Recensione del concerto di Toninho Horta, Eddie Gomez, Claudio Roditi, Hélio Alves, Duduka Da Fonseca e Maucha Adnet presso il Teatro delle Muse durante l’Ancona Jazz Festival – 8 luglio 2008

Le recensioni de LaSalsaVive

A cura di Tommy Salsero

08 luglio 2008

Spesso si usano aggettivi forti e altisonanti per descrivere uno spettacolo o un evento che sia piaciuto molto, ma in casi come questo qualunque aggettivo risulta inefficace a descrivere la magia che si è creata martedì 8 luglio nella splendida cornice del Teatro delle Muse di Ancona.
La rassegna musicale Ancona Summer Jazz Festival giunta al suo trentesimo anniversario (e qui il merito va agli organizzatori che hanno portato avanti questo progetto musicale per tanti anni a un livello altissimo) non poteva scegliere un gruppo migliore per questa occasione.
Cinque tra i principali musicisti del Brasile, assieme al maestro portoricano del contrabbasso jazz, Eddie Gomez, hanno trasformato il teatro in un’assolata spiaggia brasiliana all’imbrunire. Oltre a Gomez, il gruppo è formato dal batterista Duduka Da Fonseca che è anche l’ideatore del progetto, dal chitarrista, cantante e compositore Toninho Horta, da Hélio Alves al pianoforte, Claudio Roditi alla tromba e dalla splendida voce di Maucha Adnet, corista negli ultimi anni della carriera artistica del maestro Jobim.

Toninho Horta con Tommy Salsero

Una caratteristica del concerto è che i sei musicisti si sono esibiti in varie formazioni, duo, trio, quartetto, quintetto e sestetto riproponendo i classici del maestro Jobim alternati a nuovi standard della bossa nova di altri autori.
Questa scelta azzeccatissima ha prodotto infatti un’incredibile varietà di sonorità, riproponendo così al meglio tutte le intricate sfaccettature e le infinite sfumature che questo genere possiede.

Toninho Horta con Max Chevere

Si spengono le luci e inizia quello che possiamo definire un evento nell’evento, sia per l’anniversario della bossa nova che per il tributo ad Antonio Carlos Jobim che per gli artisti presenti questa sera.
Su un elegantissimo palcoscenico a fondo totalmente nero e con gli strumenti disposti a semicerchio, iniziano a suonare Hélio Alves al pianoforte, Eddie Gomez al contrabbasso e Duduka Da Fonseca alla batteria e alle percussioni.
Il brano scelto è “Bebê” del grande compositore e polistrumentista Hermeto Pascoal; l’ottima acustica del teatro e il grandissimo lavoro del fonico, a cui i musicisti hanno dedicato un applauso a fine concerto, hanno permesso di godere sin dall’inizio dell’eccezionale interplay tra i musicisti.

Eddie Gomez con Tommy Salsero

Efficace il semplice accompagnamento con il triangolo da parte di Fonseca.
Il trio si trasforma in quartetto nella successiva Passarim, primo brano di Jobim, scritto dall’autore contro il disboscamento dell’Amazzonia.
Questi primi due brani vengono interpretati con una vena quasi caraibica, merito soprattutto del pianista Alves, che mostra un’ottima tecnica che caratterizza tutto il concerto con questo riuscito mix Brasile/Caraibi soprattutto per la verve ritmica dei suoi passaggi, alcuni veramente molto percussivi che mi hanno ricordato il miglior Michel Camilo.
Arrivano due classici di Jobim: Chega de Saudade ovvero la bandiera del movimento della bossa nova e Chovendo na Roseira; le splendide armonie del maestro brasiliano vengono perfettamente rivisitate da questo ensemble, senza perdere la magia dell’originale.
Già da questo inizio si percepisce che stiamo assistendo a qualcosa da portare per sempre nei nostri cuori.
Entrano in scena Toninho Horta e Maucha Adnet e la magia comincia per non interrompersi più, fino alla fine del concerto.
Quello che stupisce è il perfetto bilanciamento tra strumenti e voci, come il suono della tromba di Claudio Roditi (in uno stato di grazia assoluto!) che duetta con la voce di Maucha Adnet.
Arriva Surfboard, le cui armonie complesse mettono in luce le splendide improvvisazioni di piano e tromba; questa fase precede la parte centrale che inizia con la splendida composizione di Horta Beijo Partido.
Protagoniste sono le due voci ed il contrabbasso di Gomez che caratterizzerà indelebilmente questa e le successive canzoni.
Infatti nel brano successivo rimane solo con Toninho Horta in Aqui, Oh! (di Horta e Fernando Brant), anche qui la voce del contrabbasso di Gomez incanta, in un perfetto unisono.
È da antologia l’assolo di Gomez, dove il suo contrabbasso canta come la voce di Toninho!
Si continua con un altro duetto, questa volta tra Toninho e Maucha Adnet, e anche qui descrivere la bellezza di quanto ascoltato è impresa ardua.

Maucha Adnet con Max Chevere

Il brano scelto è Once I Loved, reinterpretato da Toninho nel bellissimo album dal titolo omonimo.
In questa versione in duo ne emerge tutta la poesia e la profonda bellezza. Dopo questa parte di autentica poesia brasiliana, si ricomincia con Pro Zeca, un brano strumentale del chitarrista di grande talento, Hélio Delmiro, dove i musicisti possono mettere in mostra la loro padronanza tecnica degli strumenti ma senza scadere nel mero virtuosismo.


Anche qui il pianista lascia il segno con un vorticoso assolo, seguito (se non ricordo male) da quello del batterista Fonseca.
Rientra Maucha Adnet e arrivano i grandi classici Retrato em branco e pretoÁguas de MarcoDesafinado dove Roditi nell’assolo cita lo standard Take the ‘A’ train, per poi passare a Corcovado, presentata qui con una splendida versione che vede l’introduzione di Infinite Love a due voci: Horta e Adnet.
Poco a poco entra Roditi con un timbro che lascia la pelle d’oca; in pratica si sentono le tre voci quelle dei cantanti e quella di Roditi perfettamente fuse come se uscissero da una persona sola.

Claudio Roditi con Max Chevere

Non ci sono altre parole per descrivere ciò a cui stiamo assistendo, l’incredibile interpretazione di Maucha, il controcanto di Toninho che ricorda quello di Jobim, la voce del contrabbasso di Gomez, il perfetto bilanciamento ritmico di Fonseca con le percussioni e i contrappunti armonici di Alves ci lasciano sulle spiagge di Ipanema senza neanche chiudere gli occhi.
Il concerto volge al termine ma nessuno vuole smettere di sognare su quella spiaggia… ed ecco che arriva il primo bis…. A Correnteza e poi il secondo con gli artisti richiamati per cinque minuti sul palco.
Ed arriva “Garota de Ipanema…sul finale ancora Roditi firma un assolo che non dimenticheremo facilmente.
Ci giriamo e vediamo l’organizzatore, Massimo Tarabelli, visibilmente emozionato, anch’egli incredulo per ciò a cui ha assistito.
Andiamo a congratularci con lui e ci invita nel backstage, dove, dopo tanti anni, riabbracciamo il nostro amico
Toninho Horta, che portammo per la prima volta a suonare in Italia nel 1993.
È un momento speciale… foto, abbracci e tanti complimenti a questi straordinari musicisti.
Gentilissima ed emozionata Maucha Adnet.

Maucha Adnet con Tommy Salsero

Ora possiamo svegliarci, fuori fa caldo… ma non siamo più a Ipanema.
Rimane però il bellissimo ricordo di uno dei concerti più memorabili a cui abbiamo assistito io e mio fratello in tutta la nostra vita.
Ho già “saudade”!

N.B. Purtroppo nel dopoconcerto mi era caduto il foglio degli appunti e per ricostruire la scaletta ho dovuto chiedere aiuto ai musicisti nel backstage: Toninho Horta gentilissimo mi ha lasciato addirittura la scaletta personale del concerto di Teano del 3 luglio che vedete nella foto.

Mi ero segnato anche alcuni interventi particolari dei musicisti che ora non ricordo più ed è possibile che ci siano alcune inesattezze, ma l’emozione è stata troppo forte.
Complimenti a tutti gli organizzatori ma in particolar modo a Massimo Tarabelli per la sua squisita accoglienza e la sua grandissima preparazione musicale per quanto ha saputo creare in questi anni.
Per maggiori informazioni sull’Ancona Jazz Festival

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As resenhas da LaSalsaVive

Por Tommy Salsero

08 de julho de 2008

Frequentemente usam-se adjetivos fortes e grandiloquentes para descrever um espetáculo ou um evento que tenha agradado muito, mas, em casos como este, qualquer adjetivo se mostra ineficaz para descrever a magia que se criou na terça-feira, 7 de julho, no esplêndido cenário do Teatro delle Muse de Ancona.
O festival musical Ancona Summer Jazz Festival, que chegava ao seu trigésimo aniversário — e o mérito aqui é dos organizadores, que mantiveram este projeto musical em um nível altíssimo por tantos anos — não poderia ter escolhido grupo melhor para esta ocasião.
Cinco dos principais músicos do Brasil, junto ao mestre do contrabaixo jazzístico porto-riquenho Eddie Gomez, transformaram o teatro em uma ensolarada praia brasileira ao entardecer. Além de Gomez, o grupo era formado pelo baterista Duduka Da Fonseka, também idealizador do projeto; pelo guitarrista, cantor e compositor Toninho Horta; por Helio Alves ao piano; por Claudio Roditi no trompete; e pela belíssima voz de Maucha Adnet, corista nos últimos anos da carreira artística do mestre Jobim.

Toninho Horta com Tommy Salsero

Uma característica do concerto foi o fato de os seis músicos se apresentarem em diversas formações — duo, trio, quarteto, quinteto e sexteto —, revisitando os clássicos do mestre Jobim e alternando-os com novos standards de Bossa Nova de outros autores.
Essa escolha muito acertada produziu uma incrível variedade de sonoridades, apresentando da melhor maneira todas as intricadas facetas e as infinitas nuances que este gênero possui.

Toninho Horta com Max Chevere

As luzes se apagam e começa aquilo que podemos definir como um evento dentro do evento, tanto pelo aniversário da Bossa Nova e pela homenagem a Antonio Carlos Jobim quanto pelos artistas presentes naquela noite.
Em um elegantíssimo palco de fundo inteiramente preto, com os instrumentos dispostos em semicírculo, começam a tocar Helio Alves ao piano, Eddie Gomez no contrabaixo e Duduka Da Fonseka na bateria e nas percussões.
A peça escolhida é “Bebe”, do grande guitarrista Hermeto Pascoal; a excelente acústica do teatro e o extraordinário trabalho do técnico de som — a quem os músicos dedicaram aplausos ao fim do concerto — permitiram desfrutar, desde o início, da excepcional interação entre os músicos.

Eddie Gomez com Tommy Salsero

Foi eficaz o simples acompanhamento de Fonseka ao triângulo.
O trio se torna um quarteto na seguinte Passarim, primeira composição de Jobim, escrita pelo autor contra o desmatamento da Amazônia.
Essas duas primeiras peças são interpretadas com uma veia quase caribenha, mérito sobretudo do pianista Alves, que demonstra uma excelente técnica e marcará todo o concerto com essa bem-sucedida mistura Brasil/Caribe, principalmente pela vivacidade rítmica de suas passagens, algumas realmente muito percussivas, que me lembraram o melhor Michel Camilo.
Chegam dois clássicos de Jobim, Chega de Saudade, a bandeira do movimento da Bossa Nova, e Chovendo na Roseira; as esplêndidas harmonias do mestre brasileiro são perfeitamente revisitadas por este conjunto, sem perder a magia do original.
Já nesse início se percebe que estamos assistindo a algo que levaremos para sempre em nossos corações.
Toninho Horta e Maucha Adnet entram em cena, e a magia começa para não mais se interromper até o fim do concerto.
O que surpreende é o perfeito equilíbrio entre instrumentos e vozes, como o som do trompete de Claudio Roditi — em absoluto estado de graça! —, que dialoga com a voz de Maucha Adnet.
Chega Surfboard, cujas harmonias complexas destacam as belíssimas improvisações de piano e trompete; essa fase antecede a parte central, que começa com a esplêndida composição de Horta, Bejo Partido
As duas vozes e o contrabaixo de Gomez são os protagonistas, e este marcará de modo indelével esta e as canções seguintes.
Na peça seguinte, ele fica apenas com Toninho Horta em Aqui Oh (de Horta e Fernando Brant); também aqui, a voz do contrabaixo de Gomez encanta, em perfeita sintonia.
É antológico o solo de Gomez, no qual seu contrabaixo canta como a voz de Toninho!
Segue-se outro dueto, desta vez entre Toninho e Maucha Adnet, e também aqui descrever a beleza do que ouvimos é uma tarefa árdua.

Maucha Adnet com Max Chevere

A peça escolhida é Once I Loved, reinterpretada por Toninho no belíssimo álbum homônimo.
Nesta versão em duo, emergem toda a poesia e a profunda beleza da composição. Depois dessa parte de autêntica poesia brasileira, recomeça-se com Pro Zeca, uma peça instrumental de um saxofonista que morreu muito jovem, mas de grande talento, Hélio Delmiro, na qual os músicos podem mostrar seu domínio técnico dos instrumentos sem cair no mero virtuosismo.
Também aqui o pianista deixa sua marca com um vertiginoso solo, seguido, se não me engano, pelo do baterista Fonseka.
Maucha Adnet retorna e chegam os grandes clássicos Retrato em branco e preto, Aguas De marco, Desafinado, no qual Roditi, em seu solo, cita o standard Take the A train, passando depois para Corcovado, apresentada aqui em uma esplêndida versão que introduz Infinite Love em duas vozes: Horta e Adnet.
Pouco a pouco Roditi entra com um timbre que arrepia; na prática, escutam-se as três vozes — as dos cantores e a de Roditi — perfeitamente iguais, como se saíssem de uma só pessoa.

Claudio Roditi com Max Chevere

Não há outras palavras para descrever o que estamos presenciando: a incrível interpretação de Maucha, o contracanto de Toninho que lembra o de Jobim, a voz do contrabaixo de Gomez, o perfeito equilíbrio rítmico de Fonseka com as percussões e os contrapontos harmônicos de Alves nos deixam nas praias de Ipanema sem sequer fechar os olhos.
O concerto se aproxima do fim, mas ninguém quer deixar de sonhar naquela praia… e então chega o primeiro bis: A Correnteza; em seguida, o segundo, com os artistas chamados de volta ao palco por cinco minutos.
E chega “Garota de Ipanema”… no final, Roditi assina mais um solo que não esqueceremos facilmente.
Viramo-nos e vemos o organizador, Massimo Tarabelli, visivelmente emocionado, também incrédulo diante do que acabara de presenciar.
Vamos cumprimentá-lo, e ele nos convida para os bastidores, onde, depois de tantos anos, abraçamos novamente nosso amigo
Toninho Horta, que levamos para tocar na Itália pela primeira vez em 1993.
É um momento especial… fotos, abraços e muitos elogios a esses músicos extraordinários.
Maucha Adnet, gentilíssima e emocionada.

Maucha Adnet com Tommy Salsero

Agora podemos acordar: lá fora está quente… mas já não estamos em Ipanema.
Fica, porém, a belíssima lembrança de um dos concertos mais memoráveis a que eu e meu irmão assistimos em toda a nossa vida.
Já estou com saudade!

N.B.

Infelizmente, depois do concerto, perdi a folha de anotações e, para reconstruir o repertório, precisei pedir ajuda aos músicos nos bastidores: o gentilíssimo Toninho Horta chegou a me deixar seu roteiro pessoal do concerto de Teano, de 3 de julho, que vocês veem na foto.

Eu também havia anotado algumas intervenções especiais dos músicos, das quais agora já não me lembro, e é possível que haja algumas imprecisões, mas a emoção foi forte demais.
Parabéns a todos os organizadores, em especial a Massimo Tarabelli, por sua requintada acolhida e por sua enorme preparação musical, pelo que soube criar ao longo destes anos.
Para mais informações sobre o Ancona Jazz Festival

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Las reseñas de LaSalsaVive

Por Tommy Salsero

8 de julio de 2008

A menudo se utilizan adjetivos fuertes y grandilocuentes para describir un espectáculo o un evento que ha gustado mucho, pero, en casos como este, cualquier adjetivo resulta ineficaz para describir la magia que se creó el martes 7 de julio en el espléndido marco del Teatro delle Muse de Ancona.
El ciclo musical del Ancona Summer Jazz Festival, que llegaba a su trigésimo aniversario —y aquí el mérito es de los organizadores, que han mantenido este proyecto musical durante tantos años a un nivel altísimo—, no podía haber elegido un grupo mejor para esta ocasión.
Cinco de los principales músicos de Brasil, junto con el maestro puertorriqueño del contrabajo de jazz Eddie Gomez, transformaron el teatro en una soleada playa brasileña al atardecer. Además de Gomez, el grupo estaba formado por el baterista Duduka Da Fonseka, también ideólogo del proyecto; por el guitarrista, cantante y compositor Toninho Horta; por Helio Alves al piano; por Claudio Roditi a la trompeta; y por la espléndida voz de Maucha Adnet, corista en los últimos años de la carrera artística del maestro Jobim.

Toninho Horta con Tommy Salsero

Una característica del concierto fue que los seis músicos actuaron en diversas formaciones —dúo, trío, cuarteto, quinteto y sexteto—, reinterpretando los clásicos del maestro Jobim y alternándolos con nuevos estándares de la Bossa Nova de otros autores.
Esta acertadísima elección produjo una increíble variedad de sonoridades, ofreciendo así de la mejor manera todas las intrincadas facetas e infinitos matices que posee este género.

Toninho Horta con Max Chevere

Se apagan las luces y comienza lo que podemos definir como un acontecimiento dentro del acontecimiento, tanto por el aniversario de la Bossa Nova y el homenaje a Antonio Carlos Jobim como por los artistas presentes esta noche.
En un elegantísimo escenario de fondo totalmente negro, con los instrumentos dispuestos en semicírculo, empiezan a tocar Helio Alves al piano, Eddie Gomez al contrabajo y Duduka Da Fonseka en la batería y las percusiones.
La pieza elegida es “Bebe”, del gran guitarrista Hermeto Pascoal; la excelente acústica del teatro y el magnífico trabajo del técnico de sonido —a quien los músicos dedicaron un aplauso al final del concierto— permitieron disfrutar desde el comienzo de la excepcional interacción entre los músicos.

Eddie Gomez con Tommy Salsero

Resultó eficaz el sencillo acompañamiento de Fonseka con el triángulo.
El trío se convierte en cuarteto en la siguiente Passarim, primera pieza de Jobim, escrita por el autor contra la deforestación de la Amazonia.
Estas dos primeras piezas se interpretan con una vena casi caribeña, mérito sobre todo del pianista Alves, que despliega una excelente técnica y marcará todo el concierto con esta lograda mezcla Brasil/Caribe, especialmente por el vigor rítmico de sus pasajes, algunos realmente muy percusivos, que me recordaron al mejor Michel Camilo.
Llegan dos clásicos de Jobim, Chega de Saudade, es decir, la bandera del movimiento de la Bossa Nova, y Chovendo na Roseira; las espléndidas armonías del maestro brasileño son revisitadas a la perfección por este conjunto, sin perder la magia del original.
Ya desde este inicio se percibe que estamos asistiendo a algo que llevaremos para siempre en nuestros corazones.
Entran en escena Toninho Horta y Maucha Adnet, y la magia comienza para no interrumpirse hasta el final del concierto.
Lo que sorprende es el perfecto equilibrio entre instrumentos y voces, como el sonido de la trompeta de Claudio Roditi —¡en un estado de gracia absoluto!—, que dialoga con la voz de Maucha Adnet.
Llega Surfboard, cuyas complejas armonías ponen de relieve las espléndidas improvisaciones de piano y trompeta; esta fase precede a la parte central, que comienza con la magnífica composición de Horta Bejo Partido
Las dos voces y el contrabajo de Gomez son protagonistas, y este marcará de forma indeleble esta y las canciones siguientes.
De hecho, en la pieza posterior se queda solo con Toninho Horta en Aqui Oh (de Horta y Fernando Brant); también aquí la voz del contrabajo de Gomez cautiva, en un perfecto unísono.
Antológico el solo de Gomez, ¡en el que su contrabajo canta como la voz de Toninho!
Se continúa con otro dúo, esta vez entre Toninho y Maucha Adnet, y también aquí describir la belleza de lo escuchado es una tarea difícil.

Maucha Adnet con Max Chevere

La pieza elegida es Once I Loved, reinterpretada por Toninho en el bellísimo álbum homónimo.
En esta versión a dúo surge toda la poesía y la profunda belleza de la composición. Después de esta parte de auténtica poesía brasileña, se retoma con Pro Zeca, una pieza instrumental de un saxofonista fallecido muy joven pero de gran talento, Hélio Delmiro, en la que los músicos pueden mostrar su dominio técnico de los instrumentos sin caer en el mero virtuosismo.
También aquí el pianista deja huella con un vertiginoso solo, seguido, si no recuerdo mal, por el del baterista Fonseka.
Vuelve Maucha Adnet y llegan los grandes clásicos Retrato em branco e preto, Aguas De marco, Desafinado, donde Roditi, en su solo, cita el estándar Take the A train, para pasar después a Corcovado, presentada aquí en una espléndida versión que introduce Infinite Love a dos voces: Horta y Adnet.
Poco a poco entra Roditi con un timbre que pone la piel de gallina; en la práctica se oyen las tres voces —las de los cantantes y la de Roditi— perfectamente iguales, como si salieran de una sola persona.

Claudio Roditi con Max Chevere

No hay otras palabras para describir lo que estamos presenciando: la increíble interpretación de Maucha, el contrapunto vocal de Toninho que recuerda al de Jobim, la voz del contrabajo de Gomez, el perfecto equilibrio rítmico de Fonseka con las percusiones y los contrapuntos armónicos de Alves nos dejan en las playas de Ipanema sin siquiera cerrar los ojos.
El concierto se acerca a su fin, pero nadie quiere dejar de soñar en aquella playa… y llega el primer bis: A Correnteza; luego el segundo, con los artistas llamados de nuevo al escenario durante cinco minutos.
Y llega “Garota de Ipanema”… al final, Roditi firma otro solo que no olvidaremos fácilmente.
Nos damos la vuelta y vemos al organizador, Massimo Tarabelli, visiblemente emocionado, también incrédulo ante lo que había presenciado.
Vamos a felicitarlo y nos invita al backstage, donde, después de tantos años, volvemos a abrazar a nuestro amigo
Toninho Horta, a quien llevamos a tocar en Italia por primera vez en 1993.
Es un momento especial… fotos, abrazos y muchos elogios para estos músicos extraordinarios.
Maucha Adnet, amabilísima y emocionada.

Maucha Adnet con Tommy Salsero

Ahora podemos despertar: afuera hace calor… pero ya no estamos en Ipanema.
Queda, sin embargo, el hermoso recuerdo de uno de los conciertos más memorables a los que mi hermano y yo hemos asistido en toda nuestra vida.
¡Ya tengo saudade!

N. B.

Por desgracia, después del concierto se me cayó la hoja de apuntes y, para reconstruir el repertorio, tuve que pedir ayuda a los músicos en el backstage: el amabilísimo Toninho Horta incluso me dejó el programa personal del concierto de Teano del 3 de julio, que se puede ver en la foto.

También había anotado algunas intervenciones especiales de los músicos que ahora ya no recuerdo, y es posible que haya algunas inexactitudes, pero la emoción fue demasiado intensa.
Mis felicitaciones a todos los organizadores, y en particular a Massimo Tarabelli, por su exquisita acogida y su enorme preparación musical, por todo lo que ha sabido crear a lo largo de estos años.
Para más información sobre el Ancona Jazz Festival

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