Il Son Guaguanco è basicamente un Son, con la classica clave 3/2 o 2/3, che utilizza i bongos negli anni ’30 e successivamente, a partire dagli anni ’40, le congas (in comune con la Rumba Guaguanco); si caratterizza per l’introduzione chiamata “Diana” che è tipica della Rumba e la possiamo riconoscere per il canto melodico derivato dalla musica Andalusa, con il tipico intro “la le lo lay, le lo lay”!
Si tratta questo di un riferimento ovviamente cantato all’inizio del pezzo, ma poi il brano scorre come un normale Son, si utilizzano il Tres, i Bongos, Maracas e Guiro e gli strumenti a fiato, di solito 4 trombe.
Il piano accompagna l’inizio del canto “Diana” con un arpeggio caratteristico a ottave parallele e che tutti hanno sentito almeno una volta nei brani di Salsa.
Il tempo di esecuzione è quello tradizionale del Son, mentre le congas richiamano a volte alcune forme utilizzate nella Rumba, soprattutto nella prima parte.
Si tratta come vedete di un omaggio al folklore “nero” di Cuba che Arsenio ha voluto mettere nel “bianco” Son.
Il Son Guaguanco ottenne un buon successo in breve tempo, anche se non al livello del Son Montuno, che invece invase tutto il Caribe e gli Stati Uniti.
Arsenio, cieco per un incidente quando era ancora bambino, decise alla fine degli anni ’40 di trasferirsi a New York, dove sperava di curare la sua malattia.
Arrivato negli Stati Uniti intorno al 1950, scoprì suo malgrado che nessuno avrebbe potuto ridargli la vista, ma sicuramente il suo arrivo portò tutta la sua genialità nel comporre musica e creare nuovi ritmi.
La sua Hay fuego en el 23 divenne in breve tempo un grandissimo successo, ancora oggi uno degli standard universali della Salsa!

Il successo pero’ non gli fu decretato subito, Arsenio arriva in pieno boom di Latin Jazz, Mambo e Cha Cha Cha, suonate da enormi Big Band come quelle di Beny Morè, Machito, Tito Puente e Tito Rodriguez.
Il suono del suo Conjunto tradizionale era fuori tempo per quel periodo…oppure, (e il tempo gli darà ragione) troppo avanti!
Il Son Guaguanco a Cuba rimase ancora attuale per qualche anno, grazie al conjunto Chapottin, grande trombettista che eredita tutta la band di Arsenio, che era partito da solo per la sua avventura americana,(suonava infatti a New York con un gruppo portoricano), ma la sua storia a Cuba finisce alla fine degli anni ’50, quando la “Revolucion” fa sparire ogni riferimento alle Big Band americane e le forme folkloriche tradizionali cubane come la Rumba, rifanno la loro comparsa imponendo l’autentico Guaguanco folklorico.
Come spesso accade, alcune forme artistiche nate in un posto si trasformano continuando a vivere di nuova linfa altrove.
E’ il caso del Danzon in Messico o del Bolero in America Latina o del Mambo a New York! Proprio qui nella Grande Mela, passato il boom del Mambo, del Cha Cha Cha e dopo la fugace apparizione della Pachanga che ebbe i suoi momenti di gloria dal 1960 al 1963, il Son Guaguanco divenne un punto di riferimento per tutti quelli che non vollero piegarsi al successo del Latin Soul, nelle sue varie forme di Boogaloo e Shing A Ling.
Ovviamente non poteva rimanere nella sua forma originaria, troppo lenta e priva di arrangiamenti sofisticati.
A trasformarla e a renderla appetibile ci pensarono Tito Puente e soprattutto Tito Rodriguez. Si cambiò la base sostituendo il Son con la Guaracha, ritmicamente molto più veloce, mantenendo però la “Diana” e gli altri riferimenti “Afro” della versione originale ed arrangiandola in chiave Jazz!
Con Tito Rodriguez si fa anche piu’ marcato l’uso della figura ritmica della cascara, che sostituisce quella classica del Son, con la campana Bongò.
La cascara (figura ritmica che troviamo nella Rumba) sarà una delle caratteristiche del nuovo Guaguanco.
Il successo arrivò subito e travolse Puerto Rico, dove la splendida voce di Tito Rodriguez ebbe la meglio sulle percussioni del grande Tito Puente.

Tutti i gruppi dell’epoca nella Grande Mela ne furono influenzati tanto da far nascere l’etichetta di NEW YORK GUAGUANCO.

A Puerto Rico però si ebbe la più importante variazione del nuovo genere: alcuni gruppi, intorno al 1965-66 tra cui Mon Rivera, Richie Ray e Bobby Cruz, aggiunsero al nuovo Guaguanco alcuni ritmi del folklore portoricano, come il ritmo Jala Jala o il Sicà fondendolo assieme ai nuovi arrangiamenti provenienti dalla Grande Mela, come il Soul e il Rhythm and Blues.

Di fatto questa “mezcla” qualche anno più tardi avrebbe preso il nome di Salsa, ecco perchè molti chiamavano a Puerto Rico Guaguanco, quello che a New York chiamavano Salsa! La fine del genere viene decretato proprio dalla Salsa, che con nuovi suoni e ritmi (tra cui la Rumba Guaguanco) amplia quella fusione musicale che aveva reso celebre il N.Y. Guaguanco. A Puerto Rico comunque viene registrata l’ultima perla del genere ad opera del grande Roberto Roena in un bellissimo disco del 1977 :
La Octava Maravilla (Fania INT 914)

In questo splendido disco troviamo l’ultima fusione, il Guaguanco con la musica brasiliana, come nel meraviglioso brano Rico Guaguanco dove si fondono la Samba con i suoi strumenti tipici come la “Cuica”o il “Berimbau”, con il Guaguanco.

 

Ahi,que Rico y vario es el Guaguanco!

by Tommy Salsero

La biografia di Roberto Roena

A cura della Redazione LaSalsaVive

24 Giugno 2009

Roberto Roena con Max e Tommy de LaSalsaVive durante il concerto del festival Latino Americando
Roberto Roena con Max e Tommy de LaSalsaVive durante il concerto del festival Latino Americando

Roberto Roena nasce il 16 Gennaio del 1940 nel barrio Dulces a Mayagüez (Portorico).
Inizia il suo avvicinamento alla Salsa come ballerino insieme al fratello Francisco “Cuqui” Roena nella Sultana del Oeste, ispirati dalla madre Raquel Maria Vazquez e dallo zio Anibal Vazquez (leggendario ballerino di mambo).
Insieme al fratello crea un duo di ballo i “Mambo Flashes“.
A nove anni si trasferisce a Santurce con la famiglia, dove con i fratelli continua a presentare spettacoli di mambo e cha cha cha, deliziando il pubblico presente ai concorsi per giovani talenti.
Roena ricorda: “lo zio Anibal veniva spesso a trovarci per insegnarci nuovi passi. Fu così che iniziammo a ballare nelle strade, fino a quando, nel 1954, nostra madre ci portò a partecipare allo show Coca Cola busca estrellas, dove vincemmo il primo premio”. Grazie a quel premio, vengono messi sotto contratto da una televisione locale, Canal Dos, partecipando alla trasmissione settimanale “La Taberna India“.
Durante una delle registrazioni, il percussionista Rafael Cortijo, vede Roena in azione.
È il 1956 e Roena è un adolescente di appena 16 anni, Cortijo è alla ricerca di un bongocero per il Conjunto che sta formando.
È proprio Cortijo a pensare alla figura di un bongocero in grado di ballare e suonare la campana; chiama Roena e gli insegna a suonare questi strumenti.

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Dedicato un busto alla carriera di Roberto Roena

Dedicato un busto a Roberto Roena

A cura di Patricia Vargas Casiano

Roberto Roena sarà il primo salsero a ricevere un busto in vita, nella Plaza de los Salseros, a Santurce, Portorico.

Domenica 12 settembre si è infatti svolta una grande festa nella quale è stata scoperta la statua in bronzo, che è posizionata insieme ad altre sculture di artisti salseri come Rafael Cortijo, Ismael Rivera, Héctor Lavoe, Tito Puente, Pellín Rodríguez, Tommy Olivencia e Marvin Santiago, tutti grandi musicisti e suoi amici già scomparsi.

Roena scherzando ha detto:“Quando me lo hanno detto ho pensato due cose: o che mi stavano anticipando la morte o che mi volevano portare li per fare la veglia ai defunti”.
Dopo, tornando serio, ha continuato dicendo che per lui è un vero onore essere stato incluso con tutti questi grandi musicisti.
“Vado, come si dice, a portare un saluto da parte di tutti quelli che sono rimasti in vita perchè tutti quelli che sono in questa piazza sono stati miei cari amici”.

Però la cosa non finisce qui, poichè si sta pensando di dare il suo nome ad una via, Calle Aponte de Santurce, dove l’artista è nato e ancora oggi va a giocare a domino con gli amici.

“Provate a pensare, quando la gente mi chiamerà potrò dire che mi trovo nella Strada Roberto Roena… Mi sento molto emozionato di essere stato scelto”.

Il fondatore dell’ Apollo Sound ha anche detto di essersi sentito defraudato per aver partecipato a diversi eventi in quella piazza, che non erano all’altezza di un luogo dove si ricordano i più grandi artisti della musica tropicale.

Senza dubbio, il progetto portato avanti dal senatore José “Nuno” López e dal sindaco di San Juan, Jorge Santini, sta andando avanti con grande attenzione. Inoltre, la piazza sarà rinnovata.

Richy Miranda-Cortese, organizzatore della manifestazione ha dichiarato: “Vogliamo organizzare delle attivitè prima dell’omaggio, come ad esempio la mostra delle copertine di tutti i dischi di Roberto Roena, e un’altra con tutti gli oggetti che ricordano la sua carriera, approfittando del fatto che l’artista è ancora vivo.
Alla fine il tutto culminerà con una grande celebrazione nella quale, Roena, si esibirà insieme ai musicisti della sua orchestra. Sono stati invitati anche altri musicisti che non hanno fatto parte dell’Apollo Sound, ma che hanno condiviso parte della vita musicale di Roena, come Johnny Pacheco e Nicky Marrero, fra gli altri”.

L’evento sarà registrato in alta definizione per essere venduto alle televisioni internazionali e saranno invitati gli organi di stampa in Europa, America Latina e Stati Uniti.

Miranda ha inoltre aggiunto: “Questo evento sarà utilizzato come piattaforma per il lancio di una nuova tappa della carriera di Roena, che ha ancora molto da dare. Lo porteremo nell’est Europa, dove la salsa è molto cresciuta, e in mercati consolidati come Italia, Inghilterra, Francia e Spagna, e cercheremo di farlo tornare in Asia”.

Roena ha concluso dicendo: “Non mi preoccupo di come mi vedrò, ma di quel che lascerò alle future generazioni, che è quel che do mentre sono sulla scena, perchè non sono mai salito su un palco per fare il buffone”.

Fonte: El nuevo dia

Español

Por Patricia Vargas Casiano / pvargas@elnuevodia.com

Roberto Roena se convertirá en el primer salsero al que se le dedicará en vida un busto en la Plaza de los Salseros, ubicada en la barriada Shangai de Santurce.

El 12 de septiembre se celebrará una gran fiesta para desvelar la estatua en bronce, que estará junto a las esculturas de Rafael Cortijo, Ismael Rivera, Héctor Lavoe, Tito Puente, Pellín Rodríguez, Tommy Olivencia y Marvin Santiago, todos grandes músicos y amigos suyos ya fallecidos.

“Cuando me lo dijeron pensé dos cosas: o que me estaban anticipando la muerte o que me llevan ahí para que me velen los muertos”, dijo Roena en broma.

Luego, más serio, señaló que ha sido un honor haber sido incluido en ese “corillo”.

“Voy, como quien dice, a llevar la batuta de los que quedamos vivos porque todos los que están en esa plaza han sido íntimos amigos míos”.

Pero la cosa no queda ahí, pues también se considera ponerle su nombre a la Calle Aponte de Santurce, donde el artista se crió y todavía va a jugar dominó con su gente.

“Imagínate, cuando la gente me llame y me pregunte les voy a decir estoy en la Calle Roberto Roena… Me siento demasiado emocionado de que me hayan escogido a mí”.

El fundador del Apollo Sound se sinceró al decir que ha participado en varios eventos en esa placita y ha salido defraudado porque no se han organizado a la altura requerida para el lugar que alberga las figuras de los grandes de la música tropical.

Sin embargo, el proyecto, una gestión del senador José “Nuno” López y el alcalde de San Juan, Jorge Santini, está siendo muy cuidado. Incluso, se harán renovaciones a la plaza.

“Queremos hacer actividades previas al homenaje, como la exhibición de un coleccionista que tiene todas las carátulas de los discos grabados por Roena y otra de su memorabilia, aprovechando que el artista está en vida. Culminará con una magna celebración en la que el homenajeado podrá compartir con los cantantes de su orquesta. También se están invitando a otros músicos que aunque no fueron parte del Apollo Sound tuvieron que ver con la vida musical de Roberto, como Johnny Pacheco y Nicky Marrero, entre otros”, adelantó el licenciado Richy Miranda-Cortese, a cargo de la organización.

El evento se va a grabar en video de alta definición para venderlo a la televisión internacional y se van a invitar a medios internacionales de Europa, América Latina y Estados Unidos.

“Se va a usar como plataforma de lanzamiento de una nueva etapa en el cierre de la carrera de Roena, que aún tiene mucho que aportar. Vamos a exportarlo nuevamente al este de Europa, donde la salsa está muy sólida, aparte de los mercados regulares como Italia, Inglaterra, Francia y España, y tratar de que regrese a Asia”, dijo Miranda.

Esta semana, Roena se realizó una sesión de fotos para que el escultor, aún no seleccionado, pueda trabajar con el busto.

“A mí no me preocupa cómo me vea, sino lo que va a quedar de mí para la posteridad, que es lo que doy en el escenario, porque nunca me he subido a una tarima a ‘miquear’ ”, cerró el veterano salsero.